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Zona rossa e scuole chiuse, il comune scrive ai genitori: "In presenza solo seguendo il Dpcm"

Palazzo D'Accursio si adegua alla linea del ministero dell'Istruzione sul tema della possibilità di frequentare comunque nidi e asili, da parte dei figli di alcune categorie di lavoro, considerate essenziali (sanitari e forze dell'ordine)

Nidi e materne chiuse, anche per i figli di sanitari e forze dell'ordine, e aperte solo per i cari previsti dal Dpcm. Seguendo le linee date dal ministero, il comune di Bologna prova a mettere un po' di ordine nella babele di regole, Faq e interpretazioni che si stanno addensando attorno al mondo degli asili e dei nidi, in relazione alle chiusure imposte dalla zona rossa nell'ultimo Dpcm.

Negli ultimi giorni infatti, da più parti si era invocata l'eccezione, e quindi la possibilità di portare i bimbi negli asili e nei nidi, per alcune categorie di genitori, come i mebri delle forze dell'ordine e dei sanitari. Qualche preside, anche per la difficoltà interpretativa di alcune circolari, ha aperto all'accesso di questa modialità. 

Nuovo Dpcm, le regole: cosa cambia dal 6 marzo

Palazzo D'Accursio ha nella tarda mattinata di oggi lunedì otto marzo (peraltro il primo giorno di chiusura effettivo per nidi e materne) emanato una nota e scritto "a tutte le famiglie che nei giorni scorsi hanno compilato la richiesta di attivare l’attività educativa in presenza per ragioni legate alla situazione lavorativa dei genitori, confermando a partire da martedì 9 marzo l’apertura dei servizi 0-6 per i soli casi contemplati dal Dpcm e dalla nota del Ministero dell’Istruzione", quindi escludendo i figli di forze dell'ordine e sanità dalla possibilità di riprendere lezione in presenza.

Il comune spiega che "Il Ministero ha ribadito la sospensione delle attività dei servizi educativi per l’infanzia e lo svolgimento con modalità a distanza delle attività scolastiche delle scuole di ogni ordine e grado: l’unica possibilità di svolgere attività in presenza riguarda esclusivamente per i bambini e ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali nonché per le attività laboratoriali". E ancora: "In attesa della riapertura in presenza, superata questa difficile fase della pandemia, per tutti coloro che non possono rientrare a scuola sarà attivata la modalità educativa a distanza".

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