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Coronavirus, Confartigianato: "Nella crisi sarà coinvolto il 70% delle Mpi"

Secondo un'indagine del Centro studi di Confartigianato, tra i macro settori più colpiti: alimentare (-33%) e servizi (-25%). Se micro e piccole aziende del Nord svolgono un'attività interessata dalla domanda turistica calo anche del -37%

L'emergenza legata alla diffusione del coronavirus potrebbe avere conseguenze per il 70% delle micro e piccole imprese artigiane del Nord Italia. Lo rivela un'indagine realizzata dal Centro studi di Confartigianato, che, tra giovedì 27 febbraio e domenica 1 marzo, ha sondato le imprese associate: il 51% delle micro e piccole imprese di Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Val d'Aosta, Liguria ed Emilia-Romagna registra segnali concreti di riduzione dell'attività aziendale, mentre un ulteriore 19% prevede di registrarli nelle prossime settimane.

Nel complesso, seppur con tempi diversi, si prevede coinvolto dalla crisi il 70% delle Mpi e delle imprese artigiane. Le aziende, inoltre, ammettono che nell'ipotesi in cui la situazione attuale si prolunghi, il fatturato mensile potrebbe calare del 25%. Tra i macro settori più colpiti risulta pesante il calo del fatturato per alimentare (-33%) e servizi (-25%). In particolare, le micro e piccole aziende del Nord segnalano un calo del fatturato decisamente più marcato (-37%) qualora svolgano un'attività, direttamente o indirettamente, interessata dalla domanda turistica.

Ancora più nel dettaglio, i maggiori cali del fatturato previsti riguardano trasporti (-44%, con un picco del -68% nel trasporto persone), panetterie, pasticcerie, rosticcerie e altri alimentari (-33%), comunicazione(-28%), moda (-25%), altri servizi (-24%), benessere (acconciatura ed estetica) e legno-arredo (-23%). Sul fronte dei ricavi e dell'attività commerciale, il 48% delle imprese segnala una riduzione delle vendite, il 22% è colpito dalla cancellazione di fiere, eventi e iniziative, il 19% dalla mancata o ritardata consegna delle merci ai clienti, il 18% dalla cancellazione degli ordini e il 16%, infine, dalla cancellazione di incontri di business. 

"Questi dati suggeriscono una duplice riflessione. Ciò che emerge, a una prima lettura, è che il settore più colpito, nell'immediato, è quello del turismo, che mantiene però intatte le proprie prerogative d'attrazione. Confidiamo pertanto che nel momento in cui l'emergenza coronavirus sarà risolta, il turismo interno e quello proveniente dall'estero, riprenda la sua marcia positiva", commenta Marco Granelli, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna nonché vice presidente vicario nazionale.

"Ciò che preoccupa, invece, anche a lungo termine è la sofferenza di comparti come quello della manifattura, i cui semilavorati hanno necessità di materie prime di importazione, quello dei trasporti e logistica e quello delle costruzioni. C'è inoltre da considerare la difficoltà a esportare le nostre merci, non solo alle multinazionali di paesi vicini ma anche fra le aziende che si trovano in aree limitrofe alla cosiddetta 'Zona rossa'", spiega Granelli.

"Questo porta a una necessaria rivalutazione degli aiuti, statali e di sistema, da portare alle imprese, che non devono limitarsi a quelle interne a tale area di contagio ma anche a quelle che si trovano nelle 'zone gialle', perché saranno le prossime a risentire dell'emergenza e di un sensibile calo negli affari che già è percepibile", conclude il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna. (Dire)

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