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Firmato Patto per lavoro e sviluppo sostenibile. Merola: "Occorre lavorare per la ripresa"

52 i soggetti che hanno aderito. Il sindaco di Bologna: "Città metropolitane siano protagoniste del Recovery Fund"

È stato firmato questa mattina il Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile sottoscritto da 52 soggetti, con il coordinamento della Città metropolitana, tra cui Unioni dei Comuni, Comune di Bologna, Camera di Commercio, associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali, Università e mondo della ricerca, sistema del Terzo settore, Fondazioni bancarie, le due Diocesi, gli attori chiave del sistema educativo, sociale e della sanità e il sistema delle partecipate.

Il nuovo Patto - sottolinea l'amministrazione metropolitana - "non è un nuovo strumento di programmazione ma – avendo come riferimenti quelli già in essere a partire dal Piano Strategico Metropolitano - contribuisce da un lato a dare una risposta tempestiva con azioni per l’emergenza e dall’altro seleziona alcuni progetti strategici suddivisi in ambiti (cluster) prioritari per lo sviluppo e la crescita sostenibile". Il nuovo Patto vuole anche essere il "contributo della Città metropolitana al nuovo Patto regionale per il lavoro e il clima".

Merola: "Pronti a dare il nostro contributo alla ripresa e allo sviluppo sostenibile dei territori"

“Mi auguro – ha detto il sindaco metropolitano Virginio Merola in apertura dell’incontro – che questa crisi di Governo si concluda al più presto e che si possa continuare a lavorare. Con il Patto firmato oggi noi diciamo che siamo pronti a dare il nostro contributo alla ripresa e allo sviluppo sostenibile dei territori. E penso – ha continuato Merola – che i territori vadano coinvolti nel Recovery Fund a partire da un ruolo da protagoniste delle Città metropolitane; anche di questo parleremo ai ministri Gualtieri e Amendola che incontreremo a breve come sindaci metropolitani”.

“Il persistere della crisi pandemica Covid-19 – ha spiegato il sindaco nella sua introduzione - sta determinando la più forte crisi sociale ed economica dal secondo dopoguerra, che va affrontata con l’adozione di politiche in grado di rispondere ai nuovi bisogni emersi. Una crisi che deriva dalle necessarie misure di contenimento della pandemia, compresi i lockdown, ed è stata aggravata dalla situazione mondiale che ha portato alla contrazione del commercio globale e dei flussi turistici, nonché dal crollo della fiducia e dall’aumento del clima di incertezza”.

Sulla base delle stime previsionali più recenti (Prometeia, ottobre 2020), l’economia metropolitana (valore aggiunto reale) dovrebbe contrarsi nel corso del 2020 del 10,9%, con un -11,1% di esportazioni e una crescita del tasso di disoccupazione del 5,1% che nel 2021 potrebbe salire fino al 5,7%.

"Per affrontare questa situazione - rileva  l'amministrazione metropolitana - e per salvaguardare e rilanciare l’alto livello di coesione sociale, occorre, così come nel 2015, la definizione di questo nuovo Patto di condivisione tra tutti gli attori sociali e istituzionali, con l’obiettivo di cogliere le opportunità per promuovere una crescita e uno sviluppo sostenibili."

Le principali azioni previste dal patto

Tra le azioni previste nell'ambito del Patto, segnala Palazzo Malvezzi, c'è la volontà di "innovare e rafforzare la prevenzione e il contrasto all'infiltrazione mafiosa e del crimine organizzato attraverso la definizione di un protocollo per la legalità, in accordo con la Prefettura". Un altro punto riguarda l'idea di "estendere il protocollo appalti del Comune di Bologna a tutte le stazioni appaltanti presenti nella città metropolitana e alle società partecipate come importante strumento di qualificazione dell'economia del territorio e di promozione del lavoro". Tra le altre ultiori azioni, poi, c'è anche un punto incentrato sulla necessità di "rafforzare il Tavolo metropolitano di salvaguardia" dell'occupazione e delle attività produttive.

Sostegno alle imprese in emergenza covid, Alleanza Coop: obiettivi e progetti concreti

L'Alleanza delle Cooperative di Bologna e Imola esprime soddisfazione per la sottoscrizione del Patto metropolitano. "Il documento è frutto di un percorso di co-progettazione molto impegnativo, che costituisce un metodo che vorremmo fosse mantenuto nel tempo e nello sviluppo concreto di ogni progetto - dichiarano  Rita Ghedini e Luca dal Pozzo, presidenti rispettivamente dell'Alleanza delle Cooperative Italiane di Bologna e di Imola -  Per l'attuazione concreta del Recovery Plan sarà centrale non solo la collaborazione inter-istituzionale tra Europa e Governo nazionale, ma anche la partecipazione e il protagonismo attivo dei territori. Riteniamo fondamentale, in taI senso, anche la piena integrazione tra Patto Metropolitano e Patto Regionale per il lavoro e il clima. I progetti che abbiamo condiviso, e che sono divenuti patrimonio collettivo nei tre cluster di riferimento, tengono assieme breve e lungo periodo, emergenza pandemica e obiettivi dell'Agenda ONU 2030, in coerenza con le linee del Recovery Plan - Next Generation UE".

Il contributo della cooperazione al Patto metropolitano è stato incentrato prevalentemente sul sostegno alla crescita sostenibile della comunità, con obiettivi e progetti concreti quali: valorizzazione della filiera agro alimentare lungo tutta la catena del valore, diminuendo sprechi e efficientando i processi energetici; costruzione di un welfare abitativo e di prossimità, capace di rispondere alle nuove esigenze di persone non autosufficienti  e di conciliazione vita-lavoro delle famiglie; sviluppo del turismo sostenibile e inclusivo capace di dare valore alle produzioni culturali e alle aree più periferiche; sostegno ai progetti di mobilità urbana integrata e intermodale attraverso l'utilizzo di piattaforme digitali; rafforzare l'offerta educativa e formativa verso le giovani generazioni attraverso il "Patto educativo di comunità".

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