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Ex Breda, Fiom: 'Situazione paradossale, dove sono finiti i soldi pubblici?'

Per i lavoratori è arrivata un'altra mazzata e non prendono lo stipendio. Il leader Fiom Papignani: 'Necessari circa 15 milioni, e bisogna versarli subito'

"La situazione è paradossale". E se lo dice Bruno Papignani, il numero uno della Fiom –Cgil Emilia Romagna c'è da crederci. 

La schiarita di due settimane fa, dopo l'incontro a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico, che aveva fatto ben sperare i lavoratori della BredaMenariniBus, che non percepiscono lo stipendio da un paio di mesi, per ora è caduta nel vuoto, anzi, è arrivata un'altra mazzata. Invitalia, l'Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia, ha constatato che l'azienda è sulla soglia del fallimento, quindi non è disposta a "metterci i soldi". C'è tempo fino al 10 ottobre (i 30 gg. previsti per legge) per un intervento di rifinanziamento altrimenti sarà una bancarotta a tutti gli effetti.

Sblocco fondi dall'Emilia-Romagna 

Preoccupato anche il Presidente della Regione Stefano Bonaccini: "Le nostre aziende di trasporto stanno sbloccando e anticipando pagamenti per assicurare liquidità all'azienda; solo oggi una di queste ha messo in pagamento anticipato fatture per 600.000 euro" e "anche le aziende verso cui I.I.A - Industria Italiana Autobus - risulta in ritardo o inadempiente stanno confermando le commesse per assicurare un futuro alla produzione. C'è più sensibilità da parte loro che non da parte di chi dovrebbe dare il buon esempio e le voglio ringraziare pubblicamente per questi sforzi".

"Dal governo ci dicono che ci stanno lavorando - dice il segretario generale Papignani a Bologna Today - ma i tempi per avere i fondi per il pagamento degli stipendi e il mantenimento delle commesse sono sconosciuti". 

"C'è stato un incontro al Ministero dello Sviluppo economico 11 giorni fa in cui le parti hanno concordato cose che non stanno accadendo: da un lato, ed è la cosa più grave, i lavoratori continuano a non percepire lo stipendio, nonostante gli impegni dell'azienda e le rassicurazioni del Governo; dall'altro - sottolinea Bonaccini - per dichiarazioni del Ministro alla stampa, apprendiamo di sicuri ingressi nella compagine societaria senza che poi nulla si muova. Avevo pubblicamente riconosciuto il passo avanti ma prendo atto che tutto è ancora fermo. Il tavolo ministeriale, con le parti e le istituzioni locali, sarebbe la sede propria dove discutere e comunicare, ma non viene riconvocato da agosto, un modo davvero eccentrico di gestire le cose. Nel frattempo, gli unici fatti concreti, se posso dirlo - e lo dico qui perché manca appunto una sede istituzionale di confronto - li stiamo producendo noi". 

Di certo c'è che lunedì 24 Settembre 2018, dalle 15 i lavoratori saranno in sciopero, con un'assemblea davanti ai cancelli: "Inizieremo a raccogliere le procure per un sequestro cautelativo di valori pari ai mancati stipendi e se il governo riacquista memoria, senso e volontà di risolvere i problemi e non solo annunciarli, se si abbassa a maggior modestia, lo dica. Anche per videomessaggio", ironizza Papignani. 

"Vorrei però anche essere rassicurato dal Ministro che queste risorse saranno effettivamente impiegate per pagare gli stipendi dei lavoratori e non per pagare la produzione turca - continua il presidente della Regione - così come vorrei garanzie che le commesse emiliano-romagnole serviranno a rilanciare la produzione italiana e non quella di altri, a proposito di ‘prima gli italiani’. Infine, purtroppo nel silenzio e nell'indifferenza del Ministero, stiamo predisponendo nostre linee di finanziamento specifico, tramite bando, per sostenere sul piano industriale le produzioni di mezzi di trasporto collettivo di nuova generazione, totalmente green. È quanto ci eravamo pubblicamente impegnati a fare davanti alle Rsu e ai lavoratori di Bredamenarini nell’assemblea in fabbrica con loro, perché occuparsi di una produzione significa anche guardare al futuro mentre si gestisce l'emergenza. Posso chiedere cosa sta facendo il Governo nel frattempo? Non sarebbe ragionevole incontrarci, parlare, coordinare gli sforzi? E soprattutto quando saranno pagati gli stipendi?", conclude il Governatore.

Ma cosa è successo alla Breda?

"I soldi dati all'imprenditore scelto dal governo precedente (Stefano Del Rosso, ADd di I.I.A. - ndr) non si sa dove siano finiti - ci dice Papignani - non sono stati pagati neanche i mutui, è paradossale che ci sia lavoro ma non il denaro per costruire gli autobus, cioè per comprare i pezzi necessari". 

Un po' di storia: 

- Tra il 2014 e il 2015 vengono siglate le intese con le quali Finmeccanica cedeva a I.I.A. - Industria Italiana Autobus, lo stabilimento Irisbus di Flumeri (Avellino), allo scopo di costituire un polo del trasporto su gomma. "Siccome non potevano vendere gli autobus perchè sprovvisti di licenza, nel gruppo è entrata anche la BredaMenariniBus, a quel punto I.I.A ha preso un sacco di soldi pubblici, che fine hanno fatto?" chiede Papignani "l'imprenditore in questione faceva costruire gli autobus da aziende turche, infine non ha più pagato neanche loro, in pratica delocalizzava".

I.I.A. è dunque il frutto di un'alleanza tra Finmeccanica, che detiene il 20%, e il gruppo Del Rosso, attivo nella distribuzione in Italia degli autobus King Long cinesi, che detiene l'80%.  

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