Economia

Pensioni, dossier 'Argentovivo': pensionati più 'ricchi' a Bologna, più 'poveri' a Rimini

Se a Bologna l’importo medio mensile lordo è pari a 1.035,62 euro, a Rimini è 820,08 euro, con una differenza del +26%. Dall'analisi dei dati regionali emerge ancora una forte differenza tra maschi e femmine

Tutti i numeri su pensioni e pensionati, analisi bilancio INPS Emilia Romagna: è stato pubblicato il dossier "Argentovivo", a cura del dipartimento previdenza Spi regionale, che, per la prima volta, contiene anche le informazioni sulle pensioni del comparto pubblico consentendo così una analisi sull’insieme delle pensioni erogate dall’Istituto alle pensionate e pensionati della nostra regione. 

Dall’analisi degli importi mensili medi delle pensioni del settore privato risulta che le pensioni con un importo più alto sono corrisposte nei territori di Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, mentre le pensioni più “povere” riguardano i territori della Romagna: se a Bologna l’importo medio mensile lordo della pensione è pari a 1.035,62 euro, a Rimini l’importo medio è pari a 820,08 euro al mese, con una differenza a Bologna del 26%, in più rispetto a Rimini.

Su un totale di residenti nella provincia di Bologna di 1.1001.170 (480.772 machi, 520.398 femmine e 113.367 stranieri - 11,3%) percepiscono la pensione 164.140 femmine e 134.709 maschi, ma il dato interessante, come nel resto d'Italia e della regione, è la differenza nelle cifre percepite: 16.431 euro annui per le femmine e 23.163 euro annui per i maschi. 

REGIONE EMILIA ROMAGNA

I RESIDENTI, GLI OCCUPATI, LE PENSIONI. La popolazione residente in regione è pari a 4.446.354 di cui femmine 2.292.743, maschi 2.153.611. La popolazione con più di 65 anni è pari a 1.031.365 (23%), di cui femmine 589.146, maschi 442.219. Gli immigrati sul totale della popolazione residente sono pari a 534.308 (12%). Gli occupati “dipendenti e indipendenti” in regione ammontano a 1.911461. 

Analizzando il dato degli occupati in regione risulta che i lavoratori domestici, compresi coloro che svolgono assistenza e lavoro di cura alle persone, sono pari a 78.003 di cui 14.810 lavoratori comunitari, 53.976 extracomunitari e 9.217 italiani. Per quanto riguarda il genere l’85% sono lavoratrici donne.

NUMERO PENSIONATI. (Dati casellario Istat-Inps 2013 ultimo dato disponibile). Il totale dei pensionati  in regione sono parargentovivo-2i 1.286.831 di cui 695.474 femmine (54%) e 591.357 maschi (46%). Rispetto al 2012 si registra, per effetto della controriforma  che ritarda i pensionamenti, un calo di 19.126 pensionati pari ad un meno 1,5%. L’importo medio annuale lordo del reddito pensionistico, cioè di una o più pensioni percepite,  è pari a 17.751 euro; nel 2012 era di 17.309. I pensionati che percepiscono una sola pensione sono pari al 64,26% del totale. Per i maschi l’importo annuale del reddito pensionistico è pari a 20.869 euro; mentre per le femmine è di 15.100 euro con una differenza  in negativo per le “pensioni al femminile” di ben 5.769 euro all’anno, pari a 480 euro al mese in meno rispetto al reddito da pensione percepito dai maschi. Percepiscono un assegno pensionistico inferiore ai 500 euro al mese 100.375 persone. 

PENSIONI. Il numero delle pensioni erogate ammonta a 1.685.837 di cui: pensioni private 1.476.510 (composte da 1.278.961 pensioni contributive e da 197.549 pensioni di natura assistenziali), e 209.327 pensioni pubbliche. Le pensioni di tipo previdenziale sono erogate per il 41,5% ai maschi e per il 58,5% alle femmine. Il numero complessivo in regione di tutte le prestazioni pensionistiche (anno 2013) erogate ammonta a 1.878.733; nel 2012 erano 1.906.066 con una differenza negativa pari a 27.293 assegni pensionistici.

L’importo medio mensile lordo della pensione settore privato, comprese le pensioni assistenziali, è pari a 885,03 euro; mentre nel settore pubblico l’importo medio mensile lordo è pari a 1.714,90 euro; 830 euro al mese in più rispetto agli importi medi delle pensioni del settore privato, quasi il doppio.
L’82% delle pensioni previdenziali private ha un importo medio mensile lordo inferiore ai 1.500 euro e solo un 2% supera i 3.000 euro mensili lordi. L’importo medio mensile lordo delle pensioni private da contribuzione, che sono 1.278.961 (sono escluse da questo dato le pensioni di natura assistenziale), è pari a 954,92 euro; con una notevole differenza tra maschi e femmine; infatti l’importo medio per i maschi è di 1.295, per le femmine 713, 25. Le pensioni di natura assistenziali, pari a 197.549, sono ripartite tra un 84% di invalidi civili e un 16% di pensioni/assegni sociali con un importo medio mensile di 432,57 euro. Nella ripartizione di genere le femmine rappresentano il 63% del totale delle pensioni assistenziali.

PENSIONI A GESTIONE PUBBLICA. Il numero delle pensioni pubbliche per cassa e per gestione è pari a 209.327 di cui 18.845 pensioni di vecchiaia; 132.075 pensioni di anzianità; 16.210 pensioni di inabilità; 42.197  pensioni superstite. Tra le categorie delle pensioni pubbliche quella dell’anzianità è prevalente pari al 63%, mentre le pensioni dovute all’età stabilità per la vecchiaia sono appena il 9%. Per quanto riguarda la serie storica del numero delle pensioni pubbliche questa è sostanzialmente rimasta invariata nel periodo 2011–2015: infatti nell’anno 2011 le pensioni pubbliche erano 209.016; nel 2015 sono pari a 209.327 ciò è la dimostrazione di fatto degli effetti delle varie “controriforme”che hanno innalzato l’età pensionabile anche nel settore del pubblico impiego. L’importo medio mensile lordo è pari a 1.714,90 euro. Come i dati evidenziano, gli importi medi della pensione del settore della pubblica amministrazione sono sostanzialmente superiori a quelli del settore privato.

Forte criticità sia per la questione degli invalidi civili: il numero delle domande accolte che per i tempi, poichè rimangono ingiustificatamente troppo lunghi nella corresponsione dell’assegno. (fonte: SPI-CGIL Emilia-Romagna. Il dossier è scaricabile online)

 

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