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Crisi ex Breda: 'Nessuna risposta dal governo', il 6 si protesta a Roma

Stipendi decurtati e incombe anche la scadenza degli ammortizzatori sociali

"Il 6 manifesteremo al ministero (dello sviluppo economico Luigi Di Maio - ndr) per impedire il fallimento e rilanciare il lavoro e il trasporto pubblico ed ecologico per i cittadini". Michele De Palma, componente della segreteria nazionale della Fiom-Cgil annuncia la protesta per giovedì 6 settembre a Roma, per lo stallo totale sul salvataggio di Industria Italiana Autobus, nata dalla fusione di ex Bredamenarinibus di Bologna con l'ex Irisbus di Flumeri (Avellino).

Di Maio, che a giugno era andato in visita alla ex Breda a e a luglio aveva fatto sapere ai sindacati l'intenzione di entrare con l'agenzia di investimenti pubblici Invitalia e un nuovo socio privato nella partita di Industria Italiana Autobus, la holding che controlla gli stabilimenti della Ex Bredamenarini.

"Fim, Fiom e Uilm, visto che ad oggi non c'è stata alcuna risposta alla richiesta di riattivare il confronto in sede istituzionale, indicono una manifestazione dei lavoratori presso il ministero dello Sviluppo Economico per il 6 settembre alle 15 con l'obiettivo di impedire il fallimento del processo di reindustrializzazione e rioccupazione dei lavoratori. E' ora che Governo faccia chiarezza sugli assetti proprietari e l'attuale proprietà (Del Rosso e Finmeccanica) si assuma le proprie responsabilità", specifica De Palma.

La visita di Bonaccini 

Giovedì scorso i sindacati avevano chiesto, all'indomani di una richiesta identica del presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che era andato davanti ai cancelli il 29 agosto, una convocazione urgente del tavolo sulla reindustrializzazione e rioccupazione dei lavoratori di Industria italiana autobus stante "l'aggravarsi della situazione che ormai vede concretizzarsi il rischio di fallimento dell'operazione di salvataggio e di rilancio del polo della produzione di autobus". Ma non sono seguiti segnali.

Insomma, di fronte alla "conclamata crisi finanziaria e proprietaria", allo spostamento "in altri Paesi della produzione", oltre ai "ritardi che si stanno accumulando nelle consegne insieme al rischio di perdita delle commesse", nulla si muove dalle parti del ministero e si "stanno scaricando sui lavoratori gli effetti di responsabilità altrui", contesta De Palma. Solo ieri sera il segretario della Fiom dell'Emilia-Romagna; Bruno Papignani, avvertiva che se fosse trascorso anche lunedì senza risposte agli Sos, "se il Governo continuerà a stare al finestrino a guardare cosa succede, saremo noi a muoverci. Non mi piacciono le semplificazioni, considerare che sono tutti uguali, ma non capisco quale strategia si nasconde dietro a quest'attesa, al silenzio, lasciando che si avverino le ipotesi peggiori". I lavoratori hanno già patito la mancata piena retribuzione degli stipendi e incombe anche la scadenza degli ammortizzatori e "i grandi discorsi sulla grande società diventano credibili quando si risolvono problemi che apparentemente possono sembrare piccoli, ma che sono l'essenza per dimostrare concretamente la volontà di un cambiamento più generale, sopratutto quando è dimostrabile che esiste la soluzione", tagliava corto Papignani ammettendo che, ad oggi, le promesse del vicepremier Luigi Di Maio non si sono concretizzate. La Fiom aveva 'creduto' in Di Maio, ma "per quanto riguarda la soluzione" a Industria italiana autobus per ora è "andata delusa", ha scritto Papignani su Fb.

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