“Apprendisti senza formazione, la regione E-R sbaglia"

La Regione Emilia Romagna, esaurite le risorse attribuite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha deciso di interrompere l’offerta pubblica di formazione per gli apprendisti, senza individuare una soluzione transitoria utile ad assicurare la continuità dell’offerta formativa pubblica per l’apprendistato professionalizzante. Per Cna, Confartigianato e Confesercenti questa è una scelta profondamente sbagliata.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

L'apprendistato professionalizzante è, infatti, il canale privilegiato di accesso al mondo del lavoro da parte dei giovani, in particolare dal 2016, dopo la cessazione degli sgravi contributivi, rappresenta l'istituto maggiormente utilizzato dalle imprese nelle proprie politiche occupazionali.

Ci troviamo di fronte a numeri rilevanti: le aziende dell'artigianato e del commercio hanno assunto nel 2016 oltre 18.000 apprendisti in Emilia Romagna, ma sono più di 24.000 i giovani occupati con questa forma contrattuale che sempre nel 2016 hanno partecipato ai percorsi di formazione, realizzati grazie all'offerta pubblica regionale. CNA, Confartigianato e Confesercenti ritengono che l'occupazione dei giovani attraverso il contratto di apprendistato vada rafforzata, valorizzandone la componente formativa, pertanto chiedono alla Regione di attivarsi per limitare al minor tempo possibile questa incauta sospensione individuando nel frattempo le risorse necessarie al mantenimento dell'offerta in essere. Le associazioni si faranno parte attiva per sollecitare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali allo stanziamento delle risorse previste per la formazione degli apprendisti, al contempo giudicano indispensabile l'utilizzo anche del Fondo Sociale Europeo, che dispone di misure specifiche per il sostegno all'occupazione dei giovani.

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