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Venerdì, 30 Settembre 2022
Economia

Inchiesta Expò 2015, Manutencoop e Cefla coinvolte: "Il mondo della cooperazione scricchiola"

Valanga di accuse dalla politica. FARE invoca l'intervento di un commissario "perché l’intera classe politica non è in grado". Attacchi anche da Fi e M5S, che ha chiesto l'intervento del Ministro Lupi. Intanto Legacoop difende: 'Convinti della correttezza'

Raffica di reazioni intorno all'inchiesta Expò 2015, che vede coinvolti anche Manutencoop e Cefla.

Attestazione di fiducia da parte di Legacoop per cui "Manutencoop e Cefla hanno fatto della trasparenza e della correttezza una delle chiavi per il loro successo nei mercati italiani e esteri e - dichiarano il presidente di Legacoop Emilia-Romagna, Giovanni Monti, il presidente di Legacoop Bologna, Gianpiero Calzolari, il presidente di Legacoop Imola, Domenico Olivieri - Siamo dunque certi che l’inchiesta milanese accerterà l’estraneità ai reati loro contestati".

Attacchi, duri, invece dal fronte politico, FI, M5s e Scelta civica in testa. “L’Expo di Milano sta rischiando di trasformarsi da una grande opportunità per il rilancio complessivo dell’economia italiana, a un boomerang di dimensioni colossali per l’immagine del nostro Paese. È ora di porvi rimedio, commissariando l’intero esercizio” ha dichiarato Michele Boldrin economista e leader di FARE per Fermare il declino, il movimento che è parte della lista elettorale Scelta Europea. “Ed è all’Europa che dobbiamo chiedere aiuto, dobbiamo fare scelte radicali: ci vuole un commissario speciale internazionale, sia esso dell’Unione Europea o di riconosciute organizzazioni internazionali, come il WTO o il FMI, perché è evidente che l’intera classe politica, tanto nazionale che locale - sostiene Boldrin - non è in grado di portare a termine l’impresa secondo le aspettative degli imprenditori e dei cittadini italiani. Sfido il Presidente del Consiglio Matteo Renzi a fare un atto di coraggio spaccando definitivamente la ‘saldatura’ che s’è venuta oramai a creare fra imprese, cooperative e tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra fino alla Lega, per condizionare e assegnare appalti in cambio di tangenti”

Alla luce del terremoto giudiziario che in questi giorni ha investito diversi manager legati ad Expo 2015 rilevando l'esistenza di una ''cupola degli appalti'' che, per conto di alcuni esponenti politici locali e nazionali, avrebbe gestito il sistema dei lavori pubblici in Lombardia, il Movimento 5 Stelle alla Camera ha chiesto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi di riferire in aula quanto prima. Questo per chiarire le dinamiche di una vicenda che diversi organi di stampa definiscono una ''seconda Tangentopoli'' e che il Movimento 5 stelle "aveva già denunciato in tempi non sospetti". Il pressing riguarda Lupi in quanto competente sulla gestione degli appalti per l'esposizione universale.

Da Imola, intanto, arriva un affondo anche da parte di Fi. "Il mondo della cooperazione scricchiola- afferma il capogruppo berlusconiano Simone Carapia, in una nota- e non solo per via degli esuberi, centinaia e centinaia, prodotti negli ultimi anni sul territorio imolese". Scricchiola perchè è sempre piu' evidente che anche questo mondo- scrive il consigliere comunale di Fi- non esce indenne dalle megainchieste sui presunti appalti truccati, sulle storie da ''mani in pasta'' su cui urge fare chiarezza". Questo territorio, "già finito nel mirino per il caso Terremerse", ricorda Carapia tirando in ballo l'inchiesta che ha coinvolto anche il governatore Vasco Errani, "ora subisce un altro brutto colpo alla sua immagine con le indagini sugli appalti dell'Expo 2015- continua la nota- che coinvolgono anche il presidente della Manutencoop, mentre alcune perquisizioni sono state eseguite anche alla Cefla".

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