Parrucchieri, estetisti e tatuatori potranno "affittare" il loro negozio a giovani professionisti

Chi non dispone di un capitale per aprire un'attività propria potrà affittare studi e attrezzature dei colleghi già avviati. Reazioni: 'Problemi di identità e competizione'. Insomma, una poltrona per due non piace!

Tatuatori, estetisti e parrucchieri: Bologna apre ai giovani con la formula "affitta una poltrona". In cosa consiste? Lo spiega l'assessore Nadia Monti anticipando il nuovo regolamento di settore varato dalla Giunta e ancora da approvare in Consiglio Comunale: in pratica i giovani professionisti che non dispongono di un capitale per aprire un'attività propria, possono affittare gli studi e le attrezzature dei colleghi già avviati. Per l'assessore a commercio, turismo e legalità si tratta di "Un'opportunità per aggiornare il regolamento di fronte a nuove norme nazionali, ma anche per semplificare, velocizzare le pratiche e dare una mano ai giovani professionisti dell'estetica che vogliono affacciarsi nel mondo del lavoro".

Ma quali sono le reazioni degli addetti ai lavori? Alcune prevedibili: "Per quanto riguarda tatuatori ed estetiste non avrei alcun problema ad accogliere giovani professionisti nel mio salone - spiega Lorenzo Caruso, parrucchiere ma anche pluritatuato - ma se parliamo di cedere il mio negozio ad altri hairstylist, allora cambia tutto". Anche Marco Leoni, dello storico studio tattoo Body Markings a spiegare la posizione condivisa anche da altri colleghi: "Secondo me a Bologna gli studi che fanno tatuaggi sono anche troppi e bisognerebbe stringere il campo visto che spuntano come funghi. Noi siamo qui da 35 anni e ne abbiamo viste tante. Non credo che sia una buona idea, almeno per noi: i clienti ci scelgono per determinate affinità e competenze e noi riusciamo ad accontentarli. Sarebbe più utile aprire dei momenti di incontro come quando in città esisteva anche una convention in Fiera dedicata ai tatuaggi".

RISCHIO CONCORRENZA? "Non credo che sia una soluzione per i giovani, anche se avere un negozio dove mettere in pratica le proprie competenze e mettersi sul mercato è una cosa positiva - spiega E.G. titolare di un centro estetico felsineo - penso che potrebbe creare confusione nei clienti e concorrenza interna. E poi io sarei gelosissima dei miei strumenti e anche se il progetto prevede una quota di affitto penso che non riuscirei ad lasciare tutto quello che ho a qualcun'altro".

Un giro di opinioni anche con chi parrucchieri, estetiste e tatuatori li frequenta: "Non riesco a immaginare dei turni all'interno di un centro o un negozio con un'identità ben definita, mentre se si tratta di servizi complementari a quelli già attivi allora è un'idea funzionale. Mi sembra complicato organizzare gli appuntamenti in base ai periodi di affitto...comunque è bene accogliere sempre le nuove opportunità!". "Un problema di identità: ci vorrebbero strutture neutre, non attività già attive. Sarebbe utile invece per gli esercizi in crisi, che guadagnerebbero degli extra solo affittando un negozio e i loro strumenti".

IL PARERE DEI FORMATORI. Abbiamo chiesto un commento anche alla Scuola Estetica Moderna di Bologna: "La vedo una soluzione un po' complicata nella sua gestione: per il settore estetica esiste tutto un discorso sulla scelta di prodotti e l'utilizzo di macchinari anche complessi. Immagino un trasloco ogni volta...insomma non la trovo un'idea praticabile quella della condivisione".

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