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Domenica, 25 Febbraio 2024
Economia Calderara di Reno

Amazon si allarga sul nostro territorio, quale impatto su occupazione e realtà di prossimità? A colloquio con la Country Manager Fresh

Come funziona il centro logistico di Calderara, possibili ricadute sul territorio, riorganizzazione del lavoro per effetto della pandemia, era Green Pass, sviluppo nel resto della Regione: ne abbiamo parlato con Simona Sisca

Con l'apertura del nuovo centro logistico a Calderara di Reno, Amazon aggiunge un'altra bandierina sul nostro territorio, dove questa settimana ha avviato anche un nuovo servizio di spesa a domicilio in giornata, buttandosi così anche nel settore del fresco. Dei possibili risvolti della presenza del Colosso americano sulla provincia bolognese - dalle nove assunzioni, al possibile impatto sulle realtà di prossimità, fino alla riorganizzazione imposta dall'era covid - abbiamo parlato con Simona Sisca (FOTO IN BASSO), Country Senior Operations Manager di Amazon Fresh.

Amazon apre a Calderara di Reno: Simona, ci spiega come funziona il nuovo centro logistico bolognese?  
Il deposito urbano di Calderara di Reno si occupa di preparare gli ordini con i prodotti acquistati nel negozio Fresh su Amazon.it e di organizzarne la consegna in giornata a Bologna e zone limitrofe. Il magazzino urbano è uno delle oltre 30 strutture che formano la nostra rete logistica già attiva in Italia. Una volta ricevuto l’ordine dal cliente, il personale di magazzino preleva i prodotti e li prepara nei sacchetti per essere consegnati in giornata, nella finestra di consegna scelta dal cliente.
 
E Amazon Fresh a cosa punta?
Amazon Fresh, il servizio della spesa in giornata  è disponibile da martedì scorso anche per i clienti Amazon Prime di Bologna e zone limitrofe (comprese Sala Bolognese, Castel dei Britti, Sasso Marconi e Castel Franco Emilia). E’ possibile acquistare la spesa direttamente su amazon.it o sull'app , con consegna in giornata, da mezzogiorno fino alle 20 in finestre a scelta di 2 ore, senza costi aggiuntivi per ordini superiori a 80€. Su alcune zone coperte dal servizio, i clienti Amazon Prime potranno anche scegliere la consegna programmata in una finestra di un’ora. I prodotti a disposizione comprendono carne, pesce, frutta e verdura, oltre che prodotti per la cura della casa e della persona.

magazzino amazon logistica spedizioni lavoro (3)-2

Quanto personale impiegate oggi nel centro e quali le prospettive occupazionali future? Avete avuto difficoltà a reclutare personale?  Come vi muovete per le assunzioni?
Il deposito di Calderara è entrato in attività da pochi giorni e l’iter di selezione si è svolto senza criticità nel reperimento delle figure necessarie. Arriveremo a 30 dipendenti a tempo indeterminato nei prossimi tre anni. Il processo di selezione per le posizioni manageriali, tecniche e le funzioni di supporto avviene attraverso il sito www.amazon.jobs mentre per la selezione degli operatori di magazzino ci avvaliamo del supporto di agenzie per il lavoro esterne. I dipendenti sono assunti al quinto livello del Contratto Nazionale del Trasporto e della Logistica con un salario d’ingresso tra i più alti del settore, e numerosi benefit che includono sconti per i dipendenti su Amazon.it e un’assicurazione integrativa contro gli infortuni. A partire dal 1° ottobre, grazie all'incremento retributivo che rientra nella revisione periodica degli stipendi realizzata da Amazon, la retribuzione d’ingresso è passata da 1.550 euro lordi al mese a 1.680 euro, l’8% in più rispetto a quanto previsto dal CCNL. Amazon offre ai propri dipendenti ulteriori opportunità come il programma Career Choice, che copre fino al 95% del costo delle rette e dei libri di testo per chi desidera specializzarsi in un ambito specifico frequentando corsi professionali per quattro anni.

Oltre al centro di Calderara, in Emilia-Romagna dove e come siete presenti?
In Emilia-Romagna, oggi siamo presenti con un centro di smistamento di Spilamberto che entra in attività dal 28 ottobre, un centro di distribuzione e uno di smistamento a Castel San Giovanni, 4 depositi di smistamento situati a Parma, Crespellano (BO), Calderara di Reno (BO) e Santarcangelo di Romagna (RN) e questo Centro di distribuzione urbano per il servizio di spesa in giornata. Attualmente sono oltre 2.000 i dipendenti a tempo indeterminato di Amazon in Emilia-Romagna.

