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Verso la Pasqua, la quaresima 'social' di Zuppi: "Smettere di vivere per apparire"

L'appello dell'arcivescovo di Bologna arriva nel corso dell'omelia, durante la messa celebrata in cattedrale

Digiunare anche dall'uso dei social, per "smettere di vivere per apparire". E' l'esortazione con cui il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, apre oggi con la 'Messa delle Ceneri' il periodo di quaresima di quest'anno.

Zuppi esorta a "non curare l'apparenza ma la sostanza" e ricorda che il Vangelo "raccomanda di non far vedere a nessuno le nostre opere buone, altrimenti le perdiamo". Il che "significa anche non metterlo sul web secondo il riflesso dell'istinto digitale- ammonisce Zuppi- non curare l'aggiornamento di qualche profilo e pensare di essere a posto, ma scoprire l'immagine vera dentro di noi".

Il cardinale invita quindi a "digiunare, disciplinando anche l'uso dei social, per smettere di vivere per apparire. Per capire cosa condividiamo e non per condividere qualsiasi cosa. Per non perdere tempo, che è un dono". Zuppi raccomanda anche di digiunare "dai giudizi, che creano tanto distanziamento dagli altri. O da quelle vere parolacce che feriscono gli altri e seminano divisione. E digiuniamo anche per chiedere perdono, per curare i nostri rapporti".

L'appello dell'arcivescovo di Bologna arriva nel corso dell'omelia di questo pomeriggio, durante la messa celebrata in cattedrale. "Ci manca anche la quaresima- dice Zuppi- tutti noi, un po' superficiali e istintivi come siamo, con un benessere ridotto a non avere problemi, reagiamo cosi' all'invito di questo tempo di cambiamento e conversione. Anzi, riteniamo quasi un diritto in tempo di pandemia riprendere la vita di sempre, dimenticare i problemi, pensare a sé, possedere e consumare".

In realtà, insiste Zuppi, "quanto ci serve la quaresima. I sacrifici si fanno per la vita, come quelli così necessari per evitare il contagio". Secondo il cardinale, "la risposta alla pandemia non è tornare alla bolla di sapone da cui guardavamo da spettatori il mondo intorno. Noi non vogliamo crearci problemi o complicarci la vita, ma la vita è complicata e i problemi vanno affrontati".

Per questo serve il periodo di quaresima, ribadisce l'arcivescovo di Bologna. "Cambiamo per sconfiggere le pandemie -esorta- e iniziamo dal nostro cuore. La quaresima, e questa in particolare, è una proposta di speranza: si può cambiare, il mondo può essere migliore".

Anche perché, avverte Zuppi, "se non diventiamo migliori, saremo più induriti e diffidenti. Non c'è via di mezzo". La quaresima, dunque, "ci aiuta a essere migliori e a capire quello che abbiamo vissuto". In questi mesi di pandemia, afferma il cardinale, "il male ha irriso con sfacciataggine le nostre presunzioni, ha umiliato le nostre sicurezze, ha reso deserte intere città".

Cosa che però "in realtà aveva fatto anche prima- sottolinea Zuppi- in maniera invisibile indurendo i cuori, intossicandoci di indifferenza e rabbia, rendendoci deboli per le tante paure, violenti perché ignoranti dell'altro, aggressivi perché pieni di difese". La quaresima, insomma, "ci aiuta a comprendere il significato spirituale della pandemia- afferma Zuppi- per farne occasione per cambiare, per vincere il male e scoprire l'essenziale. Non è un esercizio per una perfezione individuale, ma è entrare dentro se stessi e dentro la realtà". (San/ Dire) 

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