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Economia

Cgil, a Bologna 5mila delegati. "Emergenza lavoro e salari"

L'assemblea dei delegati in corso in piazza Lucio Dalla

"Ascoltate il lavoro". Ovvero, 10 punti, cinque grandi temi da affrontare nel decalogo delle priorità per lo sviluppo del Paese presentato oggi dalla Cgil all'assemblea dei delegati in corso a Bologna, incontro preparatorio in vista della manifestazione dell'8 ottobre a Roma.

Titolo dell'evento, riporta l'agenzia Dire, è appunto "Ascoltate il lavoro": 5.000 i sindacalisti che da tutta Italia si sono dati appuntamento in piazza Lucio Dalla per la presentazione della piattaforma. Documento che al primo punto mette l'emergenza salariale e la difesa dei redditi da lavoro e da pensione: dunque sì al tetto al prezzo delle bollette, all'aumento dell'assegno della cassa integrazione, al salario minimo e alla tassazione degli extraprofitti, no alla flat tax e ai condoni.

Al secondo punto la lotta alla precarietà e la riduzione dell'orario di lavoro, con il superamento del Jobs act e l'introduzione del contratto unico d'ingresso. In materia di legalità e sicurezza sul lavoro, la Cgil chiede che venga esteso a tutta la catena degli appalti e dei subappalti privati il rispetto dei contratti nazionali di lavoro e delle clausole sociali, che si intensifichi la lotta alle mafie e al caporalato e che si investa sulla formazione e sulla prevenzione per evitare le morti sul lavoro. Il sindacato immagina poi un nuovo stato sociale e in cui lo Stato investa in scuola e sanità pubbliche, dicendo no all'autonomia differenziata per garantire gli stessi standard di servizi su tutto il territorio nazionale. E ancora, tra le 10 priorità della Cgil, il varo di politiche inclusive per la piena integrazione dei cittadini migranti. 

Per quanto riguarda le pensioni, il sindacato propone una modifica radicale del sistema previdenziale superando la legge Fornero per arrivare ad un modello "equo, che unifichi le generazioni", riconosca le diverse condizioni lavorative e garantisca la flessibilità in uscita dai 62 anni. Il documento si concentra, infine, sulle politiche per lo sviluppo, che devono basarsi, secondo la Cgil, su un rinnovato intervento pubblico, attraverso la costituzione di una Agenzia per lo sviluppo dotata di poteri e un Fondo speciale per la transizione ambientale digitale. Sviluppo che deve garantire il recupero dei divari tra i territori a partire dal Mezzogiorno e passi anche attraverso la riqualificazione delle grandi periferie urbane.

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