Giovedì, 24 Giugno 2021
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Arena del Sole, salvezza attraverso Ert: 'Passo positivo, ma non risolutivo

Occorre tenere alto il livello di mobilitazione - sprona il sindacato - perché "si realizzi effettivamente il progetto, prevedendo la salvaguardia dell'occupazione e del patrimonio di professionalità deI lavoratori'

La salvezza dei lavoratori dell'Arena del Sole - in garve crisi - passerebbe attraverso il matrimonio con Ert (Emilia-Romagna Teatro Fondazione). In un incontro tenuto in questi giorni in Regione si sono infatti definite le coordinate per il trasferimento del ramo d'azienda Teatro Stabile Arena del Sole in Ert e per l'ingresso del Comune di Bologna nella medesima fondazione. E' stato affidato ad un gruppo tecnico, composto dai rappresentanti dei soggetti presenti alla riunione, il compito di istruire il progetto operativo.

Un passo in avanti, che rinvigorisce le speranze dei lavoratori in agitazione. Ma la strada è ancora lunga. "L'incontro avvenuto - spiega Slc-Cgil - tra Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, ERT e Lega delle Cooperative, relativamente alla situazione del Teatro Arena del Sole, è stato un passo in avanti positivo, anche se non risolutivo, in quanto può  determinare le condizioni per il salvataggio del Teatro ed il suo rilancio."

Un risultato frutto della forte mobilitazione di lavoratrici e lavoratori, che in queste giorni stanno effettuando la stagione estiva in autogestione, che hanno determinato le conduzioni per questo primo ma importante risultato, e della scelta delle Istituzioni Locali di determinare le condizioni per la salvaguardia della seconda Istituzione culturale della città.
"A questo punto occorre tenere alto il livello di mobilitazione - continua il sindacato - perché si realizzi effettivamente  il progetto, prevedendo la salvaguardia dell'occupazione e del patrimonio di professionalità delle lavoratrici e lavoratori dell'Arena del Sole'.

La salvezza del Teatro Stabile di Bologna - eccellenza a livello nazionale - sarebbe da monito anche per la situazione critica in cui versa la Cultura dell'intero Paese. "In un Paese dove la cultura è considerata ingiustamente secondaria - aggiunge Alessio Festi, Segretario Generale Slc-Cgil Bologna - questa soluzione rappresenterebbe un’inversione di tendenza e sarebbe un esempio positivo per tutto il paese. Pubblicizzare un teatro in crisi, considerandolo un bene comune, è un o perazione strategica che va nella direzione di quanto da sempre sosteniamo sul fatto che, per quanto ci riguarda, la Cultura è parte integrante del welfare territoriale. Per tutte queste motivazioni è necessario che il Ministero dia continuità al finanziamento Fus nelle quantità oggi erogate, contribuendo in tal modo alla realizzazione della più rilevante realtà regionale teatrale stabile a livello nazionale."

Che la mobilitazione propositiva - attraverso un ricco cartellone autogestito per la stagione teatrale estiva - sia insomma la dimostrazione che dalla crisi si può uscire "solo con un maggiore impegno dei soggetti chiamati in causa e non attraverso il disimpegno di risorse e di energie".

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