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Morti sul lavoro, Osservatorio Vega: "Febbraio tragico, quasi 2 vittime al giorno"

Risultati sconfortanti in Italia. L'Emilia Romagna, che nel mese di febbraio ha contato 5 vittime, si piazza al 7° posto nel Paese. Rossato: 'E il Governo non accenna ad intervenire con nuovi strumenti su questa piaga sociale che è una vergogna per un paese che si dice civilizzato"

Risultati sconfortanti in termini di numero di vittime sul lavoro. Solo nel mese di febbraio sono state cinque in Emilia Romagna, che si piazza al 7° posto in Italia per "morti bianche". Lo rivela la prima proiezione elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering a seguito dell’ultima indagine condotta sul fenomeno (base dati Inail).

"La media in Italia è a dir poco drammatica e parla di quasi due vittime sul lavoro per ogni giorno del mese di febbraio" - così l'osservatorio snocciolando i numeri: sono in totale 49 gli infortuni mortali registrati nello scorso mese di febbraio. E sale a 121 il numero di persone che hanno perso la vita nel corso della loro attività lavorativa nel primo bimestre del 2015; con 80 decessi registrati in occasione di lavoro (erano 81 nel 2014) e 41 in itinere. Complessivamente, rispetto al primo bimestre del 2014 si rilevano due vittime in più: 121 a febbraio 2015 contro le 119 dello scorso anno.

“Continua a non cambiare nulla. Anzi, la situazione peggiora. E il Governo non accenna ad intervenire con nuovi strumenti su questa piaga sociale che è una vergogna per un paese che si dice civilizzato” – commenta il Presidente Mauro Rossato.

Ad emergere con i risultati maggiormente sconfortanti in termini di numero di vittime registrate in occasione di lavoro (escludendo quelle in itinere) sono la Lombardia (11 infortuni mortali), il Veneto (10) e il Lazio (9). Seguono: Puglia e Campania (7), Sicilia (6), Piemonte ed Emilia Romagna (5), Umbria e Toscana (4), Abruzzo, Liguria, Marche (3), Trentino, Friuli e Calabria (1). Mentre il rischio di mortalità più elevato rispetto alla popolazione lavorativa viene rilevato in Umbria (11,2 contro una media nazionale di 3,6), seguito da Abruzzo e Puglia (6,1).

Il 12,5 per cento degli incidenti mortali si è verificato nel settore delle attività manifatturiere, l’11,3 per cento in quello delle costruzioni, il 10 per cento nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione autoveicoli e motocicli e il 7,5 per cento nei trasporti e magazzinaggi. La fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 45 e i 54 anni con 31 vittime su 80.
Le donne che hanno perso la vita nei primi due mesi dell’anno in occasione di lavoro sono state 5. Gli stranieri deceduti sul lavoro sono 9 pari all’11,3 per cento del totale.

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