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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia

Settore congressi in sofferenza: "Inchiodati da restrizioni che per altri invece sono state cancellate. I ministri ci ascoltino"

La richiesta nasce dalla prolungata sofferenza del settore MICE che si trova a rincorrere decreti legislativi in molti casi tardivi, come a il n.139 che ha stabilito la piena capienza per cinema e teatri, cancellando il distanziamento di un metro tra gli spettatori ma non facendo menzione del comparto congressi ed eventi

"Il mondo congressuale resta inchiodato per restrizioni che invece sono state cancellate in altri contesti. Per questo, tutte le associazioni dell'industria dei congressi e degli eventi aderenti a Italia Live hanno fatto un appello ai ministeri di competenza con l'obiettivo di riuscire ad ottenere un intervento ad hoc": lo spiega Paolo Mazza, che fa parte del direttivo. 

Dal 13 ottobre il settore è in attesa di un'ordinanza che le permetta di lavorare a pieno regime dopo un fermo durato oltre un anno: "Il ritardo del Ministro nell'emettere l'ordinanza sta compromettendo l'anno congressuale - fanno sapere i portavoce di questo segmento -  Organizzare un congresso o un evento con il distanziamento di un metro fa chiaramente aumentare i costi di affitto degli spazi e, quindi, frena la volontà e bisogno di aziende e associazioni di organizzare eventi e congressi proprio nel momento della ripartenza del turismo e made in Italy. Senza dimenticare inoltre, che i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione degli eventi hanno investito ingenti risorse in sistemi di sanificazione e applicano i protocolli di sicurezza stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” elaborati da Federcongressi&eventi e approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province".

"Il recente successo del G20, che si è tenuto a Roma alla presenza dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi e dei rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali e regionali, ha confermato ancora una volta, laddove ce ne fosse stato bisogno, l’imprescindibile necessità di salvaguardare il comparto della Live Industry e degli Eventi, fattore primario per garantire la realizzazione di un avvenimento come quello appena concluso con grandissimo successo ed eco internazionale. Successo da sottolineare, da non sottovalutare e ribadire con forza, dovuto anche grazie alla responsabilità dei professionisti del comparto che. nonostante tutti i sacrifici patiti fino ad oggi, con grande professionalità, creatività e senso del dovere lo hanno reso memorabile".

"Evidentemente, quanto appena avvenuto non è ancora sufficiente per far accendere una volta per tutti i riflettori e salvaguardare un comparto in continua sofferenza, sempre a rincorrere decreti legislativi, in molti casi tardivi - prosegue la nota - Come il decreto legge n.139 dell'8 ottobre che ha stabilito la piena capienza per cinema e teatri, cancellando il distanziamento di un metro tra gli spettatori ma non facendo assoluta menzione del comparto congressi ed eventi. La Conferenza delle Regioni riunitasi il 13 ottobre ha finalmente fatto giustizia equiparando le location per eventi, le sale meeting e i centri congressi ai luoghi della cultura, cancellando cioè il distanziamento sociale. Le Linee guida per la riapertura delle attività economiche e sociali aggiornate con questa tanto attesa misura sono state inviate al Governo per essere recepite con ordinanza dal Ministro della Salute. Ma da allora, silenzio.

Ecco perché abbiamo chiesto ai ministeri competenti un intervento sul tema distanziamento e capienza per avere risposte concrete. 
Da sempre abbiamo manifestato grande responsabilità nell’affrontare le ultime avversità ma nonostante tutto e ancora una volta il settore dei congressi, dei convegni e degli eventi aziendali e privati non rientra tra le priorità, anche temporali del Governo, per contribuire a portare il Paese verso una nuova normalità".


 

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