Casi Zaki e Regeni vs vendita di armi, si accende la polemica in Regione

Per la Lega "Sbagliato rinunciare a 15 miliardi di commesse per questioni diplomatiche". Replica il M5S: "Distinguo pericolosi"

"Chi governa deve assumersi il peso di scelte anche impopolari, è sbagliato porre sullo stesso piano tematiche diplomatiche (i recenti casi Regeni e Zaki) con temi commerciali e geopolitici che riguardano i rapporti tra gli Stati".

Così il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi, a margine della discussione che in Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna è stata sollevata sull'opportunità di continuare ad avere rapporti commerciali inerenti la vendita d'armi con l'Egitto.

Il tema lo ha posto il gruppo di Europa Verde, stante lo stallo delle vicende che riguardano il giovane studente italiano ucciso al Cairo nel 2016 e l'incarceramento di Patrick Zaki.

Bargi, sottolineando comunque la legittimità di esigere la verità dei fatti sul caso Regeni, ha sottolineato tuttavia che "serve una visione d'insieme nei rapporti tra gli Stati e deve prevalere l'interesse comune del nostro Paese. Precludere contratti che per l'Italia potrebbero valere fino a 15 miliardi di euro in un momento di difficoltà come questo sarebbe una follia, anche perché così si lascia spazio ad altri Paesi; non si ferma certo la vendita di armi con una risoluzione in Regione".

Secondo Bargi, "rinsaldare i rapporti politico-militari con l'Egitto è fondamentale a seguito della perdita di influenza italiana in Libia a favore della Turchia". Tuttavia ha concluso il consigliere del Carroccio "ridurre questi confronti a 10 minuti di dibattito in una sede impropria come l'Assemblea regionale vuol dire sminuirne il contenuto del dibattito stesso e ridicolizzare l'azione politica".

A stretto giro arriva la replica di Silvia Piccinini del M5S. “La voce unanime della politica dovrebbe essere quella di chiedere la liberazione immediata da parte dell’Egitto di Zaki e la verità sulla morte di Giulio Regeni. Oggi invece -commentea la pentastellata- in Assemblea Legislativa sono andati in scena pericolosi distinguo da parte delle forze di centrodestra improvvisamente interessate a questioni di realpolitik e strategie internazionali”.

“Tutte le forze politiche dovrebbero chiedere la liberazione di Patrick senza distinguo o tirando in ballo questioni di politica internazionale – aggiunge Piccinini – quindi ci sembra francamente inconcepibile la posizione tenuta dalla Lega e dalle altre forze di centrodestra aiutate, c’è da rilevarlo, da un abbinamento forzato di risoluzioni che avevano obiettivi diversi e che hanno generato confusione nella discussione. Ecco perché crediamo si debba ritrovare unità da parte di tutti nel chiedere all’Egitto la liberazione immediata dello studente dell’Unibo e finalmente verità sull’uccisione di Giulio Regeni”. 

Intanto Zaki diventa cittadino onorario di un altro Comune bolognese, quello di Castel Maggiore, dopo Valsamoggia. Ieri, il Consiglio Comunale di Castel Maggiore ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno, presentato dalla giunta con l'assessore Barbara Giannerini, che conferisce la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki, "riconoscendo nella sua figura quei valori di libertà di studio, di libertà di pensiero e di libertà alla partecipazione pubblica propri di questo territorio e delle istituzioni che lo rappresentano".

L'ordine del giorno approvato dal Consiglio esprime apprezzamento per le azioni promosse dalle Universita' di Bologna e Granada per chiedere la liberazione di Patrick, manifesta vicinanza e solidarieta' ai suoi familiari, invita il Governo italiano a proseguire e rafforzare l'impegno nel chiedere alle istituzioni egiziane il rilascio immediato di Zaki a promuovere in tutte le sedi istituzionali-con particolare riferimento all'Unione Europea- azioni per il suo rilascio.

La votazione unanime (Pd, Lega, M5s e lista civica Bene in Comune) è stata particolarmente apprezzata dal sindaca Belinda Gottardi, che nel "ringraziare la sensibilita' dei consiglieri, ancora una volta all'altezza della tradizione democratica di Castel Maggiore", ha sottolineato che "il consenso così largamente condiviso dà ancora più forza all'atto che è stato deliberato". La cittadinanza onoraria "è un simbolo politico importante che esprime la nostra attenzione e il nostro coinvolgimento", ha rimarcato Gottardi.. (Red/ Dire)

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