Affitti turistici, associazione di proprietari propone un decalogo: "Semplificazione e lotta all'evasione"

"Artigiani del turismo": è così che vengono definiti gli "host" ovvero i proprietari degli appartamenti affittati a uso turistico: 192 mila gli arrivi nel 2018

Local Pal e CNA alla conferenza stampa

I proprietari delle locazioni turistiche riuniti nell'associazione Local Pal (che significa “amico del posto”) hanno lanciato un'idea di decalogo per regolamentare quello chiamato comunemente "fenomeno Airbnb", attingendo dalla piattaforma più nota per l'home sharing. Con gli host anche CNA, che li supporta in luce del loro importante ruolo nello sviluppo del turismo in città: "I numeri che fanno questi artigiani del turismo li rendono la più grande struttura ricettiva di Bologna e meritano attenzione e escolto" il commento di Paolo Carati, presidente CNA Bologna Città. 

I dieci punti che Local Pal e CNA lanciano sono: 1. Lotta all'evasione e al sommerso con controlli sistematici e non solo su quelli che si sono già messi in regola; 2. tassa di soggiorno semplice e senza aumenti, uguale per tutti e preferibilmente a percentuale (6/7%) e non a fasce; 3. Tari proporzionata e non alla pari delle strutture alberghiere; 4. superamento della delibera regionale e possibilità per i B&B di usufruire dei portali di prenotazione sul web; 5. avere un codice identificativo unico per tutte le piattaforme online, per agevolare chi fa le cose in regola e e tutelando il viaggiatore; 6. semplificazione generale delle procedure, come le comunicazioni alla Questura e alla Regione; 7. incentivi al turismo di periferia (vedi Bolognina, dove la "movida" sta riscuotendo successo e una mappa autoprodotta che da suggerimenti); 8. pensare a un contratto intagrato per turisti e studenti per esempio con alternanze feriali e weekend; 9. facilitazioni ai turisti in periferia fra sconti mezzi pubblici e parcheggi; 10. incentivi ai proprietari che passano da affitti turistici ad affitti a medio termine (tipo Erasmus). 

La video-intervista a Paolo Carati, CNA Bologna Città

"Siamo tutti piccoli proprietari (in pochi hanno al massimo tre appartamenti) con proposte che vogliamo ribadire, soprattutto a seguito dell''istruttoria pubblica di settembre - spiega Letizia Campo di Costa, presidente dell'associazione Local Pal - Abbiamo dei problemi da risolvere e lo vogliamo fare insieme alle istituzioni per semplificare e far capire che il nostro modo di accogliere svela la Bologna più autentica e mette il turista a contatto con altre persone". Nessuna concorrenza con gli albergatori, a detta di Annalisa, host associata: "E' come scegliere fra un ristorante e una trattoria, sono due cose completamente diverse: Airbnb e alberghi possono viaggiare in parallelo senz adanneggiarsi a vicenda. C'è chi vuole farsi servire e chi vuole soggiornare in un appartamento". 

Per dare qualche numero: nel 2018 a Bologna gli arrivi sono stati 192 mila, con pernottamenti medi per due persone e tre notti. Ma sono dati parziali visto che sono esclusivamente quelli di Airbnb, mentre le piattaforme che danno un servizio analogo sono molte.

L'esperienza diretta è quella di Claudia, che fra l'altro ha messo a disposizione il suo appartamento (lo stesso che è possibile affittare online, siamo in via Farini) per l'incontro pubblico dedicato al tema: "Questo era il mio studio e per gli effetti che la crisi ha avuto sulla mia vita professione a un certo punto l'ho ristrutturato cambiandone la destinazione d'uso e affittandolo a turisti. Scelta che ho fatto solo perchè avrei potuto tenerlo per me nei momenti in cui mi serve e quindi strada diversa rispetto all'affitto a lungo termine. Per il restyling ho scelto solo artigiani e recupero, per creare un'esperienza diversa dalla standardizzazione". 


 

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