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Carnevale, il maestro pasticciere Elmi: "Faccio sfrappole da decenni, ecco la mia ricetta"

Il vincitore della sfida bolognese di "Cake Star" ci svela la sua ricetta per le sfrappole (o chiacchiere, bugie, frappe... come altrove vengono chiamate)

Sfrappole, chiacchiere, bugie, frappe, galani, grostoli, strufoli...tanti nomi a seconda delle regioni, ma un solo e golosissimo dolce tipido del Carnevale. Spolverate di zucchero a velo, profumate e friabili le sfrappole (così le chiamiamo a Bologna) si mangiano sin dai tempi dall'antica Roma proprio nel periodo dei coriandoli.

«Il periodo del Carnevale è quello dei dolci fritti. Che fra l'altro io amo particolarmente - spiega Francesco Elmi, maestro pasticciere titolare della Regina di Quadri - Il mio promo tentativo di cucinarle è stato quando ero solo un bambino, avrò avuto dieci o undici anni. Mia madre non era molto felice di vedermi alle prese con l'olio bollente (o lo strutto ndr), ma il risultato fu buono già allora. Adesso ho allargato il campo e oltre alle sfrappole mi dedico anche ai bignè fritti, alle ciambelline, alla mia fritella all'uvetta ubriaca e alle castagnole...».

Elmi, vincitore della la sfida bolognese di "Cake Star", ci svela la sua ricetta per le sfrappole.

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