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Vittime di incidenti: i nomi di 3mila pedoni sull'asfalto di via Rizzoli

Sono più di 70 i pedoni che hanno perso la vita sulle nostre strade negli ultimi 10 anni, e 2.586 i feriti.

3000 nomi sulle strisce pedonali di via Rizzoli. Sono quelli dei pedoni che hanno perso la vita o sono rimasti feriti sulle strade bolognesi: è il flash mob della campagna nazionale "Siamo Tutti Pedoni", organizzato da Centro Antartide e Comune di Bologna, in occasione della Settimana Globale per la Sicurezza Stradale indetta dalle Nazioni Unite. 

I DATI A BOLOGNA. Sono più di 70 i pedoni che hanno perso la vita sulle nostre strade negli ultimi 10 anni, 2.586 i feriti (secondo i dati ISTAT), a causa di incidenti causati soprattutto dall’eccesso della velocità.

Da qui il flash mob "Mai più nomi sull’asfalto", con il motto #SlowDown, proprio per invitare a ridurre la velocità. L’iniziativa promossa dal Centro Antartide, insieme a Sindacati pensionati SPI CGIL, FNP e UILP, e delle amministrazioni e associazioni che aderiscono in tutta Italia con il patrocinio Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

L'iniziativa di oggi ha visto anche la partecipazione dell’Assessore alla mobilità Irene Priolo, che ha ricordato personalmente con una scritta l’anziana signora rimasta vittima di un investimento pochi giorni fa. “Casi come questo” ha sottolineato “ ci ricordano come le politiche di mobilità debbano includere sempre più non solo i necessari interventi infrastrutturali ma azioni educative vere e proprie, come la campagna Siamo Tutti Pedoni, che sviluppino rispetto reciproco, attenzione agli altri utenti della strada e prudenza alla guida, specialmente in città”.

VELOCITA' ECCESSIVA. Se un’auto urta un pedone a 30 km/h ci sono 9 probabilità su 10 che possa sopravvivere senza danni permanenti, una proporzione che scende a 5 su 10 a 50 km orari per poi ridursi esponenzialmente a 1 su 10 oltre i 65 km orari (Manuale “Pedestrian Safety”, OMS).

In un contesto nazionale in cui il 30% degli investimenti avviene ancora sugli attraversamenti pedonali, la riduzione della velocità diventa quindi una priorità, specialmente nei centri urbani. Fra i pedoni i soggetti più colpiti risultano essere gli anziani sia fra i morti che fra i feriti, dimostrazione questa della necessità di operare maggiormente su questa fascia di popolazione anche in un’ottica in-formativa come si sta discutendo nel tavolo di lavoro nazionale ESPERTOVER65 attivato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme al Centro Antartide, ai Sindacati Pensionati e ad altri enti.
 

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