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Economia

Carenza di personale negli hotel e nella ristorazione: allarme per i ponti festivi di primavera

Le associazioni di categoria chiedono un tavolo alla ministra Santanchè, che promette un incontro. Le prospettive sono un aumento dei flussi turistici e una diminuzione dei lavoratori: "Puntare sulla formazione e pensare all'immigrazione come a una risorsa"

Aumenterà il turismo, ma si continua a far fatica a trovare il personale (qualificato e meno qualificato) per i settori ospitalità e pubblici esercizi. Risultato? La qualità, ma anche la quantità dei servizi avranno un calo, qui in Emilia-Romagna come altrove. Le associazioni di categoria come Asshotel e Confesercenti lanciano un allarme e si appellano al Ministero del Turismo guadagnando una risposta affermativa da Daniela Santanchè che raccoglie l'idea dell'istituzione di un tavolo ad hoc: "Abbiamo lanciato un segnale a livello nazionale perché la situazione è diffusa e la nostra riflessione è che rispetto al passato qualcosa è cambiato - spiega Massimo Zucchini, presidente provinciale della Confesercenti di Bologna. 

"Inizialmente si è pensato al covid, poi si è parlato dell'eventuale responsabilità del reddito di cittadinanza e adesso la nostra riflessione arriva dalla constatazione che la richiesta e l'offerta del lavoro sono cambiati molto rispetto al passato: oggi, per tutta una serie di motivi, i settori che impongono degli orari e dei tempi differenti da quelli tradizionali fanno fatica. E parliamo quindi di mestieri legati ai pubblici esercizi, alla ristorazione e all'accoglienza" continua Zucchini.

Cosa si rischia? "Quello che sta già sta accadendo da tempo: viene introdotto il giorno di chiusura settimanale, si riscontrano difficoltà nell'aprire sia a pranzo che a cena, la qualità dei servizi in generale cala, anche per una mancanza di formazione del personale". Ed ecco un altro punto fondamentale: la formazione. Ma quali potrebbero essere le soluzioni? "Una risorsa importante la dà l'immigrazione - continua il portavoce di Confesercenti - basta guardare nelle cucine di Bologna per capire chi ci lavora. Altro che Masterchef. Stiamo parlando di lavori che richiedono impegno e fatica, questo deve essere chiaro. Ma già oggi nei contratti del turismo ci sono delle maggiorazioni per il serale, del notturno e il festivo.   

Il paradosso: più posti di lavoro e sempre più carenza di personale

"Nel 2022 i pernottamenti nelle strutture ricettive italiane hanno raggiunto quota 400 milioni e la tendenza appare favorevole anche per il 2023 sia sul fronte del turismo interno che da oltre confine. Una situazione paradossale: da un lato si prospetta un aumento del volume della produzione e dei posti di lavoro creati, dall’altro le imprese del settore continuano a registrare carenza di addetti. La difficoltà nella ricerca del personale ha assunto anzi un contorno ormai strutturale, che si manifesta regolarmente già dagli anni pre-pandemia, ma che sta diventando sempre più grave con la ripartenza del comparto. I profili necessari sono per il 2,6% di professioni con elevata specializzazione, l’81,5% professioni qualificate, l’1,3% di addetti specializzati e il 14,6% di professioni non qualificate. Ma sono proprio queste ultime figure quelle di più difficile reperimento, in particolare facchini, camerieri semplici, lavapiatti e addetti alle pulizie. Per un cameriere semplice si parte da 1560 euro lordi al mese, per capo cuoco o capo barista si parte sopra i 1.740 euro mensili, lo stesso per un primo portiere".

Voglia di (ri)prendersi il proprio tempo e tasse 'castra-stipendi'. Così i lavoratori non si trovano più

Le prospettive: meno addetti, giù la qualità del servizio 

La mancanza di personale, sempre secondo Asshotel e Cpnfesercenti, porterà nei prossimi mesi le imprese a misurarsi con una situazione complessa e imprevedibile dal punto di vista organizzativo dei processi produttivi, senza trascurare che le destinazioni competitors dell’Italia sono già pronte a migliorare i volumi degli arrivi turistici del 2022. In particolare, per le imprese che non riusciranno a reperire tutti gli addetti necessari è possibile stimare una perdita media di fatturato nel periodo del -5,3%, con conseguente abbassamento degli standard qualitativi e impatti sulla produttività: “E’ una situazione assurda – spiega Fabrizio Albertini presidente di Assohotel Confercenti E.R. - prevediamo un aumento dei flussi turistici ma non saremo in grado di fornire servizi adeguati. Ad esempio nella nostra Riviera, vocata in particolar modo al turismo famigliare, molti si troveranno a dover ridurre le pensioni complete e gli all inclusive, e in alcuni casi a proporre solo bed and breakfast per mancanza di personale; così come chi vorrà visitare l’entroterra o le zone collinari, potrebbe non trovare servizi adeguati. La situazione è critica anche perché questa emergenza potrebbe riflettersi negli prossimi anni con una diminuzione di offerta di lavoro e una riduzione del Pil della nostra regione".

