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Flash mob contro il mini-lockdown: "Spesi fino a 6mila euro per la sicurezza e ora si chiude?" |VIDEO

Mattina di protesta in viale Aldo Moro. Gestori di palestre, tassisti, allestitori di fiere e ristoratori si sono riuniti sotto lo slogan "Non spegnete le imprese"

 

"Non si capisce perché di sera può scoppiare la pandemia e di giorno no". Così Claudio Pazzaglia, presidente di CNA Bologna, dopo il flash mob organizzato questa mattina, sotto la sede della confederazione. 

Per contestare l'ultimo Dcpm, gestori di palestre, tassisti, allestitori di fiere ed eventi e ristoratori si sono riuniti in viale Aldo Moro sotto lo slogan "Non spegnete le imprese". 

"Siamo sul mercato da 40 anni e rischiamo di chiudere, siamo sotto del 70% con 40mila euro di debito" ha detto a Bologna Today Mara Bartoloni, della palestra Body Line. Bartoloni contesta la posizione del governo sugli aiuti esclusivamente alle associazioni o società sportive dilettantistiche (ASD - SSD): "Ci sono anche le palestre private che rischiano di chiudere, lo stato ci ha dato 2mila euro, ho bisogno di denaro contante". 

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"Le nostre imprese hanno speso cifre consistenti per mascherine e sanificazione, circa 5-6 mila euro, e continuano a spendere perchè la sanificazione va fatta comunque, a prescindere dall'orario di apertura - continua Pazzaglia - con la scuola a distanza e lo smart working a oltranza, rimaniamo ben pochi a lavorare". 

"Noi tassisti siamo un servizio pubblico essenziale e abbiamo pagato la crisi pesantemente" ha detto Riccardo Carboni, presidente di Cotabo. 

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Bloccati anche fiere ed eventi: "Pagano gli allestitori, ma anche tutto l'indotto, architetti, geometri e artigiani - così Domenico Gagliardi, amministratore della Look srl - gli espositori che hanno partecipato alle poche fiere degli ultimi mesi, hanno utilizzato stand preallestiti, ci vuole una responsabilità da parte del Governo". 

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