Mannaia covid sul Bologna FC: -39,5 milioni di euro

L'AD Claudio Fenucci: "La perdita è stata influenzata in maniera significativa dagli effetti economici della pandemia. La mancanza dei ricavi da hospitality e biglietteria ha anche inciso in maniera significativa sui conti del club"

Pandemia e stadi vuoti ha portato a una nuova immissione di liquidità da parte dell'azionista per riequilibrare la situazione economico-finanziaria del Bologna FC, che chiude il bilancio 2020 con un rosso a livello consolidato pari a 39,5 milioni di euro. L'Amministratore Delegato Claudio Fenucci, in un'intervista a MF-Dow Jones, ha evidenziato quali sono stati i motivi che hanno portato alla riduzione dei ricavi, analizzando alcune voci di bilancio e spiegando come la società e la squadra stanno affrontando questa stagione 2020-2021.

I minori incassi

Dal bilancio emerge che i ricavi operativi ammontano a 55 milioni, 15 milioni in meno rispetto al 2019. I ricavi da ticketing scendono da 5,8 milioni di euro a 4,5 milioni, mentre risultano sostanzialmente stabili i ricavi commerciali (-0,3 milioni di euro).

"Sono previste immissioni di liquidità secondo un piano già condiviso con la nostra proprietà che conosce bene questo settore e ha una visione di medio-lungo termine - ha dichiarato Fenucci - quindi anche gli interventi finanziari sono programmati su un piano pluriennale. La proprietà continuerà a immettere risorse anche nell'esercizio 20/21, ma qualora le criticità perdurino per effetto dell'epidemia, potremo pensare anche a ricorrere a un ampliamento temporaneo delle linee d'indebitamento bancario".

La perdita di quest'anno "è  stata influenzata in maniera significativa dagli effetti economici della pandemia poichè parte della stagione si è conclusa dopo la chiusura dell'esercizio e questo ha fatto sì che una parte dei ricavi televisivi siano imputati alla stagione 20/21. La mancanza dei ricavi da hospitality e biglietteria ha anche inciso in maniera significativa sui conti del club. Inoltre non è stato possibile, per l'apertura del mercato dei trasferimenti a settembre, realizzare plusvalenze sul trasferimento dei calciatori, fattore che per noi, come per altri club, conta tantissimo. La Serie A - spiega l'AD - si regge economicamente anche sui 700 milioni all'anno di plusvalenze e se queste vengono a mancare, ci sono conseguenze pesanti sui bilanci societari"

A maggio, ricordiamo, vi era stata la rinuncia a una mensilità della retribuzione da parte di dirigenti, staff tecnico e giocatori "cosa che ha aiutato a ridurre la struttura dei costi d'esercizio. Con l'azionista abbiamo comunque deciso di non ricorrere agli ammortizzatori sociali per tutte le altre figure professionali in organico. Per questa stagione 2020/2021, nonostante i cali di fatturato, i pagamenti degli stipendi di settembre sono stati effettuati regolarmente. Per quanto riguarda il futuro, data la situazione di criticità finanziaria del settore, cercheremo di adottare politiche comuni da decidere in ambito federale".

Nell'era Saputo, il Bologna ha sempre chiuso i bilanci in perdita. Come bilanciare costi e ricavi? "Questo deriva da alcuni fattori legati all'acquisizione e dalla strategia che è stata seguita: la proprietà ha acquisito il club nel 2014 in Serie B e sono stati versati circa 30 milioni per coprire il disavanzo della categoria; inoltre era presente un indebitamento totale vicino ai 40 milioni, in parte anche per imposte pregresse, che e' stato rapidamente chiuso. Siamo arrivati subito in Serie A, ma con una situazione tecnica molto debole, dal momento che avevamo in rosa soltanto cinque calciatori con vincolo di proprietà. Da lì in poi, in questi cinque anni, sono stati fatti investimenti netti sul mercato per più di 120 milioni per adeguare la squadra ai livelli competitivi della massima categoria".

In che modo giudica l'ingresso dei fondi in Serie A di private equity per la gestione dei diritti tv e commerciali e il via libera alla cordata di Cvc-Advent-Fsi? Chiede MF-Dow Jones: "Credo sia motivo di soddisfazione per la Lega che i club abbiano votato all'unanimità questa proposta. L'eventuale ingresso dei fondi potrebbe ottimizzare i processi di governance della Lega nella gestione dei diritti media in un momento di profonda trasformazione dei mercati di riferimento. Inoltre, la cessione di una quota della costituenda media company della Lega darebbe ai club nei prossimi anni le risorse finanziarie necessarie per migliorare il prodotto calcio soprattutto per quanto riguarda gli investimenti negli impianti".

