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Fusione tra coop: circa in 700 dovranno essere ricollocati

L'unione degli uffici tra i centro che controllano i supermercati su tutta la fascia Est ha portato a una mobilità interna del personale

C'è la giovane mamma, che chiede solo di sapere se dovrà trasferirsi in un'altra sede, prima di iscrivere il figlio all'asilo nido. C'è chi conferma le inefficienze organizzative, la duplicazione delle mansioni e la disorganizzazione. Sono le voci degli impiegati di Coop Alleanza 3.0 che hanno partecipato all'assemblea dei lavoratori convocata dai sindacati nel quartier generale di Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna, per illustrare i contenuti della riorganizzazione della sede annunciata lo scorso 9 gennaio che prevede la ricollocazione di 752 dipendenti.

Di più se ne saprà forse il 5 febbraio, quando il colosso della grande distribuzione incontrerà nuovamente i sindacati per entrare nel merito di un'operazione che riguarda , di fatto, la metà del personale delle sedi amministrative (1.547 posizioni equivalenti full time). "In quella sede vedremo di capire, area per area, quali mansioni si sono duplicate per effetto della fusione e cosa c'è disponibile nel sistema coop. Certo, ricollocare delle professionalità alte sarà complesso. Ora siamo in una fase di ascolto", spiega Sara Ciurlia della Fisascat-Cisl di Bologna.

Da parte sua l'azienda chiarisce: "Coop Alleanza 3.0 opererà, come sempre, con un confronto continuo e nella massima condivisione con i lavoratori, e in raccordo con le organizzazioni sindacali per raggiungere l’obiettivo comune di tutelare le persone, mettendo in atto tutte le misure possibili per gestire la ricollocazione e azzerare gli impatti occupazionali, nell’arco di un biennio".

La riorganizzazione delle sedi amministrative dovrebbe far risparmiare a Coop Alleanza 3.0 31,4 milioni di euro, derivanti dalla riduzione del costo del personale per 29,7 milioni e per 700.000 euro attraverso il ricorso allo smart working. La riduzione di 752 unità di personale dovrebbe avvenire in due fasi: 400 nel 2019 e altri 300 nel 2020. "Pur avendo la cooperativa preannunciato di voler perseguire l'obiettivo di 'impatto zero' sui livelli occupazionali, la situazione rimane preoccupante. Andranno attivati tutti i percorsi di protezione sociale perche' nessun lavoratore resti solo in questa fase", si legge in un documento della Fisascat. (Vor/ Dire)

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