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Veglia pasquale, Zuppi: 'Non spettatori, ma uomini di fiducia'

L'arcivescovo nell'omelia di Pasqua ha ricordato anche Cristina Magrini, per 38 anni in stato vegetativo, e la sua famiglia

"Oggi capiamo l’inizio di un giorno nuovo. Cristo, stella del mattino, ci orienta". Il tema della luce di Cristo risorto che illumina il buio è il cardine dell'omelia di Monsignor Matteo Zuppi che ha celebrato la veglia pasquale in cattedrale. Una “stella che non conosce tramonto" ha detto Zuppi che invita i fedeli a "usare la nostra volontà e il nostro amore, la coscienza per decidere il cammino. Ma senza la stella siamo perduti. Questa luce sarà sempre alta in cielo e ci indica il nostro futuro".

La luce contro il "buio che avvolge il cuore degli uomini e tante parti della terra. E’ buio perché quando la vita finisce si spegne qualcosa anche in chi resta e tutti sperimentiamo l’amarezza della fine - continua l'arcivescovo - E’ buio minaccioso in un mondo così difficile da capire, attraversato da correnti pericolose di violenza e di odio, che improvvisamente si manifesta spietato. E’ buio quando ci si esercita troppo e senza vergogna nell’arte della guerra, coltivando il rancore, alzando muri invece di costruire ponti, dissipando le opportunità, ingannando per convenienza personale, seminando pregiudizi e ignoranza. E’ buio quando il prossimo rimane un’ombra da evitare, che pensiamo si possa cancellare invece di ascoltarlo e capirlo. E’ buio nell’indifferenza che condanna i poveri all’insignificanza e quindi li mette in rischi e sofferenze terribili. E’ buio quando i sentimenti umani vengono liquidati come fossero ingenuità o visione di una sola parte e non l’unica opzione possibile per i cristiani, tutti, per tutti e per tutte le occasioni. E’ buio quando la comprensione appare una concessione pericolosa, possibile solo per i ricchi, mettendo in discussione il dovere di amare, la solidarietà possibile a tutti, finendo schiavi di banale egoismo. E’ buio quando la fragilità è una condizione da nascondere, diventa una condanna, un peso inaccettabile, un fallimento, una condizione disumana e la vita viene scartata, giudicata inutile, come per tanti anziani. Non è disumana la fragilità,ma lo è una vita che la cancella! E’ buio quando sentiamo il peso della solitudine e ci coglie in maniera improvvisa, come un abisso che si spalanca dentro. E’ buio nella guerra che spegne i sentimenti più elementari e confonde tutto quello che appariva sicuro, perché Caino continua a colpire il fratello. La morte è il buio più grande, l’ultimo, definitivo, sconfitta della luce tanto che la speranza appare velleitaria, consolatoria, un modo per anestetizzare una realtà dura" quindi Gesù risordo è il "grido nel buio di questa notte e di ogni notte

Nella sua omelia pasquale Zuppi ha ricordato Romano Magrini che "ha accompagnato con amore di padre sua figlia Cristina per trentotto anni, da quando ne aveva quindici ridotta in stato vegetativo. Ogni relazione ha bisogno di uno scambio e Cristina suscitava il massimo dando il minimo”.

"Non siamo spettatori, ma dobbiamo essere uomini di fiducia, che credono alla luce anche quando c’è il buio - e poi - Domandiamoci come essere uomini della resurrezione in un mondo pieno di oscurità. Cosa posso fare io perché il buio sia
vinto da questa luce di amore, dalla forza della resurrezione? I discepoli non credettero e pensavano fosse un vaneggiamento. Oggi alcuni nostri fratelli ricevono il sacramento del battesimo. Questo ci commuove e ci incoraggia a scegliere oggi, in ogni stagione della nostra vita, di essere figli, a diventare uomini nuovi passando dall’amore per noi stessi all’amore per gli altri, da uomini rassegnati a uomini di speranza e di amore! Se credessimo davvero alla vittoria sulla morte e non ci fermassimo alle prime difficoltà!"

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