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Cronaca

Ztl verde, L'assessora Orioli spiega: "Ci confronteremo con tutti, ma ripensare la mobilità è un obiettivo di mandato"

La responsabile alla mobilità di Palazzo D'Accursio conferma le indiscrezioni ma puntualizza: diffuse solo bozze e piani preliminari

Il progetto di Ztl verde "non è una crociata contro le auto" ma allo stesso tempo getterà le basi "per un cambiamento culturale" e cioè "l'idea che ci sono diversi modi per spostarsi" oltre all'auto privata. Per questo l'obiettivo di istituire una sorta di filtro all'utilizzo di alcuni tipi di auto per alcune tipologie di spostamenti rimane "un obiettivo di mandato".

E' la stessa assessora alla mobilità e al verde urbano Valentina Orioli a confermare, facendo però alcune precisazioni, quanto anticipato in mattinata, e cioè uno studio preliminare del Comune sull'istituzione di transiti limitati alle auto in tutto il territorio dell'abitato sotto le Torri. Parlando a Bolognatoday Orioli conferma gli studi in corso, ma puntualizza: "Siamo appena agli inizi, è chiaro che non implementeremo questi temi domani mattina e nemmeno il mese prossimo, ma l'obiettivo di qui alla fine del mandato di arrivare a praticare una soluzione c'è".

"Pagare per spostarsi in auto? Misura ideologica": il piano traffico del Comune scatena le prime polemiche

Il tema quindi è sul tavolo. "Non si tratta solo delle auto -aggiunge l'assessora- il ragionamento della giunta è integrato con tutte le altre infrastrutture in pianificazione in questi anni. Mi riferisco al Passante, ma anche alle nuove linee del tram, al servizio ferroviario metropolitano che andremo a rilanciare". Il modello per Palazzo D'Accursio potrebbe essere, e per certi versi è, quello di altre città europee, che analogamente stanno adottando strategie simili.

Resta il tema della sostenibilità sociale. Le forze di opposizione hanno subito bollato l'iniziativa come ideologica, argomentando che le misure filtrate dalle prime bozze risultino troppo punitive e non considerino affatto le necessità dei ceti meno abbienti, che si trovano a utilizzare il mezzo per lavoro o che comunque non riuscirebbero a passare all'ibrido né tantomeno all'elettrico nemmeno sul medio termine.

"Sappiamo bene -commenta ancora Orioli- che molti utilizzano l'auto per andare al lavoro lontano da casa e che nel breve periodo non si può constrigere nessuno a cambiare lauto. Ci confronteremo con tutti e faremo valutazioni il più ponderate possibile, ma il cambiamento è nelle cose. Ce lo ha insegnato anche questo periodo di pandemia, come la diversa fruizione degli spazi sia ormai necessaria". Tra l'altro -è la conclusione- ormai sempre più studi evidenziano, così come gli stessi T-Days, che un diverso utlizzo dello spazio pubblico con il passare del tempo favorisca l'aumento della qualità della vita". 

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