Restyling dello Stadio: 120 milioni, pronto entro il 2024

"Contemporaneamente - continua Fenucci - abbiamo investito quasi 20 milioni nelle strutture per riqualificare una parte dello stadio e per acquisire e ristrutturare il centro sportivo. La nostra missione, come quella di molte altre società, è quella di contemperare una visione di crescita sportiva con bilanci equilibrati e per far questo non si può prescindere dalla valorizzazione delle risorse giovani. La ristrutturazione completa dello stadio potrebbe portare nel tempo ricavi aggiuntivi che ci garantirebbero il pareggio operativo". 

Come ha dichiarato l'assessora ai lavori pubblici Virginia Gieri, i costi e tempi del restyling si aggirerebbero intorno ai 120 milioni e che lo stadio sarebbe pronto entro il 2024: "Il costo netto è stimato in 100 milioni per lo stadio e 12 milioni è l'investimento previsto per l'impianto provvisorio, che ospiterà il Bologna durante i due anni di lavori. Il Comune dei Bologna ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera con la previsione a favore della proponente Bologna Stadio, controllata interamente dal Bfc, di un diritto di superficie dello stadio per 40 anni e un contributo di 40 milioni in conto investimenti. Il Dall'Ara si porta dietro 90 anni di storia, qui il Bologna ha costruito i propri trionfi.

30mila posti, ristoranti ed eventi

"Lo stadio rappresenta un'icona dell'architettura urbana: il nuovo progetto prevede una capienza di 30 mila posti, l'avvicinamento delle tribune al campo di gioco e la completa copertura degli spalti, il tutto mantenendo e valorizzando le parti storico-monumentali - afferma Fenucci - inoltre, l'operazione porterà a un impianto vivo tutta la settimana, con attività di ristorazione e la possibilità di ospitare eventi, mantenendo però la vocazione come polo sportivo: infatti alle piscine gia' presenti saranno affiancate palestre e spazi per l'attivita' sportiva all'aperto nell'area dell'antistadio. Un vero e proprio polo sportivo e culturale che fara' vivere il Dall'Ara tutta la settimana e non solo il giorno delle gare".

Giocatori di proprietà e non vendere i 'baby gioielli' alle Big, sono queste le strategie di Saputo per il 2021?

"Il nostro obiettivo è quello di migliorare costantemente, sviluppando i talenti giovani in modo da rendere il club sempre più performante sul campo - replica l'AD - cercheremo il più possibile di preservare i nostri gioielli, consapevoli del fatto che nel tempo si potrebbero rendere opportune alcune cessioni. Questo per ricavare ulteriori risorse da investire per la crescita competitiva del club. In questo assume particolare rilevanza la qualità del management sportivo: possiamo contare su organizzazione e risorse umane di spessore". 

"Come avviene la gestione del protocollo anti-Covid nel club?"

Lo stesso Ad a ottobre aveva scoperto di essere positivo: "Noi sin dal primo momento, a marzo, siamo riusciti ad avere un approccio forte nel contrasto alla diffusione perchè siamo stati tra i primi ad attivare il lavoro in smart working chiudendo tutte le attività e gli uffici nel centro sportivo, isolando così completamente la squadra. Da lì è iniziato un percorso in cui si rispettano alla lettera i protocolli della federazione integrandoli con una serie di controlli e tamponi rapidi piu' frequenti per avere un monitoraggio completo. Questo in via primaria per la tutela della salute di tutti e per ridurre al minimo le possibilità in termini di contagio interno".

"La mia esperienza personale non è stata facile più a livello psicologico che fisico - racconta Fenucci - perchè la sintomatologia era comunque lieve. L'isolamento e la preoccupazione per un possibile peggioramento sono stati i fattori più critici di questa esperienza.

"Secondo lei è giusto centralizzare il controllo dei tamponi sotto l'egida della Lega?"

"Noi ci appoggiamo regolarmente sulle Asl locali per tutti gli esami: ora la Lega sta pensando a un sistema centralizzato di controlli che potrebbe essere un'alternativa anche se le strutture pubbliche come nel nostro caso offrono tutte le garanzie di trasparenza". (dire)

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