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Agevolazioni fiscali, AIDC: "In Regione le sole detrazioni al 19% hanno consentito risparmi per 1.438 euro"

Nel 2017 in Emilia Romagna presentate 3,3 milioni di dichiarazioni dei redditi. Il quadro fatto da Associazione Italiana Dottori Commercialisti

Uno dei temi emersi nel dibattito relativo all’introduzione di reddito di cittadinanza e di Flat Tax è la possibile revisione delle misure già previste di esenzioni, detrazioni, crediti d’imposta e aliquote ridotte. 
Certamente il quadro attuale è contorto e frutto di sovrapposizioni eccessive, tanto da poter parlare di eccesso di complessità e burocratizzazione non solo quando si tratta di pagare le imposte, ma anche, e forse soprattutto, quando si tratta di godere di un lecito risparmio tributario. Certamente un paradosso.
Si comprende però la potenziale portata degli eventuali provvedimenti su tali misure di riduzione del carico tributario.
In particolare, in Emilia Romagna, i contribuenti che hanno assolto all’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi sono stati oltre 3,3 milioni lo scorso anno. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio economico, diretto da Davide Stasi, in collaborazione con la sezione di Bologna dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC) presieduta da Simone Evangelista.

Numeri alla mano, il totale delle sole detrazioni al 19% ha consentito risparmi per una media di 1.438 euro.

Sono stati in 1.658.500 a fruire della detrazione delle spese sanitarie, per un importo complessivo dichiarato di oltre 1 miliardo 683 milioni di euro, per una media di 1.015 euro.
La detrazione per gli interessi sui mutui ipotecari relativi all’abitazione principale ha interessato 350.451 contribuenti che hanno speso 419,1 milioni di euro (la media è di 1.196 euro).  Per i canoni di locazione sono stati spesi 38,4 milioni euro da parte di 164.182 contribuenti, per uno sgravio di 234 euro.
In 504.024 hanno stipulato polizze vita e assicurazioni contro gli infortuni ed eventuali invalidità, versando premi che ammontano a 146 milioni euro (media di 290 euro).
Le spese per l’istruzione universitaria ammontano a 133,5 milioni di euro da parte di 100.500 contribuenti (media 1.329 euro), mentre per le spese per corsi di formazione e l’istruzione non universitaria sono stati sborsati 87,3 milioni da parte di 196.325 contribuenti (media 445 euro).

Sempre nell’ambito delle detrazioni, in 922.121 hanno fruito di quelle concesse per i carichi di famiglia (per un totale di 822,1 milioni, per uno sgravio medio di 892 euro).
Le detrazioni per redditi da lavoro dipendente o assimilati hanno riguardato 2.945.057 contribuenti per un risparmio medio di 1.144 euro.

«Il presidio della materia tributaria è certamente una delle attività centrali dei Dottori Commercialisti. Numerose sono state le proposte avanzate nel tempo sia di merito che di metodo, prevalente volte alla semplificazione del rapporto fiscale tra cittadino e stato. In particolare AIDC ha costantemente avanzato la proposta di elevazione a rango costituzionale dello Statuto dei Diritti del Contribuente. Il quadro più ampio in cui deve muoversi la nostra categoria è oggetto del prossimo Meeting Nazionale AIDC, che si terrà proprio a Bologna il prossimo 16 novembre ed in cui è prevista la presenza di Claudio Borghi Aquilini, presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ed economista della Lega», spiega Simone Evangelista, Presidente AIDC Sezione di Bologna 

«Sono tanti, anche troppi gli adempimenti fiscali», aggiunge Davide Stasi, direttore dell’Osservatorio economico. «Nonostante gli impegni assunti dai Governi che si sono succeduti negli anni manca tuttora un disegno organico di semplificazione dell’intero sistema tributario. Nel tempo sono stati adottati tanti, troppi provvedimenti per rimodulare il gettito a favore dell’Erario ed oggi ci sono tante misure ingiustificate oppure ormai superate. In attesa di un riordino complessivo, si contano più di 600 misure classificate come «tax expenditures», considerando anche quelle che riducono i tributi locali. Per quanto tale materia sia fortemente legata e condizionata dalla sostenibilità dei conti pubblici, occorre intervenire in maniera efficace».

Tornando agli oneri detraibili, sempre in Emilia Romagna, le spese per il recupero del patrimonio edilizio sono state sostenute da 991.582 contribuenti, per un ammontare di 610,6 milioni di euro (la media è di 616 euro). In 211.139 hanno optato per gli interventi finalizzati al risparmio energetico (totale speso 147,1 milioni, per una media di 697 euro).
Nel capitolo degli oneri deducibili (che si scaricano per intero), si trovano i contributi previdenziali ed assistenziali versati da 401.237 contribuenti, per un ammontare di oltre 2 miliardi (per una media di 5.087 euro). A questi importi si aggiunge la previdenza complementare: 166.931 contribuenti hanno versato 416 milioni di euro (media di 2.493 euro).
In 8.750 hanno versato l’assegno al coniuge per un totale di 61 milioni (media di 6.978 euro). Le erogazioni a favore di istituzioni religioseammontano a un milione e mezzo e sono state devolute da 5.416 contribuenti (media di 277 euro).
Poi ci sono altri oneri deducibili per un ammontare di 61,6 milioni di euro, per un totale complessivo degli oneri deducibili che raggiunge quasi i 3 miliardi di euro (per la precisione 2 miliardi 829 milioni 863mila euro), riducendo la pressione fiscale a carico di 875.335 contribuenti, per un importo medio di 3.233 euro.


 

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