Una “accusa” che si leva contro Amazon è di cannibalizzare le realtà di prossimità: offrite invece input al mercato locale? 
Oltre ai nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato che l’azienda continua a creare, Amazon, con le sue attività a livello nazionale, supporta l’economia anche attraverso iniziative a sostegno di imprenditori e chiunque intenda avviare un’attività in proprio, digitalizzare un’attività già esistente, oppure iniziarne una completamente nuova. Offriamo diverse opzioni ai piccoli business: la vendita diretta ai clienti attraverso il Marketplace o affidandosi alla rete logistica di Amazon per lo stoccaggio e la consegna dei prodotti con FBA (Fulfillment by Amazon – Logistica di Amazon).  
Amazon inoltre può rappresentare una possibilità per tutti i piccoli negozi e le PMI italiane per affacciarsi al mondo delle vendite online e raggiungere potenzialmente milioni di clienti in tutto il mondo, siano essi clienti consumer o clienti business grazie ad Amazon Business.
L’impatto positivo del nostro impegno è confermato anche dal “Report 2021 sulle Piccole e Medie Imprese italiane che vendono su Amazon”: nel 2020 le 18.000 PMI italiane presenti sul nostro store hanno registrato vendite all’estero per più di 600 milioni di euro, generando un impatto positivo anche attraverso la creazione di oltre 50.000 posti di lavoro ad oggi, e venduto più di 80 milioni di prodotti su Amazon. In particolare, le piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna che vendono su Amazon hanno registrato vendite all’estero per più di 30 milioni di euro nel corso del 2020. 

Simona Sisca, Country Senior Operations Manager di Amazon Fresh Italy-2

Come vi muovete in "era Green Pass"?  Ci sono state defezioni di personale  per via della certificazione e necessità di ricalibrare l'organizzazione, come accaduto ad esempio al settore dei trasporti pubblici?
In ottemperanza alle disposizioni normative, a partire dal 15 ottobre il Green Pass è diventato obbligatorio per accedere in tutti i nostri siti in Italia. Chiediamo quindi a tutti i nostri dipendenti e ai dipendenti dei nostri fornitori di scansionare il QR code del Green Pass negli appositi lettori posizionati all’ingresso di ciascun sito. Il controllo del Green Pass viene effettuato anche a tutti gli autisti dei nostri fornitori di servizi di consegna, inclusi quelli in arrivo dall’estero.  Al momento, non abbiamo riscontrato particolari criticità con l’introduzione del Green Pass obbligatorio.
 
In che modo la pandemia ha cambiato i vostri servizi e la vostra organizzazione interna?  
Fin dai primi giorni della crisi sanitaria globale, per servire i nostri clienti garantendo al contempo la sicurezza dei nostri dipendenti e fornitori di servizi, abbiamo modificato in tutta Italia e nel mondo numerosi aspetti del nostro modo di lavorare. Nel 2020 abbiamo investito oltre $11,5 miliardi per fronteggiare l’emergenza covid modificando oltre 150 processi per salvaguardare la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti. Abbiamo distribuito mascherine, igienizzanti mani, salviette igienizzanti, guanti; introdotto il distanziamento sociale di due metri e termoscanner. Inoltre, diamo a tutti i nostri dipendenti la possibilità di effettuare regolarmente e su base volontaria tamponi nasofaringei.

Avete anche promosso una campagna  vaccinale aziendale e allestito degli hub
Sì, all’inizio di giugno abbiamo annunciato un importante passo avanti nel nostro impegno nei confronti della sicurezza: l’avvio della campagna vaccinale aziendale presso i nostri centri logistici rivolta ai nostri dipendenti e al personale dei nostri fornitori che hanno così possibilità di vaccinarsi durante il proprio turno di lavoro. Siamo partiti dal Piemonte e poi hanno fatto seguito la Liguria, l’Emilia-Romagna, la Lombardia, in Veneto e il Lazio. In questa regione, in particolare, grazie alla collaborazione con l’Asl locale, abbiamo aperto due hub vaccinali presso il centro di distribuzione di Castel San Giovanni (PC) e il deposito di smistamento di Santarcangelo di Romagna (RN). L’apertura di questi hub ha rappresentato un'iniziativa importante non solo per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche per le comunità in cui vivono e lavorano.

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