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Cambia vita e apre una bottega in zona rossa: la storia di Alessia, che ha inventato un dolce per Bologna: il "saragozzino"

Alessia a 33 anni, a un soffio dalla laurea in Medicina, ha stravolto tutto per seguire il suo sogno vero: "Cucino fin da piccola ed è sempre stato cucinando per gli altri che riesco a superare i momentacci. Così, nonostante il Covid, eccomi qui"

Alessia ha appeso lo stetoscopio al chiodo e si è messa un bel cappello da cuoca. Ha preferito il grembiule al camice? Decisamente sì perchè ha capito che cucinare è l'unica cosa che la rende felice. Origini reggiane, ma ormai bolognese a tutti gli effetti avendo trascorso in città almeno un terzo della sua vita, 33 anni e un sogno che non ha saputo aspettare neppure che passasse l'emergenza sanitaria: dopo sei anni di Medicina ha deciso di cambiare vita e prospettive e fare quello che le piaceva fare già a 13 anni. Cucinare per gli altri. 

Da quasi dottoressa a cuoca: come hai deciso di dare questa svolta importante alla tua vita? "Mi sono iscritta alla facoltà di Medicina e ho studiato per sei anni, sempre rifugiandomi nella cucina per sfogare stress e creatività. Lo facevo da quando avevo 13 anni, imparando dalle mie zie e da mio fratello e mi ha sempre fatto sentire bene. A quel punto, ormai alla fine degli studi, ho pensato che sarebbe stato meglio seguire la felicità, anche se ciò avrebbe comportato un grande cambiamento".

Però non hai certo smesso di studiare..."Eh, no! Mi sono iscritta a un'accademia di cucina per prepararmi al meglio a quello che sarebbe stato il mio mestiere, esattamente come avevo fatto pensando di fare il medico. Impegno e tanta gavetta, poi finalmente mi sono sentita pronta". 

Dove hai trovato il coraggio e l'energia di farlo in piena pandemia, con tutte le difficoltà del settore? "L'imprevisto Covid certamente non lo avevo considerato, ma non mi sono data per vinta e ho solo modificato alcune scelte, fra cui quella di esordire con una gastronomia piuttosto che con un ristorante. In questo modo c'è un contatto diretto con i clienti e questo mi piace molto. Avrei voluto aprire quando eravamo arancioni, ma non ci sono riuscita e così è andata a finire che ho inaugurato a porte chiuse, in zona rossa". 

Il tuo nome è Alessia, ma il locale lo hai chiamato BottegAmelia. Come mai? "Amelia è il nome della mia nipotina. E' stato per lei. Sia il mio che il suo nome iniziano con la stessa lettera, che ho messo grande al centro del negozio dipingendola di un colore rosso vino". 

Sei di Reggio Emilia, vivi a Bologna, tuo padre è pugliese. La tua cucina di dov'è? Quali i tuoi cavalli di battaglia? "La mia cucina infatti è un grande melting pot che mette insieme la cultura enogastronomica della mia famiglia e tutti i miei viaggi in diversi paesi del mondo. Lo stesso vale per le etichette dei vini che ho scelto. Si passa così dall'erbazzone alla lasagna, dalle orecchiette alla Norma al baccalà. A proposito: il venerdì, pesce!" 

Il 'Saragozzino': concentrato di bolognesità per dessert

E' vero che hai inventato un dolce ispirato a Bologna che nel nome omaggia questo quartiere? Ce lo racconti? "Si chiama Saragozzino ed è un concentrato di bolognesità perchè all'interno del suo scrigno di pasta frolla c'è una speciale crema di mascarpone (ricetta super-segreta!) e l'amatissima mostarda bolognese".  

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Una dedica alla bellissima via che ospita il tuo locale. Come hai scelto il posto giusto per realizzare il tuo sogno? "L'ho scelto più di pancia che per calcolo o comodità. Da un po' ero alla ricerca del posto giusto, che avesse più che altro uno spazio grande per il laboratorio-cucina, dove devo poter lavorare al meglio. Quando ho visto questo mi sono innamorata, non solo per la bellezza dei locali ma soprattutto per il portico, per San Luca, per Villa Spada, per il quartiere in generale...". 

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