Cronaca

West nile, 11 casi a Bologna, un decesso nel ferrarese: la situazione in regione

Sesto decesso nel ferrarese, mentre a Bologna quattro ricoverati al Sant'Orsola e tre al Maggiore. Le istruzioni su come proteggersi

Negli ultimi giorni i ricoveri per West Nile nel teritorio bolognese sono stati undici: quattro persone sono in cura all'ospedale Sant'Orsola mentre tre risultano sotto terapia al Maggiore. Anche a Budrio sono accertati tre casi mentre uno è sotto osservazione a Bentovoglio. In agosto erano stati invece registrati 18 ricoveri, mentre 49 sono le persone che hanno passato qualche notte sotto osservazione da luglio.

A parte le due signore anziane decedute a Bolgona non ci sono da registrare ulteriori decessi, mentre in regione la provincia più colpita è sicuramente Ferrara, con sei decessi ultimo dei quali registrato l'altro giorno con un anziano 77enne deceduto dopo settimane di ricovero.

Virus West Nile: 6 cose da sapere

Un altro paziente 46enne, a Cavezzo, nel modenese, nei giorni scorsi colpito dall'aggravamento neuroinvasivo che lo aveva mandato in coma, è uscito dallo giorni scorsi dallo stato vegetativo. Le sue condizioni sono definite stazionarie e si sta valutando il trasferimento in un'altra struttura sanitaria per completare il percorso di cura.

Lotta alle zanzare: parte il piano straordinario di disinfestazione

Nel diffondere gli aggiornamenti sullo stato di salute del 49enne, l'Ausl invita a non abbassare la guardia contro le zanzare, per ridurre la diffusione del virus West Nile legato alla proliferazione di questo insetto.

Non esiste un vaccino che possa immunizzare dal contagio, e quindi è molto importante difendersi con la prevenzione, bonificando le arre di proliferazione.

L'immunologo Luigi Muratori - professore associato di Medicina Interna presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Alma Mater Studiorum - fa alcune considerazioni sui casi specifici e sul virus west Nile in generale.

In primis l'infezione non viene trasmessa da malato a sano, pertanto non vi è rischio di diffusione del contagio. L’infezione poi in 7-8 casi su 10 è asintomatica, oppure può causare disturbi simil-influenzali che si risolvono spontanemante nel soggetto sano ed immunocompetente (il virus è stato isolato anche in donatori di sangue, soggetti per definizione in ottima salute!), anche se non di rado la guarigione completa può richiedere settimane.

infine, come già detto, non esiste il vaccino per prevenire tale infezione, né farmaci antivirali specifici, quindi la terapia è essenzialmente di supporto, e nei casi con interessamente respiratorio severo o neurologico risulta indicato il ricovero presso i Reparti di Terapia Intensiva. L’unica prevenzione consiste nel prevenire le punture di zanzara, ed ogni mezzo è lecito!

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