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Emergenza Covid, dati allarmanti da Caritas: "Una domanda ogni 2 minuti al Fondo San Petronio"

Dal 21 aprile hanno beneficiato del contributo 1.026 famiglie. I settori più colpiti turismo, ristorazione, sport, arte

Una domanda ogni due minuti, 2.346 in meno di 72 ore. E' il dato allarmanete reso noto da Caritas, che il 21 aprile scorso, in piena emergenza covid, a pubblicato il bando per l'accesso al Fondo San Petronio, voluto dall'arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, per dare sostegno ai lavoratori durante l'emergenza.

Da allora hanno beneficiato del contributo di circa 600 euro a nucleo familiare, 1.026 famiglie. "Il fondo è riuscito a intercettare tante famiglie, in equilibrio prima della pandemia e poi precipitate, molte sconosciute ai servizi sociali e senza i requisiti per accedervi", spiega l'equipe che si è occupata dell'assegnazione delle risorse su 'Bologna Sette', l'inserto domenicale di Avvenire. Il contributo può essere erogato, a seconda della gravità della situazione, anche per due o tre volte.

I settori più colpiti

I lavoratori che hanno ricevuto l'assegno provengono dai settori più colpiti dall'emergenza sanitaria: turismo, ristorazione, sport, arte. Oltre al milione messo a disposizione dalla Curia, il fondo ha raccolto circa 179.000 euro, la metà dei quali da donazioni di singoli cittadini: "Lo scenario sociale che si è aperto, ci fa capire che che nel prossimo futuro ci sarà una fascia di popolazione che continuerà ad avere bisogno di sostegno perchè la boccata d'ossigeno data del fondo non sarà sufficiente", spiega la Caritas.

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"Il fondo ha evidenziato che in alcuni settori i lavoratori soffrono di una particolare fragilità strutturale. Gli ambiti della ristorazione, del turismo, dello sport, dello spettacolo e il mondo delle piccole imprese, che spesso utilizzano contratti precari, si sono mostrati più esposti nel momento della crisi", aggiunge. Seza contare che "circa un migliaio di situazioni non aveva i requisiti per accedere al bando: nella maggiorparte dei casi si tratta di persone che hanno perso il lavoro prima della pandemia", quindi con una "situazione di fragilità pregressa rispetto alla loro condizione economica e sociale". Molte di queste famiglie, già conosciute alla Caritas e ai servizi sociali non sono potute accedere al contributo. "Occorre una riflessione per non dimenticare queste persone maggiormente esposte al rischio di una definitiva esclusione sociale", ammonisce la Caritas.

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