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Morte dell'artista Wolfango: la camera ardente sotto una sua opera

Cittadini e amici a Palazzo D'Accursio, nella Sala Savonuzzi, dove campeggia "Il Cassetto"

E' stata aperta alle 14 la camera ardente dell'artista Wolfango, morto ieri a 91 anni. Cittadini e amici potranno salutarlo a Palazzo D’Accursio  fino alle 18.30 e precisamente nella Sala Savonuzzi, dove campeggia la sua opera "Il Cassetto". 

Introdotto ai colori e ai pennelli dallo zio pittore Giuseppe Mazzotti, dopo il diploma al Liceo Galvani , Wolfango Peretti Poggi aveva scelto di iscriversi a Medicina, ma la sua vocazione era un'altra, così si dedicò all'illustrazione di libri, firmando con vari pseudonimi.

La figlia: "Faremo di tutto per celebrare la sua arte". La salma sarà cremata domani e posta in Certosa nella cappella di famiglia. Tra le personalità che hanno reso omaggio alla salma dell'artista anche Concetto Pozzati e Fulvio de Nigris. Un saluto lo ha portato anche il procuratore Valter Giovannini. Milena Naldi, ex presidente del quartiere S.Vitale ricorda: «Per me è stato un riferimento, una sorta di Dio laico della pittura. Nei suoi ritratti ti ci puoi perdere. Wolf non ha eredi artistici, eccezion fatta per suo figlio Davide (realzzatore del ritratto nel santino). E' una monade, e nessuno l sostituirà».

“Un pittore straordinario, che amava descrivere la vita attraverso le immagini del quotidiano e del conosciuto. Bologna è stata il suo mondo e la sua casa, anche per questo la nostra comunità lo saluta con gratitudine e abbraccia con affetto la sua famiglia”. Così il sindaco di Bologna, Virginio Merola "nel corso della sua lunga vita Wolfango ha dato prova di indiscutibili qualità immaginifiche e grafiche ed è stato molto apprezzato sia per la sua attività di illustratore di testi letterari che per la mirabile qualità dei suoi dipinti, opere di grande originalità, così originali da non poter essere iscritte in nessuna corrente pittorica, né paragonate a quelle di altri. In occasione del suo 90esimo compleanno, il Comune di Bologna gli ha rivolto un omaggio, allestendo nella Sala Ottagonale di Palazzo d'Accursio la mostra Le Quattro Stagioni. Concerto per frutta e verdura, chiusa proprio l'8 gennaio scorso, che raccoglieva quattro grandi nature morte raffiguranti fiori, frutta, verdura e insetti. Un piccolo e prezioso viaggio nell'opera di un pittore straordinario. Le sue nature morte di grandi dimensioni e di incredibile efficacia, portano alla ribalta gli oggetti che riempiono i giorni di ciascuno di noi e raccontano le nostre abitudini, il nostro quotidiano e la nostra complessità. E' così anche ne "Il cassetto", un gigantesco lavoro da cui è impossibile staccare gli occhi, di cui mai si finisce di scoprire il mistero". 

"Un grande artista, una persona colma di umanità e fortemente generosa", scrive su Facebook Fulvio De Nigris, dirigente del Centro Studi per la Ricerca sul Coma e fondatore della onlus Gli amici di Luca. Wolfango aveva infatti realizzato "Allegoria del coma", opera "significativa ed emozionante testimonianza alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris". 

Ad agosto il Comune gli aveva assegnato la "Targa Volponi", il premio della città ad artisti e intellettuali. 

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