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Economia

Bollette, "Modifica unilaterale del contratto": Hera nel mirino dell'Antitrust

Dovrà sospendere "provvisoriamente l’applicazione delle nuove condizioni economiche indicate nelle comunicazioni". Rischia multe fino a 5 milioni

Sono diverse le aziende oggetto di istruttorie dell'Antitrust, compresa Hera che, secondo l'Autorità avrebbe modificato il prezzo delle forniture di energia elettrica e, in contrasto con l'art. 3 del Decreto Legge 9 agosto 2022 n. 115 (cosiddetto "Aiuti bis"), ovvero la sospensione dal 10 agosto al 30 aprile 2023 di modificare il prezzo.

Lo rende noto Federconsumatori che proprio nei confronti di Hera aveva presentato un esposto: "Multiutility a controllo pubblico, ma che si muovono, come in questo caso, con totale autonomia e spregio delle regole, quando non convenienti per il proprio bilancio - scrive Federconsumatori in una nota - quindi una sentenza che parla anche alla politica della nostra Regione, che deve iniziare una riflessione larga su queste aziende, pena accentuare ancora di più il distacco con buona parte dei cittadini. Una riflessione impossibile, però, se non si darà immediato corso alle decisioni dell'Antitrust, evitando ricorsi e controricorsi, che aumenterebbero di certo l'irritazione dei cittadini nei confronti delle Multiutility e dei loro azionisti". 

La multiservizi "ritiene di avere sempre operato in modo conforme alle norme vigenti e nel pieno rispetto degli impegni contrattuali con i propri clienti - scrive in una nota - proponendo rinnovi delle condizioni economiche solo qualora le stesse fossero in scadenza". Al contrario "in un contesto determinato dall'eccezionale onerosità e volatilità dei prezzi delle commodities sui mercati all'ingrosso, la multiutility ha messo in campo numerose azioni concrete a supporto dei clienti, a partire dalle agevolazioni nei pagamenti, e offerto loro le migliori condizioni contrattuali possibili". La multiutility dunque "ritiene di poter dimostrare la correttezza del proprio operato, riservandosi di tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti". 

Cosa ha deciso l'Antitrust

Hera Comm S.p.A. dovrà sospendere "provvisoriamente l’applicazione delle nuove condizioni economiche indicate nelle comunicazioni di sostanziale proposta di modifica unilaterale del contratto inviate prima del 10 agosto o nelle comunicazioni di proposta di rinnovo delle condizioni economiche inviate dopo il 10 agosto, confermando fino al 30
aprile 2023 le condizioni di fornitura precedentemente applicate, comunicando individualmente ai consumatori interessati dalle predette comunicazioni, e con la medesima forma, l’applicazione delle precedenti condizioni di fornitura, ovvero, nel caso in cui i termini di perfezionamento delle nuove comunicazioni non siano ancora scaduti, l’inefficacia delle modifiche proposte". 

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Dovrà comunicare "individualmente e con la medesima forma ai consumatori che hanno esercitato il diritto di recesso a seguito della comunicazione di sostanziale proposta di modifica unilaterale inviata prima del 10 agosto o di rinnovo delle condizioni economiche inviata successivamente a tale data, la possibilità di ritornare in fornitura alle precedenti condizioni economiche" a all’Autorità "l’avvenuta esecuzione del presente provvedimento di sospensione e le relative modalità entro 5 giorni dal ricevimento del presente provvedimento, inviando una
relazione dettagliata nella quale vengano illustrate le iniziative assunte in ottemperanza a quanto disposto sub a) e b)". 

Cosa rischia

"Ai sensi dell’articolo 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera - fa sapere l’Autorità - si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni". 

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