Ex caserma Sani occupata sotto sgombero, XM24: "Merola ridisegna la sua Bolognina in cravatta"

Il comunicato arriva dopo l'annuncio del sindaco: il Passante e un bosco al parco Nord collegato alla città con un ponte, mentre la Fiera sarà un luogo di ritrovo

"Il Nulla è di nuovo alle porte: questa volta veste i panni della Procura che ordina il sequestro preventivo dell’ex-Caserma Sani, aprendo così la procedura di sgombero dell’occupazione che da un mese ha riaperto quegli spazi a una comunità multiforme, creativa e solidale". Così il collettivo XM24 che torna sul sequestro dell'immobile occupato "lo sgombero potrebbe arrivare in qualunque momento" ma "il 15 novembre abbiamo aperto un varco e un conflitto: un’opportunità forte di autodeterminazione dal basso sul quartiere e una lotta contro chi vuole svenderlo. Vogliamo che quei cancelli rimangano aperti, e che anzi si apra sempre di più alla collettività la possibilità di viverli e rivendicarli". 

Per gli attivisti "l’amministrazione complice ammicca compiaciuta" mentre "la procura dice che occupare è un reato. Ma chi è ad offendere? Chi libera apre e collettivizza, o chi sequestra un luogo pubblico alla città per oltre vent’anni promettendolo infine alla speculazione". 

"Aspetteremo qui, loro sequestrano, noi liberiamo"

Il comunicato arriva dopo l'annuncio del sindaco Virginio Merola: “Un incontro molto positivo per sbloccare l’opera, che entrerà in questo contesto: il Passante prevede un bosco al parco Nord. Si aggiunge un’idea bellissima di collegarlo alla città con un ponte verde e di fare della Fiera un luogo di ritrovo per Bologna grazie al giardino, agli eventi e agli spettacoli. Questo è un progetto urbanistico che davvero ridisegna il volto della Bolognina”. Per il collettivo invece "l’amministrazione collabora a questa futura svendita: è il Comune che ha stretto patti con Cassa Depositi e Prestiti, sono i Piani Operativi Comuniali (POC) che assegnano le quote a destinazione alberghiera e commerciale sull’area, ed è sempre l’amministrazione che vorrebbe spacciare un nuovo esproprio ai danni della collettività come una grande occasione per il quartiere, così il sindaco Virginio Merola ridisegna la sua Bolognina in cravatta: un mescolone di interessi che comprendono l’espansione a nord della Fiera, il tecnopolo, i progetti di Unipol per l’ex Samputensili e anche… l’ex Sani!"

Giovedì scorso si è svolta un'assemblea pubblica che "ha ribadito forte e chiaro che presidiare un luogo altrimenti vuoto e abbandonato e difenderlo contro chi vorrebbe affidare alla finanza ogni decisione sulla trasformazione della città è un atto politico e necessario - fa sapere XM24 - si aggrediscono le realtà partecipate e dal basso mentre si stringono patti con i poteri forti, sostituendo la dimensione popolare dei quartieri per alimentare la rotazione del capitale e del credito immobiliare. Quella in cui ci inseriamo è una battaglia complessiva, immersa nella “crisi” sociale, economica ed ecologica mondiale, contro porti chiusi, populismo, neoliberismo, destre, simil-destre, paura e repressione" quindi "le lotte sociali sono la base per costruire insieme un’altra realtà: Todo para todas nada para nosotras! (Tutto per tutti, niente per noi - ndr)". 

"Su questo PD graverà il peso politico di questa nuova aggressione, non abbiamo bisogno di altri supermercati e altri hotel. Non ci serve Fico, nè il Tram, non ci serve un Cohousing, nè uno studentato per ricchi, nè Airbnb, nè altri nuovi dispositivi al servizio della città vetrina. Sotto l’albero di Natale o nella calza della befana troveremo uno sgombero nero carbone. Ma non sarà questa la nostra morte. Come qualcuno ha ricordato durante la partecipatissima assemblea dell’altra sera: un altro sgombero sarà solo un nuovo invito ad alzarsi e lottare".

"Vogliamo poter godere dei boschetti e dei prati, vogliamo recuperare gli edifici che sono un pezzo di storia e di archeologia industriale della nostra città, vogliamo trovare lì un luogo di incontro tra comunità che hanno voglia di costruire l’impossibile in Tempi impossibili. Oltre le minacce, oltre lo sgombero, vogliamo già da oggi chiamare una nuova Assemblea pubblica il 10 gennaio per rilanciare insieme una mobilitazione forte, autogestita e dal basso sull’area dell’ex Caserma Sani, con tutte le realtà e gli/le individu* che ne condividono l’urgenza e la necessità! Il pubblico non si svende!", conclude il collettivo. 

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