Coronavirus, decreto liquidità imprese. Confartigianato: "A Bologna fino a 42 giorni per il prestito"

"Nelle province di Piacenza, Parma, Modena e Reggio, Forlì e Ravenna e Rimini prevale un atteggiamento costruttivo, mentre Bologna, Ferrara e Cesena segnalano maggiori chiusure"

A oltre un mese dal DPCM liquidità quasi 9 imprese su 10, in Emilia Romagna, non hanno ancora ricevuto il finanziamento fino 25 mila euro. E' l'allarme lanciato da Confartgianato: "Gli istituti di credito impiegano mediamente 30 giorni per erogare un prestito, con significative differenze tra territori, che vanno da un tempo medio di attesa di 13 giorni di attesa a Ferrara e 16 giorni a Ravenna e Rimini, fino a 42 giorni a Bologna e 45 a Modena e Reggio Emilia". 

Lo stesso presidente della Regione Stefano Bonaccini aveva raccomandato: "Bene il Governo, ma non basta stanziare risorse ingenti, i soldi devono arrivare in fretta". 

Secondo l'associazione, che ha condotto un sondaggio, il 7% rinuncia per la complessità della burocrazia, nonostante sul sito del Mise si legga: "E’ inoltre previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo". 

"Tra queste imprese è stato osservato che circa il 7% rinuncia a portare a termine la pratica per via delle difficoltà incontrate"

Secondo il sondaggio, delle domande presentate, ad oggi solo il 12% è stato erogato dagli istituti di credito. "Tra queste imprese è stato osservato che circa il 7% rinuncia a portare a termine la pratica per via delle difficoltà incontrate". È infatti mediamente difficile recuperare la modulistica appropriata per questa tipologia di prestito, difficoltà segnalata dal 40% dei territori come ‘abbastanza difficile’ e dal 40% come ‘poco difficile’. Si distinguono Modena e Reggio Emilia che segnalano una difficoltà elevata, e Ferrara che dichiara di non avere avuto nessuna difficoltà. Sono state rilevate infine diverse difficoltà a prendere contatto con gli istituti di credito, che tuttavia
nel 42% dei casi si sono dimostrati disponibili e hanno adottato un atteggiamento conciliante. Un ulteriore 34% delle segnalazioni ritiene che siano stati adottati atteggiamenti dilatori, mentre il 24% ha riscontrato atteggiamenti negativi. Nelle province di Piacenza, Parma, Modena e Reggio, Forlì e Ravenna e Rimini prevale un atteggiamento costruttivo, mentre Bologna, Ferrara e Cesena segnalano maggiori chiusure". 

“Dispiace dirlo ma il decreto liquidità è inutile se le banche non rispondono - spiega Marco Granelli, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna nonché vice presidente vicario nazionale di Confartigianato Imprese -. La liquidità delle imprese e la loro capacità di fare investimenti per la ripartenza sono fondamentali. Per questo motivo è sconcertante che anche a fronte di una garanzia che proviene dallo Stato, le banche continuino a giocare di sponda, trincerandosi dietro un merito creditizio che ora non può essere l’unico metro di valutazione. Accanto a ciò, e come conseguenza, è davvero ora di dare un taglio alle lentezze della burocrazia. Così non si può più andare avanti”.

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“Nei fatti non avviene quanto è stato annunciato dal Governo - commenta Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana -. Dietro a una linea di credito, di qualsiasi importo sia, c’è sempre la verifica del merito creditizio, ci sono richieste di garanzie, e sussistono ancora aspetti burocratici che allungano i tempi. A oggi l’erogazione dei famosi 25 mila euro è a livelli insoddisfacenti, con territori in cui il credito viene concesso anche 45 giorni dopo la richiesta. Con queste tempistiche le aziende chiudono. Queste rigidità sono inaccettabili”.

I dati per provincia 

Nel dettaglio, per quanto concerne le richieste di finanziamenti fino a 25 mila euro da parte di imprese che si sono rivolte agli Uffici Credito delle organizzazioni confederate di Confartigianato, si ha a disposizione un campione di circa 2.700 imprese interessate variamente distribuite sul territorio. Di queste in media l’80% ha poi effettivamente inoltrato la domanda per l’accesso al credito (con una ampia variabilità che va da un valore minimo del 35% di richieste andate a compimento nella provincia di Piacenza fino ad un massimo del 100% a Ravenna e Rimini). Delle domande presentate, ad oggi solo il 12% è stato erogato dagli istituti di credito, con una variabilità tra i territori che spazia dallo 0% a Piacenza fino al 20% per i territori di Forlì, Ravenna e Rimini.

Tra queste imprese è stato osservato che circa il 7% rinuncia a portare a termine la pratica per via delle difficoltà incontrate. È infatti mediamente difficile recuperare la modulistica appropriata per questa tipologia di prestito, difficoltà segnalata dal 40% dei territori come ‘abbastanza difficile’ e dal 40% come ‘poco difficile’. Si distinguono Modena e Reggio Emilia che segnalano una difficoltà elevata, e Ferrara che dichiara di non avere avuto nessuna difficoltà.

Gli istituti di credito impiegano mediamente 30 giorni per erogare un prestito, con significative differenze tra territori, che vanno da un tempo medio di attesa di 13 giorni di attesa a Ferrara e 16 giorni a Ravenna e Rimini, fino a 42 giorni a Bologna e 45 a Modena e Reggio Emilia.

Il decreto liquidità

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diventano operative le misure a supporto di imprese, artigiani, autonomi e professionisti.

Per favorire la ripartenza del sistema produttivo italiano, una volta superata l’emergenza sanitaria causata dal covid-19, è stato deciso di trasformare il Fondo di Garanzia per le Pmi in uno strumento capace di garantire fino a 100 miliardi di euro di liquidità, potenziandone la dotazione finanziaria ed estendendone l’utilizzo anche alle imprese fino a 499 dipendenti.

Prevede la garanzia al 100% per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito di credito. In questo caso le banche potranno erogare i prestiti senza attendere il via libera del Fondo di Garanzia; garanzia al 100% (di cui 90% Stato e 10% Confidi) per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 800.000 euro, senza valutazione andamentale;
garanzia al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, senza valutazione andamentale. E’ stata inoltre prevista la possibilità di concedere alle imprese garanzie statali sui prestiti bancari attraverso Sace, nonché misure tese a potenziare gli strumenti per sostenere l’esportazione del made in Italy, l’internazionalizzazione e gli investimenti delle aziende.

Prorogata la sospensione di tributi e contributi per altri due mesi e quella relativa agli sgravi per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale. E’ stato infine estesa la normativa sul Golden Power anche alla difesa delle PMI e delle principali filiere produttive del nostro Paese.

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