Impatto del covid sulle famiglie bolognesi: sono le donne a perdere reddito e lavoro

Impiego, carichi di cura, condizioni economiche: emerge un mondo spaccato in due dal questionario lanciato dall'assessore Lepore. "Il lavoro non retribuito svolto dalle donne è di almeno 10.800 miliardi di dollari/anno"

A causa dell'emergenza sanitaria, il 45,8% delle persone dichiara di avere avuto in famiglia conseguenze importanti sul reddito famigliare o perso il lavoro. Si tratta di 144 famiglie. 

E'  uno dei dati che emerge dal questionario promosso dall'assessore Matteo Lepore per approfondire la condizione delle famiglie bolognesi, durante e dopo l'emergenza covid. 

"Delle 313 risposte, l’86% viene dalle donne. Statisticamente non significa nulla, ma non è questo che mi interessa. E’ importante invece chiedersi perché gli uomini non sentano allo stesso modo l’esigenza di confrontarsi su questi temi, di raccontare o farsi sentire - scrive l'assessore - non traggo conclusioni, ma credo che farsi le domande giuste sia sempre un buon modo per iniziare a ragionare. Molte hanno deciso di raccontare le loro storie nel campo lasciato appositamente libero. Lo ha fatto anche qualche uomo. Ne sono emerse esperienza di sofferenza personale, punti di vista o la denuncia di fatti realmente accaduti nella nostra città - continua Lepore - lo avevo immaginato come un momento di ascolto e di condivisione, e così è stato. La verità è che mai come oggi il mondo è spezzato in due, mentre ci sarebbe bisogno di rispetto e reciprocità tra uomini e donne". 

Cosa emerge dal questionario

Il 45,8% delle persone dichiara di avere avuto in famiglia conseguenze importanti sul reddito famigliare o perso il lavoro. Si tratta di 144 famiglie, certo uno spaccato piccolo rispetto al numero di famiglie di Bologna, ma mi fa impressione vedere come in queste 144 famiglie, la perdita di lavoro o la riduzione di reddito abbia riguardato quasi esclusivamente le donne (122 su 144). 

Un altro dato è la suddivisione dei carichi di cura all’interno della famiglia, prima e dopo il lockdown. In tre famiglie su quattro, i genitori, essendo chiusi i nidi e le scuole, si sono presi cura direttamente dei figli (nel 43% dei casi sono 2 o più) dovendo coniugare tutto questo con il lavoro (svolto per lo più da casa in smartworking, nel 64% dei casi) e a volte anche con la cura di anziani non autosufficienti o persone fragili (nel 28% dei casi). Nel 32% delle famiglie almeno uno dei genitori ha dovuto rinunciare al lavoro per riuscire a fare tutto, e di nuovo, per la quasi totalità si tratta di donne. 

Alla domanda se da quando è iniziata l’emergenza, il carico di cura sia equamente distribuito tra i genitori: la risposta è stata negativa nel 61% dei casi, e a dirlo sono soprattutto le donne. E prima del covid? Le cose andavano un po’ meglio, ma non troppo, grazie a nidi e altri servizi aperti. Secondo gli uomini che hanno risposto, tra il prima e dopo covid non c’è molta differenza, le donne invece dicono che non è così, che un impatto c’è stato. 

"Il valore del lavoro di cura non retribuito svolto in tutto il mondo dalle donne dai 15 anni in su è di almeno 10.800 miliardi di dollari all’anno"

Secondo l'assessore "questi dati devono farci riflettere. L’ingiustizia di alcune storie, le fatiche quotidiane vissute da queste donne come da questi uomini, spesso sono la conseguenza di scelte altrui. Donne e uomini che hanno dovuto subire un comportamento considerato normale da parte di qualcun altro, a volte a persona cara che ti vive a fianco, a volte il tuo datore di lavoro" quindi "non si tratta solo di considerare ingiusto il fatto che il congedo di maternità o di paternità sia chiamato da qualche collega ‘una vacanza’. Oppure che la differenza salariale tra i sessi sia inaccettabile in un paese civile. Certo che lo sono, entrambe le cose. E’ arrivato il momento di porsi delle domande profonde sulla propria concezione della vita. Come ha scritto qualcuno, se gli uomini nella vita vengono sospinti verso un "perchè", allora alle donne viene insegnato ancora ad agire motivate da un "per chi", senza il quale a loro viene detto di essere incomplete. Attenzione a questo dato per me strabiliante: il valore monetario del lavoro di cura non retribuito svolto in tutto il mondo dalle donne dai 15 anni in su è di almeno 10.800 miliardi di dollari all’anno, pari al triplo di quello del mercato globale dei beni e servizi tecnologici (ultimo rapporto Oxfam) - e conclude - la verità è che mai come oggi il mondo è spezzato in due, mentre ci sarebbe bisogno di rispetto e reciprocità".

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