Patrizio Oliva spiega agli imprenditori come vincere sul ring della vita

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Aveva 21 anni nel 1980 Patrizio Oliva quando si rialzò dal ‘suol’ di una sconfitta e conquistò la più importante delle medaglie:l’oro alle Olimpiadi di Mosca. Lo fece in una delle situazioni più difficili nelle quali un uomo, non per forza uno sportivo, si possa trovare: davanti a un avversario che lo aveva sconfitto un anno prima scippandogli la corona di re europeo dei superleggeri, il russo (oggi diremmo kazako) Konakbayev. Il match da cui uscì sconfitto Oliva nel ’79 era risultato discutibile a ben più di un occhio esperto, ma non a quello dei giudici che lo avevano condannato a cedere lo scettro. Eppure Patrizio si rialzò quella volta, come infinite altre si è rialzato per ritornare sul ring a riprendersi ciò che sapeva appartenergli: la vittoria. Oggi, a distanza di 38 anni, appesi i guantoni al chiodo, ma non l’orientamento alla vittoria, Patrizio Oliva è stato protagonista di una giornata di formazione manageriale organizzata dalla società internazionale di consulenza Open Source Management. Tema del suo intervento, ascoltato da oltre un centinaio di imprenditori provenienti da ogni parte d’Italia (dal Veneto alla Sardegna passando per il Lazio e la Lombardia), è stato: “Come reagire quando la vita ti mette all’angolo”. Tra resilienza e ostinazione, caparbietà e voglia di farcela, Oliva è stato scelto da Paolo Ruggeri (fondatore di Open Source Management International Group) allo scopo di offrire ai manager e agli imprenditori presenti in classe un punto di vista nuovo, sportivo e originale, con il quale è possibile affrontare i problemi che, spesso, chi fa impresa si trova a dover affrontare.

I più letti
Torna su
BolognaToday è in caricamento