Coronavirus, all'emergenza si aggiunge lo sciopero: "L'ordinanza aumenta le disuguaglianze tra lavoratori"

Il sindacato chiede provvedimenti che possano "garantire ai lavoratori di non perdere parte del proprio stipendio e dei propri diritti normativi, la Giunta Regionale ha fatto orecchie da mercante"

"La dichiarazione dello stato d’emergenza sanitario e la gestione dello stesso da parte della Regione, produce pesanti ripercussioni economiche per gran parte dei lavoratori e alimenta un  ingiustificato allarmismo a causa delle mille contraddizioni insite nell’ordinanza e nelle reiterate norme applicative". Così il sindacato di base SGB: "Dopo diversi e inutili tentativi di incontrare gli esponenti della Giunta Regionale al fine di rappresentare le mille problematiche scaturite dalle loro scelte, SGB ha deciso di avviare le procedure previste dalla Legge in caso di sciopero, inviando formale nota alla Prefettura di Bologna e alla Regione medesima".

Il sindacato chiede provvedimenti che possano "garantire ai lavoratori di non perdere parte del proprio stipendio e dei propri diritti normativi, la Giunta Regionale ha fatto orecchie da mercante e in particolare il neo assessore al lavoro, già segretario nazionale Cgil, Vincenzo Colla, ha deciso di incontrare solo le organizzazioni sindacali da lui evidentemente considerate amiche, senza produrre alcuna misura seria a tutela dei lavoratori che da un giorno all’altro hanno dovuto fare i conti con norme  emergenziali".

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Sarebbero colpite, le migliaia di lavoratori degli appalti scolastici che "ad oggi non sanno se il loro stipendio verrà decurtato come prevedono di fatto, tutti i bandi di gara e i contratti di servizio se non vi sarà un intervento risolutore da parte della pubblica amministrazione, la quasi totalità delle lavoratrici e dei lavoratori con prole, ad eccezione di chi lavora in pochi Enti pubblici del nostro territorio, non ha uno strumento contrattuale idoneo per assistere i propri figli che sono a casa da scuola - quindi - le contraddizioni contenute nella ordinanza congiunta Regione-Ministero Salute sono molteplici e le norme attuative fungono da moltiplicatore di tali contraddizioni che oltre a non garantire una omogeneità di misure preventive e di sicurezza nei vari ambiti lavorativi, vengono applicate in modo differente da Comune a Comune e dai diversi datori di lavoro".

Per SGB si amplierebbero "le disuguaglianze sociali - che sono - in parte il frutto di richieste corporative come quelle di chi ha sospeso le lezioni universitarie per mettere in sicurezza se stesso e contemporaneamente ha chiesto che fossero tenute aperte mense e biblioteche e in parte della confusione e della scarsa conoscenza del mondo del lavoro e della società che evidentemente alberga nelle stanze della giunta regionale. L’emergenza, non l’abbiamo proclamata noi e chi l’ha fatto deve saperne gestire gli effetti senza scaricarne i costi sui lavoratori".

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Inoltre per il sindacato è "scandaloso che nella grandissima parte dei luoghi di lavoro, a partire da quelli sanitari, sia impossibile dare applicazione al famoso decalogo di comportamento contenuto sia nel DPCM che nell’ordinanza regionale, a causa della mancanza di strumentazione adeguata. Odioso invece il fatto che in questa situazione dove le scelte per i lavoratori sono pressoché coatte, uno dei massimi organismi istituzionali quale l’assemblea Legislativa regionale, abbia fatto slittare la data del proprio insediamento, causa ordinanza coronavirus.  Da domani chiudiamo tutti i posti di lavoro con almeno 49 lavoratori, così quanti sono i consiglieri regionali? - e la nota conlcude - il sindaco del capoluogo di regione, Merola, ha dichiarato alla stampa 'Rispettate le ordinanze senza discutere'. Ebbene noi ne vogliamo discutere perché si tratta della nostra esistenza".

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