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Lavoratori Bio-on a rischio, Cgil: "Aprire tavolo di crisi in Città Metropolitana"

Il procuratore capo Amato spiega che un'ispezione del Tribunale potrebbe portare alla sostituzione dei vertici dell'azienda

 

L'operazione 'Plastic bubbles' , oltre ai vertici, fa tremare anche i dipendenti di Bio-on, la Società per azioni bolognese operante nel settore della bioplastica al centro di un'inchiesta della Procura di Bologna per false in bilancio e manipolazione del mercato.

Un centinaio in tutto i lavoratori di Bologna, Bentivoglio, Minerbio e Castel San Pietro per i quali, come affermato dal procuratore capo Giuseppe Amato, la Procura di Bologna sta facendo il possibile, rispetto alle proprie competenze, per tutelarli e salvaguardare i posti di lavoro.

"Ad agosto, quando dalle indagini stavano già emergendo delle possibili irregolarità nella gestione - spiega - abbiamo chiesto al Tribunale, secondo le regole del Codice civile, l'apertura della procedura finalizzata a verificare la regolarità del comportamento degli amministratori, chiedendo che venisse fatta un'ispezione della società".

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"Il procedimento, ancora pendente, potrebbe concludersi - e probabilmente sarà così, visti gli ultimi sviluppi dell'inchiesta - con la sostituzione degli amministratori". Invece, per quanto riguarda il sequestro impeditivo delle azioni nella disponibilità degli indagati, il cui valore ammonta a circa 115 milioni di euro, queste azioni sono nelle mani del custode giudiziario, che dovrà ovviamente gestire in maniera corretta la società".

Cgil per Bio-on

La Cgil bolognese chiede un tavolo di crisi in Città metropolitana e si dice preoccupata per i posti di lavoro a rischio.  "Sono a rischio tanti posti di lavoro in un settore, peraltro, dove già non si parla che di 'plastic free' - dice il segretario generale della Cgil di Bologna, Maurizio Lunghi - aspetto che inevitabilmente determinerà riconversioni di un certo tipo. Abbiamo convocato un'assemblea per domani, e serve un tavolo di crisi in Città metropolitana".

L'azienda non è sindacalizzata e il contratto in ballo è quello dei chimici, tuttavia qualcosa adesso si muove, anche tenendo conto dei rischi che montano già per l'indotto. Sta seguendo la vicenda in casa Cgil il sindacato di Imola, visto lo stabilimento a Castel San Pietro dell'azienda che è presente anche a Bologna, Bentivoglio e Minerbio.

"Ma noi daremo una mano, cercheremo di istituire un tavolo alla Città metropolitana - spiega Lunghi - per affrontare la questione. Tutti adesso parlano degli aspetti finanziari, ma c'è anche un problema occupazionale visti gli oltre 100 addetti in forza nei vari siti territoriali. In queste ore è partita la convocazione per un'assemblea coi lavoratori, fissata domani, per capire il da farsi". 

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