Emilia-Romagna: l'impatto del covid-19 sull'acquisto di prodotti e servizi per il benessere

Nel 2020 spesi oltre 2,5 miliardi di euro (contro i 3,2 del 2018) per alimentazione, fitness, cura del corpo, sonno e gestione dello stress

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Gli italiani continuano a sentirsi bene e, in larga parte, a essere attenti alla cura di sé e della propria immagine, ma la crisi Covid-19 ha inevitabilmente fatto sentire i propri effetti, con ripercussioni sugli acquisti di prodotti e servizi per il benessere, scesi nell’ultimo anno a 37 miliardi di Euro, contro i 43 miliardi del 2018 (rilevazione: ottobre 2018). Questo il dato principale che emerge dal Rapporto sull’Economia del Benessere 2020, seconda edizione dell’indagine voluta da Philips e realizzata da DOXA per analizzare stili di vita, abitudini e tendenze di consumo degli italiani. In Emilia-Romagna la spesa per il benessere ammonta a oltre 2,5 miliardi di euro, dei quali il 40% è riservato alla sana alimentazione, il 22% alla cura del corpo e il 21% all’attività fisica. Emiliani e Romagnoli sono tra quelli che più hanno ridotto la propria spesa per il benessere, una diminuzione di circa 700 mln di € rispetto al 2018, per un calo percentuale che sfiora il 22% (Vs 14% media nazionale). Contrazioni si sono registrate in tutti i settori, dalla sana alimentazione alla cura del corpo, dall’attività fisica alla gestione dello stress. In controtendenza solo la spesa per la qualità del sonno, cresciuta a 145 mln € dai 110 mln € del 2018 (+32%). La pandemia sembra infatti aver inciso profondamente sul riposo degli abitanti dell’Emilia-Romagna, il 62% dei quali dichiara di soffrire talvolta o spesso di problemi di insonnia (Vs 59% media nazionale), una delle percentuali più alta in Italia, cresciuta del 14% rispetto alla precedente rilevazione. Sostanzialmente stabile ma elevata anche la percentuale degli stressati, che ha raggiunto il 34% (Vs 33% nel 2018), 4 punti percentuali in più della media nazionale. A fronte di questi dati il 77% degli emiliano-romagnoli valuta positivamente il proprio stato di salute, 4 punti percentuali sotto la il dato generale. A ciò si aggiunge la più bassa percentuale in Italia di quanti ritengono la propria salute buona o eccellente, il 26% (Vs media nazionale del 32%), e la più alta di quanti la giudicano scandente o passabile, il 22% (Vs media nazionale del 19%). “La crisi indotta dal Covid-19 ha impattato anche sulla spesa che gli italiani dedicano a prodotti e servizi per il benessere, che hanno registrano una contrazione di oltre 6 miliardi rispetto al dato 2018” - ha commentato Simona Comandè, General Manager Philips Italia, Israele e Grecia. “A questo periodo di sfide senza precedenti, Philips ha risposto mettendo al centro 3 elementi chiave della nostra strategia: innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Creare dunque soluzioni all’avanguardia, in grado di fare la differenza, anche a distanza, per clienti e consumatori, e di supportare al tempo stesso i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile. Abbiamo lavorato per trasformare un problema in un’opportunità e proprio la crescente attenzione dei consumatori italiani verso la sostenibilità e l’ambiente, emersa da questa seconda edizione del nostro Rapporto, ci stimola a rinnovare il nostro impegno quotidiano a migliorare la vita delle persone”. Italia L’81% degli abitanti del Belpaese valuta oggi positivamente il proprio stato di salute generale, un dato praticamente invariato rispetto alla precedente edizione del Rapporto. Ciononostante l’emergenza Covid-19 ha generato contraccolpi significativi sulle pratiche e gli acquisti orientate alla prevenzione, alla sana alimentazione e alla componente edonistica del benessere. Sebbene la ripartizione del paniere di spesa sia in linea con quanto rilevato nella prima edizione della ricerca - 40% della spesa riservato alla sana alimentazione (vs 41% 2018), 23% alla cura del corpo[3] (vs 24% 2018) e 19% all’attività fisica (Vs 20% nel 2018) - sono i numeri in termini assoluti a far emergere un quadro sostanzialmente diverso. La spesa in sana alimentazione ammonta quest’anno a 14,9 mld di €, registrando una contrazione del -15% rispetto ai 17,5 mld del 2018, quella per la cura del corpo è scesa a 8,6 mld € dai 10,2 mld € della scorsa rilevazione (-15%), mentre quella per l’attività fisica è pari a 7,1 mld €, segnando un decremento del -17% dagli 8,6 mld € del 2018. Dopo mesi di lockdown, in cui i cittadini italiani sono stati soggetti a elevati livelli di tensione e incertezza, non è casuale che a reggere il confronto con la rilevazione precedente siano proprio la spesa per la gestione dello stress (4,8 mld vs 4,9 mld 2018 pari a -2%) e per il sonno. Quest’ultima va addirittura in controtendenza, raggiungendo i 2,1 mld €: una crescita del +16% rispetto agli 1,8 mld € del 2018.

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