Cosa state facendo come associazione di categoria? "Stiamo cercando anche di trovare soluzioni adeguate per quanto riguarda gli alloggi per i dipendenti, i cui oneri, ricordiamo, sono completamente a  carico dei datori di lavoro. - spiega ancora Albertini - Abbiamo avviato incontri con le scuole, creato alleanze con i centri per l’impiego e le agenzie Adecco per tamponare il problema. Ma occorre trovare una soluzione strutturale, anche utilizzando le risorse del PNRR. Servono politiche attive, ora quasi del tutto assenti. Bisogna rafforzare la formazione professionale regionale di figure turistiche, e aprire ai ragazzi in età scolare prevedendo occupazioni temporanee a totale esenzioni di imposta. E poi pensare a normative speciali per garantire una ‘staffetta’ tra i lavoratori nelle attività stagionali. Pure la gestione del Reddito di Cittadinanza e dei flussi di immigrazione va ripensata, collegandola a opportunità di formazione e a un vero inserimento nel lavoro. E’ opportuno aprire al più presto un tavolo di lavoro, come richiesto da Confesercenti nazionale, nel quale per presentare specifiche proposte normative al Ministro del Turismo Daniela Santanchè e al Ministro del lavoro Marina Elvira Calderone e dove, come Confesercenti E.R., porteremo il nostro contributo”.

Filcams CGIL Emilia-Romagna: "Investire sulla qualità del lavoro per trovare personale"

"Assohotel riparte con la solita litania sulla carenza di personale che si ripresenta puntuale all’avvio della stagione turistica. Non neghiamo che il problema esiste, ma sollecitiamo a ragionare sui veri motivi di questa carenza che a nostro parere affondano le radici nella diffusa irregolarità dei rapporti di lavoro e nella precarietà degli stessi. Il turismo è un comparto nel quale si fa ampio uso e abuso di contratti precari e dove è presente una diffusa irregolarità, come dimostra periodicamente l’Ispettorato del lavoro.
Trattandosi di un settore importante per l’economia di questa regione e del Paese, è necessario investire sulla qualità del lavoro con la formazione e qualificazione del personale dando al contempo continuità all’occupazione oltre alla stagionalità. Cogliamo positivamente il fatto che Assohotel sollecita un tavolo nazionale sul turismo perché in Emilia-Romagna le categorie sindacali del settore già nel 2021 hanno presentato unitariamente un documento alle associazioni di categoria e alla Regione per aprire un tavolo regionale, anche alla luce del Patto regionale sul lavoro e il clima. Le richieste fondamentali del documento dei sindacati puntano a valorizzare il turismo, creare un sistema di incrocio domanda - offerta attraverso la bilateralità con la collaborazione del pubblico, puntare sulla formazione e definire una proposta condivisa per una riforma della Naspi. Quest’ultimo è un passaggio dirimente perché la Naspi penalizza il lavoro stagionale rispetto alla precedente forma di ammortizzatore sociale sia dal punto di vista economico sia come prospettiva contributiva futura. Siamo pronti a dare il nostro contributo a livello regionale e siamo convinti che possiamo essere protagonisti anche per dare contributo al tavolo nazionale. Sicuramente non sono i voucher la risposta, ma lo è, tra le altre cose, una rapida conclusione del processo per il rinnovo del contratto nazionale del settore turismo scaduto nel 2019" la dichiarazione di Paolo Montalti, segretario regionale FILCAMS CGIL Emilia-Romagna. 

Zucchini (Confesercenti): "Costi per noi enormi, a discapito dei guadagni dei dipendenti" 

Se non trovate dipendenti forse è perché non pagate abbastanza: questa in effetti l'obiezione più comune all'allarme lanciato da Asshotel e Confesercenti. Cosa risponde chi rappresenta coloro che questi lavori li offrono? Ecco cosa spiega sempre Massimo Zucchini, alla presidenza della Confesercenti Provinciale di Bologna: "Sarebbe interessante in effetti poter mettere sulla busta paga quanto in realtà costa un dipendente all'azienda, quali e quanto i sono i cosiddetti costi del welfare e dei fondi pensionistici. I costi per le attività sono enormi, ma non viene percepito e così risulta una cifra troppo pesante per l'attività e una cifra ben meno interessante per il lavoratore. Ricordo che i contratti sono nazionali".  

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