Economia

Frode alcolici: disarticolata organizzazione transnazionale, evasi 82 milioni di euro

Erano dediti alla commissione di frodi alle accise (e connessa I.V.A.) nella commercializzazione di alcol e in Europa. 23 ordinanze di custodia cautelare eseguite in mezza Italia. 142 milioni di litri di alcolici consumati in frode

Disarticolata un’organizzazione criminale transnazionale dedita alla commissione di frodi alle accise (e connessa I.V.A.) ed all’imposizione in generale, nella commercializzazione di bevande alcoliche (in particolare, birra, nonché vodka, whiskey e vino) in ambito comunitario.

Sono 23 le ordinanze di custodia cautelare (12 in carcere, 10 ai domiciliari con uso del braccialetto elettronico ed 1 con obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) emesse dal Giudice per le indagini preliminari, dr. Bruno Perla, su richiesta del Sostituto Procuratore, dr.ssa Manuela Cavallo.  Le persone colpite dal provvedimento sono in Emilia Romagna ed in altre 7 Regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia).
Ulteriori provvedimenti restrittivi  (6) si stanno eseguendo in queste ore - con il coordinamento di Eurojust (Agenzia europea, sita all’Aja, impegnata nella lotta contro gravi forme di criminalità organizzata e transnazionale) - in Inghilterra, Irlanda, Germania e Romania.
Contestualmente è stata data esecuzione in Italia dalle Fiamme gialle anche a misure di carattere reale, quali sequestri di immobili, terreni, 2 automezzi, conti correnti, quote societarie e preziosi per un valore di circa 10 milioni di euro.

Le articolate e complesse indagini di polizia giudiziaria, correlate ad una segnalazione da parte del locale Ufficio Doganale, sono state eseguite, con la direzione della Procura, dalla Guardia di Finanza di Bologna - attraverso intercettazioni (telefoniche, ambientali e telematiche), pedinamenti ed appostamenti - e dalle Dogane, in particolare negli scambi informativi con le omologhe Autorità Doganali di altri Stati.
Le indagini hanno consentito di acquisire "gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine alla struttura del sodalizio criminale ",risultato
composto, a vario titolo, da 60 persone di varie nazionalità (51 italiani, di cui 3 residenti all’estero, 3 rumeni, 2 indiani, 1 tedesco, 1 belga, 1 albanese ed una brasiliana).
L’attività investigativa ha permesso, nel contempo, di delineare le modalità delle illecite condotte, ovvero sarebbe emerso che il sodalizio agiva avvalendosi di compiacenti prestanome, di depositi fiscali fittizi in quanto destinatari solo virtualmente di partite di bevande alcoliche provenienti, in regime di sospensione d’imposta (accise), da depositi fiscali (35) di altri Paesi europei. Sarebbe inoltre stata appurata l’emissione di falsi documenti elettronici e-AD (complessivamente, in Italia, n.8099) e cartacei per le movimentazioni delle partite di merci, che sarebbero poi stati messi in commercio in 'nero', in totale evasione fiscale.
Il disegno criminoso prevedeva l’effettiva immissione in consumo degli alcolici in luoghi diversi da quelli dichiarati , in modo tale che  gli effettivi destinatari della merce potessero evitare il pagamento dell’accisa (oltrechè degli altri tributi) per la commercializzazione delle bevande; nchè  i titolari dell’obbligo tributario (le società alle quali era intestato il deposito) si sottraessero allo stesso obbligo in quanto dolosamente falliti o comunque insolventi a fronte delle pretese creditorie dell’erario.

Quantificati in 142 milioni di litri i prodotti alcolici consumati in frode, per un’evasione dell’accisa e dell’I.V.A. di 82 milioni di euro, cui va aggiunta, per la
commercializzazione “in nero” del prodotto, un’ingente evasione nell’imposizione diretta ed indiretta in via di quantificazione.
"Analogamente - sottolineano le Fiamme Gialle - i reati commessi hanno avuto un forte impatto negativo anche in altri Stati, che, sulla base degli elementi agli stessi forniti dall’Italia, avranno la possibilità di assumere le iniziative di competenza a tutela dei rispettivi interessi erariali."
Il sodalizio, inoltre, sisarebbe avvalso, per movimentare parte dei proventi derivanti dalla frode, di un illegale sistema di trasferimento di denaro, costituito, in una prima fase, da corrieri di valuta, e, in un secondo momento, da un più sofisticato sistema parallelo a quello bancario posto in essere tra i diversi Paesi europei (in quest’ambito, è emerso che in soli due mesi, peraltro con riferimento soltanto ad uno dei vari soggetti coinvolti, sono stati movimentati, quale compenso per l’illecita attività svolta, circa 600.000 euro per 10 transazioni).

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