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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Donne e lavoro, continuano le scintille sulla vertenza Yoox: il caso finisce in Comune

A pochi giorni dall'accordo preso con le sigle confederali, dura presa di posizione del sindacato di base Si Cobas. I dubbi replicati in un question time a Palazzo D'Accursio. L'assessore Lombardo difende l'intesa

Non è di certo "la migliore delle soluzioni possibili, ma è comunque migliorativo e sicuramente positivo". Così l'assessore al Lavoro del Comune di Bologna, Marco Lombardo, dà la sua 'benedizione' all'accordo sindacale siglato tra l'azienda Yoox e Cgil-Cisl-Uil per una maggiore tutela delle lavoratrici impiegate nella sede all'Interporto, in particolare le madri in difficoltà per le restrizioni dovute alla pandemia e la chiusura delle scuole. L'intesa riguarda i 520 dipendenti diretti di Yoox e quelli delle cooperative in appalto.

All'accordo, a distanza di pochi giorni, è seguita una dura controreplica del sindacato di base Si Cobas che aveva sollevato il problema. "Non andava bene prima, va ancora peggio oggi. Lo scopo dell’accordo siglato era quello di evitare con qualsiasi mezzo   che persistesse il rischio di ottenere risultati e cambiamenti realmente migliorativi" è l'affondo del sindacato di base.

Sono tre i punti contestati: come il turno centrale, abolito e reintrodotto dall'accordo solo per madri con figli fino a un anno di età (non più presenti dopo le prime dimissioni volontarie all'inizio della vertenza, dichiara Si Cobas). Oppure la richiesta del part time per le madri da uno a tre anni ("la rinuncia al full time e ad un salario minimo per sancire la propria autonomia come risultato positivo?" ironizza il sindacato di base). Anche i permessi per le madri di bimbi dai tre agli otto anni per cinque giorni lavorativi sono accolti dal sindacato di base molto freddamente.

Il caso finisce in Question Time in Comune

A bocciare l'accordo Yoox è anche l'ex 5 stelle Dora Palumbo, che a Palazzo D'Accursio ha chiesto appunto a Lombardo di esprimersi nel merito. "Fa impoverire le donne e prevede turni senza senso -attacca Palumbo- è già qualcosa, ma in realtà non è niente. A questo punto non parliamo più di 'gender pay gap', perché le madri sono costrette al part-time e quindi a impoverirsi".

Anche il Pd è diviso al suo interno nel valutare questa intesa. Perché se Lombardo ci tiene a sottolineare di più il passo avanti compiuto nel settore logistico bolognese grazie a questo accordo, la dem Simona Lembi è invece tutt'altro che convinta.

"L'accordo è certamente migliorativo rispetto alla situazione attuale -concede la consigliera comunale Pd- ma mi chiedo quali siano le azioni positive. Che le madri possono chiedere il rispetto della legge, che già prevede tutele per i bambini fino a un anno? O che hanno il part-time con dimezzamento stipendio, rinunciando così al salario? Perché non si poteva lavorare solo su un turno centrale?".

"In astratto -ammette l'assessore- fare un turno centrale sarebbe la soluzione migliore, ma su questi settori si applicano contratti e norme nazionali che prevedono più turni". Applicando un unico turno, dunque, "il rischio sarebbe la chiusura dell'attività o il trasferimento in un'altra sede, con un esubero di 500 lavoratori -avverte Lombardo- posso condividere che i tempi della logistica non sono concilianti con i tempi di vita, l'eccesso di competitività abbassa le tutele e i diritti dei lavoratori. Ma se queste sono le condizioni, e se non si modificano le norme e i contratti a livello nazionale, bisogna lavorare con gli strumenti che si hanno".

In questo senso, valuta l'assessore, "l'accordo è sicuramente positivo perché va oltre i contratti applicati finora ed è esteso non solo alle madri, ma anche a chi ha altre necessita' di assistenza e ai lavori fragili". Lombardo quindi aggiunge: "Non penso che sia la migliore delle soluzioni possibili, ma è comunque migliorativo. E mi auguro sia una base di partenza per una possibile iniziativa sindacale di estensione della trattativa sulle politiche di conciliazione". Questo accordo, tra l'altro, "ci offre anche l'occasione per convocare le parti che hanno firmato il protocollo di sito dell'Interporto, ormai scaduto, per rinnovarlo", sottolinea l'assessore.

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