Coronavirus, Philip Morris Bologna: "Stabilimenti pienamente operativi"

Dalle misure e le dotazioni di sicurezza, allo smart working: "Garantire la sostenibilità del settore e la tutela dei propri impatti occupazionali”

Tutelare i propri dipendenti in Italia, ma anche sostenere la filiera e la società civile. E’ questo l'impegno della multinazionale Philip Morris che il 20 aprile ha annunciato oggi tutte le misure adottate a livello nazionale per far fronte all’emergenza Covid-19, a tutela dei propri dipendenti e della filiera e a supporto degli sforzi della società civile.

L’azienda, presente sul territorio nazionale con due controllate (l’affiliata produttiva Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna e l’affiliata commerciale Philip Morris Italia), dopo uno stop nel mese di merzo "è intervenuta su ciascuna fase della filiera produttiva italiana - dal seme agricolo alla rivendita passando per i propri impianti industriali all’avanguardia - per garantire la sostenibilità del settore e la tutela dei propri impatti occupazionali”, si legge nella nota dell’azienda.

Nella realtà produttiva del bolognese, già da inizio marzo sono state messi in campo interventi per massimizzare le misure di sicurezza, poi previste nel protocollo condiviso di regolamentazione sottoscritto il 14 marzo tra governo e parti sociali.

Gli stabilimenti sono oggi pienamente operativi. Per tutte le persone non impegnate nella produzione è stata prevista la riorganizzazione di tutte le attività in modalità da remoto, la fornitura protezioni per tutti i dipendenti, l’istituzione di un numero verde gratuito per ottenere supporto psicologico a distanza, l’accesso a corsi di formazione e di lingua, l’introduzione di nuovi strumenti informatici per mantenere il senso di comunità.

Relativamente alla propria filiera italiana, l’azienda ha recentemente confermato l’investimento fino a 500 milioni di euro in 5 anni per l’innovazione e la sostenibilità della filiera agricola, composta da oltre 1.000 aziende attive in Campania, Umbria e Veneto, oltre ad aver previsto supporto ai tabaccai, con l’installazione di schermi in plexiglass in circa 2.000 tabaccherie a protezione dei rivenditori. Oltre alle donazioni di materiale sanitario e di dispositivi di protezione individuale a ospedali e istituzioni locali, sono state avviate le procedure per la distribuzione di centinaia di migliaia di mascherine a tutti i tabaccai aperti, ai lavoratori e ai coltivatori impiegati nella filiera tabacchicola.

L’azienda ha anche coordinato in queste settimane una donazione del valore complessivo di 1 milione e 400 mila euro per la Protezione Civile a supporto della gestione dell’emergenza. Dopo aver stanziato 1 milione di euro lo scorso 30 marzo, il gruppo ha promosso una campagna rivolta ai principali partner, con l’impegno di raddoppiare quanto donato. 200 mila euro circa è stata la cifra raccolta nelle ultime due settimane da dipendenti, tabaccai e consumatori, poi raddoppiata dall’azienda.

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