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Zona arancione, lettera di Bonaccini al governo: "Subito i ristori"

E' quanto ha chiesto Bonaccini al presidente Conte e ai ministri competenti in una lettera "che ho firmato insieme ai colleghi presidenti delle Regioni che, come l'Emilia-Romagna, sono state inserite in zona arancione

"Il Governo definisca immediatamente ristori economici adeguati a sostegno di imprese e lavoratori dei nostri territori, che subiranno ulteriori chiusure o restrizioni". E' quanto ha chiesto Bonaccini al presidente Conte e ai ministri competenti in una lettera "che ho firmato insieme ai colleghi presidenti delle Regioni che, come l'Emilia-Romagna, sono state inserite in zona arancione dall'ordinanza di ieri del ministro della Salute, Speranza: Veneto, Lombardia, Calabria e Sicilia".

Così su Facebook il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. "Una decisione- prosegue- basata sull'andamento del contagio e le valutazioni delle autorità scientifiche. Non è certo adesso il momento di abbassare la guardia nell'azione di contrasto del contagio, che tutti, anzi, vogliamo rafforzare, ma insieme abbiamo sottolineato come vada scongiurato il rischio, assai concreto, che le pur necessarie restrizioni hanno su imprenditori e operatori impegnati in attività produttive, commerciali, ricettive, turistiche, gastronomiche, sportive e culturali. Operatori gia' provati dai lunghi mesi he abbiamo alle spalle", ricorda il governatore

 "Come Regione Emilia-Romagna- rivendica Bonaccini- non stiamo certo con le mani in mano e in queste settimane verranno erogati, a fondo perduto, oltre 40 milioni di euro aggiuntivi, per i settori interessati da limitazioni e chiusure: ristoranti e bar, taxi e ncc, cinema e altri settori culturali, palestre e piscine, maestri di sci, guide turistiche, spettacoli viaggianti". Il "nostro pilastro della ripartenza rimane il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima che abbiamo appena sottoscritto con tutte le parti sociali e gli Enti Locali, e che prevede trenta miliardi di euro di investimenti nei prossimi anni, perche' potremo ripartire e recuperare solo con una nuova crescita sostenibile e con il sostegno ad imprese e lavoratori per creare nuovi posti di lavoro". Ma "in questo momento- avverte infine- serve anche uno sforzo per chi più in difficoltà perché, a differenza di altri comparti e settori produttivi, hanno subito e stanno subendo maggiori restrizioni". (Red/ Dire)

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