Coronavirus, Bonaccini: "Riaperture lontane", negozi e turismo a rischio

"Chiederemo al Governo di rivedere i tempi e le modalità di riapertura di quegli esercizi commerciali"

"Se l'andamento epidemiologico dovesse continuare a essere positivo, chiederemo al Governo di rivedere i tempi e le modalità di riapertura di quegli esercizi commerciali e di quelle attività che oggi, sulla base delle scadenze indicate ieri, vedono davanti a sè date ancora troppo lontane per la loro ripartenza, compresi i settori del turismo e della cultura". Lo scrive in un post su Facebook il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

Quindi "negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, palestre", attività a forte rischio per il lungo lockdown, ma appunto anche turismo e cultura. "Così' come - scrive il governatore - indicazioni chiare dovranno arrivare su scuola e servizi per l'infanzia: a famiglie e genitori devono essere garantiti sostegno e servizi, soprattutto nel momento in cui si apprestano a poter tornare al lavoro".

Sempre da oggi, in Emilia-Romagna può riprendere la vendita di cibo da asporto (take away) da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, anche artigianali, seppur dietro prenotazione e con accessi contingentati, per evitare assembramenti. Anche in questo caso, un primo passo avanti per bar, ristoranti, rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio, stavolta in seguito a un’ordinanza regionale.

Intanto i ristoratori bolognesi si dicono pronti a protestare perchè "esasperati" dall'emergenza coronavirus e poi non sono soddisfatti delle misure previste dal Governo per la fase 2. Una cinquantina di esercenti pubblici ha aderito alla manifestazione 'Risorgiamo Italia' lanciata a livello nazionale e domani accenderanno le luci delle loro insegne e vetrine.

"Tutto questo nella nostra regione, fatta eccezione per la provincia di Piacenza, dove, prudenzialmente, sono tuttora in vigore misure anti-coronavirus maggiormente restrittive. Dal 4 maggio, poi, ripartiranno l’intera manifattura, tutte le costruzioni e l’edilizia privata, oltre al commercio all’ingrosso funzionali ai comparti che riprenderanno. Così come sarà permesso tornare a fare attività motoria e sportiva singolarmente - continua il presidente - qualcosa di positivo, insomma, si sta muovendo. Nessuno di noi deve dimenticare come le misure adottate finora abbiano permesso di rallentare il contagio, a tutela della salute pubblica e delle persone. Non è quindi possibile un ‘liberi tutti’ generalizzato. Le persone hanno però dimostrato grande senso di responsabilità in questo lungo periodo di lockdown, allo stesso modo il senso di responsabilità di ciascun cittadino sono certo prevarrà nella fase che si sta per aprire, di convivenza col virus". 

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