Moda e Covid, lo stilista Ancarani: “Eleganza e tradizione bolognese per superare il momento difficile"

L'ultima collezione del designer bolognese ha una testimonial d'eccezione: Gigliola Cinquetti. Dopo il lockdown la ripresa delle boutique non è la stessa per tutte le città: "I segnali sono incoraggianti, sono ottimista"

Il Coronavirus è stato un terremoto, ma il mondo della moda guarda avanti con ottimismo nonostante gli effetti del lockdown. La terra trema (per continuare la metafora sismica) ma il tacco è ben saldo e regge il colpo, ci tiene in piedi con stabilità: lo stilista bolognese Daniele Ancarani, designer di scarpe conosciuto in tutto il mondo, racconta lo stop determinato dalla pandemia alla quale reagisce con una collezione che si basa "sull'ascolto" e sull'eleganza, che ha come modella e testimonial una donna determinata come Gigliola Cinquetti. Che stavolta ha l'età. Sì, perchè in questo momento più che mai ci vogliono maturità e consapevolezza. 

"Un medico che corre in ospedale, una donna che sale e scende le scale della metropolitana per raggiungere l'altro capo della città, una mamma che porta i figli a scuola. Questi i modelli che mi hanno ispirato, le donne che amo, fatte come sono fatte le mie amiche e che hanno bisogno di essere agili  - spiega Daniele Ancarani - ed è così che ho disegnato la collezione nata l'inverno scorso e lanciata dopo il momento più acuto dell'emergenza sanitaria. Il momento è pieno di incertezze, ma il mio messaggio è positivo e la qualità italiana può fare la differenza soprattutto oggi". 

Quando il futuro arriva dal passato: la "lavorazione Bologna" della scarpa

"Parlando di agio e di comodità uno dei miei cavalli di battaglia è la continuità con una tradizione artigiana totalmente bolognese: la lavorazione che viene chiamata 'a sacchetto', 'guanto', addirittura e semplicemente 'lavorazione Bologna'. Si tratta di tutto un sistema di realizzazione della scarpa che evita le cuciture interne rendendo le calzature particolarmente utile. E alla tradizione affianco un'innovazione nata in Giappone: si tratta del brevetto di una podologa che ha inventato una specie di materassino che abbraccia il piede e ammorbidisce il passo". 

"Fatta per donne in movimento": questa l'ispirazione

"Ho pensato a un medico che corre in ospedale, a una donna che attraversa la città fra un vagone della metropolitana e un taxi, all'esigenza di agilità e di comfort senza nulla togliere all'eleganza. Da qui è nata la collezione autunno/inverno 2020, finita a febbraio e quindi prima del lockdown e oggi nelle boutique. Abbiamo posticipato l'arrivo della collezione nelle boutique per via del clima caldo fino a fine estate e per i carichi di magazzino causati dal lockdown. La linea per l'autunno-inverno è nata prima dell'emergenza sanitaria". 

"La collezione fall/winter 2020 include una trentina di modelli presentati in diverse varianti la cui parte prevaricante è data dalle decolletè, poi dagli stivaletti e infine dagli stivali. Sui materiali: tante nappe e camosci per dare l'idea di morbidezza e comfort. Sui colori: ci sono i 'classici' colori come il nero, il grigio, il bordeaux...e poi ci sono i toni di spicco come viola acceso, il giallo limone e quel bianco avorio che quando lo presentammo in Giappone era stato definito new black. E infatti funziona benissimo su tutti gli abiti scuri". 

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Testimonial Gigliola Cinquetti: "Una donna che la moda la faccia su si sè"

"Abbiamo scelto Gigliola Cinquetti la cui allure ed eleganza rappresentano caratteristiche di raffinata unicità nell'interazione e nella capacità di ascolto delle altre persone - spiega Ancarani - Proprio l'ascolto è l'elemento che ci accomuna ed è spinta fondamentale per il miglioramento: il continuo confronto con i nostri clienti ci ha portato a costruire delle scarpe che “ascoltano” le esigenze delle donne, ma valorizzano la leggerezza e l’eleganza di una farfalla, così simile a Gigliola. Non volevamo ragazzine giovani belle e basta (senza nulla togliere alla loro forza e genuinità), ma per rappresentare la nostra collezione avevamo bisogno di una donna con un suo connotato che non si limiti a seguire la moda, ma che la faccia su se stessa". 

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La distribuzione: mappa di esportazione nel mondo 

In quali Paesi del mondo è presente il brand Ancarani? "Le nostre scarpe vestono i piedi delle donne giapponesi, di quelle cinesi, delle americane e delle australiane, il marchio è presente poi in Canada e Inghilterra, oltre a un negozio in franchising a Sofia, capitale della Bulgaria. Parlo di rivenditori, mentre per quanto riguarda i nostri punti vendita abbiamo: Bologna (of course!), Roma, Torino, Catania e Rimini. 

