Covid e l'impatto sul mondo del lavoro, Colla: "Attrezziamoci per il rimbalzo che nel 2021 sicuramente ci sarà"

L'assessore regionale fa il punto, snocciolando i dati della graffiata della pandemia: "In due mesi, un mln di persone in cassa integrazione, 2.5 mln sono rimaste a casa, su 4,6 milioni di abitanti... prorogherei la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti, mi fa paura il sistema del terziario ..."

"Un Frecciarossa bloccato mentre era lanciato, poi è stato messo per due mesi in garage". Così durante una conferenza stampa virtuale ha definito l'assessore regionale al lavoro Vincenzo Colla il periodo dell'emergenza sanitaria da covid in Emilia-Romagna, che ha bloccato domanda e offerta a livello mondiale. 

La nostra Regione, che fa 170 miliardi di Pil (dati 2019), fa dunque i conti sulla base dei principali dati e indicatori derivanti da Istat, dai flussi di assunzioni, Sistema informativo del lavoro (Siler) e dai numeri sugli ammortizzatori sociali e le misure di integrazione al reddito.

"In due mesi, dal 23 febbraio al 4 maggio, giorno della riapertura delle attività economiche, un milione di persone sono state messe in cassa integrazione, due milioni e mezzo sono rimaste a casa, su 4,6 milioni di abitanti in Emilia-Romagna - questi i dati snocciolati da Colla - uno scenario che non ha precedenti, anche se la cassa ha favorito la tenuta sociale e dell'occupazione. Per quanto mi riguarda prorogherei la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti fino a fine anno, mi fa paura il sistema del terziario diffuso, debole, frammentato e in mano ai prestiti delle banche, parlo di fiere, turismo, accoglienza... ".

Per l'assessore si tratta di dati reali e inconfutabili ed è necessario quindi lanciare "un progetto di uscita, una operazione ponte - in pratica - questa regione si deve attrezzare per il rimbalzo che nel 2021 sicuramente ci sarà". 

Le ore di cassa integrazione in Emilia-Romagna sono state 183milioni e 330mila sono state le domande di sussidio di 600 euro: "Dal 4 maggio, c'è una discussione tra regione e governo. L'ordinanza Bonaccini è stata coraggiosa, giusta e ponderata per la tenuta della sicurezza sanitaria". 

Ma ci sono anche le buone notizie: dal 4 maggio le assunzioni sono state + 40%, +70% nell'industria. Colla non ci sta a perseguire il concetto di "pandemia del pessimismo" per l'autunno "il manifatturiero è quindi ripartito dal 4 maggio, il trend della cassa integrazione è in diminuzione, come confermano i dati Uniocamere - ha sottolineato - in questa prima fase, c'era un portafoglio ordini pregresso, ora abbiamo bisogno dei decreto rilancio, sugli ammortizzatori sociali e semplificazione, provvedimenti indispensabili - poi l'annuncio - il presidente Bonaccini è stato convocato per 5 agosto per la discussione sul nostro patto per il lavoro e per il clima". 

In pratica per l'assessore non ci sarà rinascita senza alcuni passaggi, compreso il ritorno a scuola: "Parliamo di diritto allo studio, dietro alla scuola si muove un sistema di servizi, di lavoro, mobilità e mense, terziario, totalmente bloccati. Bisogna riaprire in presenza". 

Difficoltà e segni di ripresa: Focus_Lavoro_Emilia-Romagna

Il rapporto

Nel primo trimestre dell’anno si registra un primo segnale di arresto delle dinamiche positive del mercato del lavoro regionale, manifestatosi a partire dall’ultima settimana di febbraio con l’avvio dell’emergenza sanitaria. Con la pandemia già in corso, a marzo si ha una sostanziale tenuta dei livelli occupazionali complessivi (2,014 milioni di occupati, -0,1% rispetto al 1^ trimestre 2019),  una contrazione del numero di persone in cerca di occupazione(117.900 persone, -10,2% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno) che si spiega in parte con l’aumento dell’inattività legata all’inizio del lockdown (26,2%, il valore più basso tra le regioni italiane, +0,9 punti percentuali in più di quanto rilevato nel primo trimestre 2019).

A partire da quel momento si ha una pesante caduta delle assunzioni, che toccano il minimo storico ad aprile: sono 24.690, il 68% in meno rispetto ad aprile 2019.

La sospensione dei licenziamenti e il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali hanno impedito, fino a oggi,  la perdita di posizioni dipendenti a tempo indeterminato: per il periodo marzo-maggio 2020 le attuali stime indicano infatti come la riduzione complessiva di posizioni di lavoro dipendenti, pari a 38.061 unità (calcolata come saldo destagionalizzato fra attivazioni e cessazioni), sia prevalentemente a carico delle posizioni a tempo determinato (-30.076) e nel lavoro somministrato (-9.870).

Nel periodo marzo-maggio 2020 la perdita di posizioni dipendenti si è concentrata principalmente nei macrosettori commercio, alberghi e ristoranti (-16.411) e altre attività dei servizi (-9.442), seguiti dall’industria in senso stretto (-7.718 posizioni).

L’area dei servizi turistici e commerciali è stata, fino a oggi, quella più colpita è ciò ha comportato che le posizioni di lavoro dipendente perse nel periodo marzo-maggio 2020 siano più numerose per le donne (-21.540, ovvero il 56,6% del totale), stante l’elevata incidenza delle lavoratrici in tali comparti. Analogo «effetto di composizione» spiega le maggiori perdite nei mercati del lavoro provinciali con elevata specializzazione terziaria e a vocazione turistica (Rimini, Bologna, Forlì-Cesena e Ravenna).

A maggio, con il progressivo riavvio dell’attività economica, leassunzioni complessive hanno registrato un aumento congiunturale molto positivo (40,4% in più rispetto al mese di aprile), soprattutto per l’industria, dove sono risalite al 70,4% del livello registrato a febbraio, prima del lockdown. Minore è invece il recupero nei servizi: sempre a maggio, le attivazioni di nuove posizioni di lavoro sono al 47,4% di quelle di febbraio, che solitamente rappresenta il mese per le imprese turistiche di riavvio delle attività, in vista dell’apertura pasquale. I dati di giugno e luglio, al momento non disponibili, potranno indicare recuperi ulteriori per l’intero sistema economico regionale.

L’insieme degli ammortizzatori sociali messi in campo è stato ampiamente utilizzato, come mai in passato.

Tra gennaio e maggio 2020, in Emilia-Romagna, il numero di ore di cassa integrazione guadagni ordinaria, straordinaria e deroga) e di Fondi di solidarietà autorizzati da Inps è stato pari a 183 milioni, di cui la quota preponderante autorizzata tra aprile e maggio.

In crescita anche le richieste di NASpI che, tra il 1^ marzo e il 9 maggio 2020, sono aumentate del 36% rispetto al medesimo periodo del 2019.

In relazione all’indennità di 600 euro introdotta dal Decreto Cura Italia in favore di alcune tipologie di lavoratori autonomi e altre categorie coperte solo parzialmente dagli ammortizzatori sociali ordinari, secondo i dati dell’INPS, al 22 maggio in Emilia-Romagna erano state accolte circa 330.000 domande di sussidio. /va.ma.

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