Cronaca

Zecche, 50 bimbi in ospedale negli ultimi mesi: da Ausl come evitare "ospiti sgraditi"

Ausl rassicura: 50 casi in 5 mesi, non sono numeri allarmanti. Ma per prevenire spiacevoli inconvenienti bastano semplici accorgimenti. Ne parla il direttore del dipartimento di sanità pubblica, spiegando anche perchè i bimbi sono più "a rischio"

Negli ultimi giorni si è parlato di zecche e di bambini accompagnati al Pronto Soccorso (del Sant'Orsola e dell'Ospedale Maggiore) per una cinquantina di casi di punture. Non si tratterebbe però di alcun allarme, visto che i 50 casi sono stati registrati nell'arco di 5 mesi e non, per esempio, in pochi giorni o in un giorno solo: a quel punto sì che si potrebbe parlare di emergenza. E' Fausto Francia, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Bologna, a gettare acqua sul fuoco, tranquillizzando chiunque si possa trovare nella situazione descritta e dando qualche indicazione utile: "L'accortezza che consiglio, dopo aver estratto la zecca con delle semplici pinzette, è quella di monitorare la parte colpita dalla puntura per i 30/40 giorni successivi all'evento (i tempi di incubazione delle eventuali malattie batteriche o virali sono differenti) e qualora si notassero rossori, eritemi o febbre consultare il propri o medico curante per fare degli approfondimenti. La stragrande maggioranza di casi si esaurisce comunque con un semplice fastidio e null'altro".

C'è una ragione per cui possano essere più colpiti i bambini rispetto agli adulti?

Non per delle caratteristiche particolari dei bambini, ma semplicemente perchè le occasioni di contatto sono molte di più: il gioco nell'erba e all'aria aperta, il contatto più "affettuoso" con gli animali domestici per esempio.

A proposito di animali domestici: potrebbero dunque essere i nostri cani e i nostri gatti a essere dei veicoli per le zecche?

Sì, certo. Se non vengono protetti con gli appositi repellenti c'è il rischio che dopo la passeggiata si portino addosso degli "ospiti" sgraditi. La loro presenza varia comunque di anno in anno, a seconda della stagione e dell'umidità.

Esistono allergie alle punture di zecca?

No, non esistono allergie alle punture di zecca. Ci sono zecche che possono essere in grado di trasmettere malattie virali o batteriche. Forse si fa riferimento a queste malattie contratte dalla puntura più che a un'intolleranza.

Esistono repellenti, per tenerle lontane?

Sì, esistono esattamente come per gli altri tipi di insetti. Un consiglio che posso dare è quello di vestirsi adeguatamente quando ci si "immerge" nella natura e si va per boschi: calzettoni e pantaloni lunghi, per esporsi il meno possibile.

Sui piccioni che ci dice?

Anche i colombi possono essere portatori di tutta una serie di patologie ed esiste una sorta di contrasto tra il fatto che rappresentino per alcuni una presenza gradita e dall'altra una sorta di aggressore sgradito: su questo l'Ausl sta lavorando da tempo.

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