Cronaca

Zaki sotto processo: diplomatici italiani in aula

La eventuale sentenza è inappellabile, fanno sapere alcune ong. Intanto in città gli appelli per la sua liberazione tornano a farsi sentire

Si appresta a partire in aula il processo a Patrick Zaki, che da 17 mesi è rinchiuso in carcere preventivo. Caduta l'accusa di terrorismo -quella che ha permesso però di rinnovare la detenzione senza giudizio per 17 mesi- rimane in piedi quella di diffusione di notizie false, in riferimento a un post in difesa della minoranza copta del 2019. In base all'ordinamento Zalki rischia fino a 5 anni di carcere e una multa, detenzione che dovrebbe essere sottratta del periodo già scontato.

Come riferiscono fonti sul posto contattate dall'agenzia Dire, Zaki sembra "stare bene", i capelli "sono più lunghi e raccolti in un codino". Zaki è giudicato ad Al-Mansoura, sua città natale, e dove è stato trattenuto subito dopo l'arresto. I mesi di carcere invece Zaki li ha trascorsi nel carcere di massima sicurezza di Tora. La sentenza el procedimento in questione sarebbe inappellabile.

Appelli da Bologna: "Vicenda surreale, Zaki torni libero"

L'apertura della fase processuale di Zaki riaccende gli appelli per la sua liberazione. "Faccio appello al Governo, al ministro degli Esteri e al presidente del Consiglio -commenta a caldo il candidato e assessore Matteo Lepore- perché ancora una volta intervengano sul Governo egiziano. Qui si sta violando un diritto fondamentale di una persona che fa parte della nostra comunità". Per l'esponente Pd "dobbiamo fare di tutto perché questo nostro concittadino e studente dell'Università di Bologna venga liberato".

Anche Bonaccini parla: "Siamo preoccupati per una vicenda sorprendente per non dire surreale. Speriamo che le cose possano trovare una loro composizione al più presto e mi auguro che tutte le istituzioni possano lavorare in questo senso".

Il rettore uscente dell'Unibo Francesco Ubertini promette di tornare alla carica con il premier Mario Draghi, atteso proprio in giornata a Bologna. "Se avrò l'occasione, certamente gliene parlerò- assicura Ubertini, questa mattina a margine di un'iniziativa in Ateneo- la coccarda rossa che ho qua purtroppo da febbraio 2020 è proprio per ricordarmi in tutte le occasioni di citare Zaki, di pensare a lui e di chiedere aiuto alle persone che incontro. Quindi certamente lo farò anche oggi".

"Torniamo a chiedere al governo italiano di dar seguito alla richiesta del Parlamento di concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki e di attivare ogni iniziativa diplomatica e pressione politica nei confronti del regime di Al Sisi per la liberazione dello studente"è invece l'appello dell'Arci di Bologna.

Aggiornamento delle 15:32

Si è conclusa la prima udienza del processo, che i giudici hanno aggiornato al 28 settembre: lo hanno riferito all'agenzia Dire fonti presenti nel tribunale di Mansoura.

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