Performance differenti a seconda delle città: Roma è stata la boutique che ha sofferto di più

Come è stato l'impatto da Coronavirus in base alla geografia? Dove si è avvertita maggiormente la crisi? "Devo dire che nonostante il lockdown e la chiusura forzata delle boutique il risultato di questa stagione è stato buono, ad eccezione del negozio di Roma, che si trova in pieno centro storico: una fetta di capitale frequentata moltissimo dai turisti, che come ben sappiamo quest'estate sono mancati. Abbiamo subito il fermo del turismo e con gli impiegati in smartworking il contraccolpo c'è stato. Al contrario per esempio di Rimini, dove i vacanzieri locali hanno fatto sì che le cose potessero andare molto meglio. 

Tornando a via dei Condotti, la situazione (da quello che ho potuto osservare) è stata pesante anche per altre griffe di alta moda: alcuni si sono trasferiti, altri hanno chiuso i battenti. Viene da sè che in zone come questa gli affitti dei locali commerciali sono molto alti e se in altri tempi si rientrava, adesso le cose sono molto diverse. Noi comunque siamo positivi e sappiamo che troveremo il modo per affrontare la situazione difficilile". 

La moda pre e post Covid: "L'occasione per tornare a una dimensione meno compulsiva"

Come state reagendo nel concreto a questo periodo nero? Quale pensa sarà il futuro della moda? "In tutto il comparto moda (come in tanti altri settori economici) c'è preoccupazione, ma come dicevo per quanto mi riguarda c'è anche ottimismo e voglia di fare anche un'analisi e qualche riflessione sul punto al quale eravamo arrivati. Una spinta in questa direzione ce l'ha data Giorgio Armani con la sua lettera: come dice lui c'era troppa confusione e compulsività, vorremmo tornare a una dimensione più 'lenta' e più fluida. 

I clienti ci stanno confermando gli ordini per l'estivo prossimo e questo è decisamente un buon segno, anche se poi non so come chiuderemo perchè potrebbe esserci una variazione sulla quantità. I presupposti sono buoni e dobbiamo mantenere la calma e gli ordini. Noi puntiamo sulla qualità e questo ci fa stare bene: d'altronde è quello che mi hanno insegnato i miei maestri bolognesi come  Buccheri, Bruno Magli e Di Sandro. Pellami buoni, attenzione al colpo d'occhio ma anche alla durata e all'affidabilità di una scarpa". 

Dove produce? "Produco a Napoli e in Spagna. Italia e penisola iberica sono due paesi in cui c'è grandissima cultura della scarpa e lavoro con artigiani pignoli e bravissimi. Nel dettaglio per le scarpe con fondo in gomma ho come riferimento la Spagna e per i fondi in cuoio Napoli". 

La storia di Daniele Ancarani: dai "maestri" bolognesi alla sua linea

Sono gli anni '80 quando Daniele Ancarani, bolognese di nascita sale alla ribalta come designer per le migliori aziende di calzature femminili del suo territorio. Buccheri, Bruno Magli e poi Di Sandro saranno la sua vera palestra creativa, prima di lanciarsi nello sviluppo della sua prima collezione.

E’ il 2001 quando nasce la linea Daniele Ancarani: stile, raffinatezza e comfort sono le linee guida del brand, tralasciando accessori inutili, iperboli moderniste e dictat “giovane a tutti i costi”. E’ la semplicità delle forme, i dettagli accuratamente elaborati e le finiture artigianali a prendere il sopravvento. Per Daniele Ancarani è importante “abbandonare il sensazionalismo per proporre prodotti portabili e concreti. Ciò non vuol dire abbandonare la creatività o la fantasia, ma canalizzarle per raggiungere risultati di stile e in contemporanea di vendibilità”.

Nello stesso anno inaugura il suo primo punto vendita a Bologna, un luogo elegante ispirato all’architettura americana degli anni ’40, seguiranno poi altre aperture, ancora Bologna e successivamente Perugia, Catania e Roma, ogni spazio e location con un particolare layout scelto e progettato dall’ estro di Daniele. 

Appassionato viaggiatore, Ancarani esplora luoghi ideali per l’inspirazione dei suoi prodotti e per declinarsi distributore non solo per il territorio nazionale, ma espandendosi oltre confine. Saranno marchi consolidati internazionalmente come Pura Lopez, Beverly Feldman e Philippe Model ad essere seguiti con meticolosa professionalità.

Il 2014 segna una data importante per Daniele Ancarani, il sodalizio con Fabio Alibrandi, compagno di vita e lavoro, che porta all’evoluzione del brand con il debutto della nuova showroom alle porte di Bologna, in via Zanolini 15. Uno spazio speciale ricavato dalla conversione di una vecchia fabbrica, luogo dell’eleganza ideale per dare la giusta collocazione alle collezioni Daniele Ancarani: "Se non ci fosse stato Fabio non so se avrei avuto lo stesso entusiasmo. Mi ha fatto piacere ancora di più questo lavoro. Siamo una famiglia, abbiamo un rapporto di lavoro, abbiamo le stesse preoccupazioni e condividiamo tutto". 

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