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Giovedì, 23 Maggio 2024
Economia

Fashion Valley, primi investimenti ma anche progetti green e di riciclo finanziati col Pnrr

Colla: “Investire su tecnologie e formazione dei lavoratori vuol dire anche far crescere il comparto”

L’impatto delle risorse e dei bandi della nuova programmazione dei Fondi europei Fesr, Fse+ e delle misure di internazionalizzazione per sostenere il rilancio della moda in Emilia-Romagna. Ma anche l’adesione del Tavolo al patto europeo per le competenze professionali nel settore e l’analisi dei bisogni di nuove competenze per la transizione verde e circolare, a partire dai progetti green in corso.

Sono i temi affrontati per rilanciare e affrontare le sfide future del comparto dell’Emilia-Romagna, toccati a Bologna dal Tavolo permanente del settore moda della Regione, che coinvolge le istituzioni, le imprese dal tessile al calzaturiero, commercio, Università, Unioncamere e il sistema della formazione e della ricerca.

Il Tavolo, presieduto dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Vincenzo Colla, ha tra i suoi obiettivi sia il rilancio del settore, in difficoltà strutturale da anni, che la necessità di agganciare efficacemente la ripresa guardando al comparto in prospettiva.

Cosa è emerso dall'incontro

Dall’incontro è emerso che il bando per il sostegno alla transizione digitale delle Pmi ha riconosciuto oltre 2,7 milioni a 36 progetti specifici del settore moda, mentre sono aperti bandi, a cui anche le imprese della moda possono partecipare, che riguardano sostegni all’innovazione, alla ricerca, all’imprenditoria femminile, alle start up, agli interventi energetici e sismici, alle comunità energetiche, per un valore totale di 83 milioni di euro.

Per i percorsi formativi di riqualificazione e di aggiornamento delle competenze di lavoratori disoccupati nel settore tessile abbigliamento sono stati invece stanziati complessivamente 750 mila euro, mentre sono ancora aperti i bandi per percorsi Its, Ifts e formazione permanente per la transizione ecologica, che destineranno altre risorse anche per il settore moda su un budget complessivo di oltre 27 milioni di euro.

Due, invece, i bandi previsti fra marzo e aprile per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese sia attraverso la partecipazione a fiere, sia attivando percorsi di accompagnamento delle imprese.

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“Investire su tecnologia e formazione dei lavoratori vuol dire anche far crescere le dimensioni e la struttura delle imprese per dare più forza al comparto– ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, green economy, lavoro e formazione Vincenzo Colla-. Fondamentale sarà incrociare domanda e offerta: per questo stiamo guardando anche alle nuove qualifiche per adattarle alle esigenze delle imprese. E abbiamo aperto il cantiere delle competenze anche rispetto alle dinamiche europee, perché non vogliamo restare fuori dai prossimi bandi. Con i fondi a disposizione vogliamo ridisegnare la nostra strategia per andare nella direzione di una certificazione di sostenibilità di processo e prodotto nella moda, una tracciabilità fondamentale per restare competitivi oggi sul mercato a livello medio alto. Al tempo stesso abbiamo aperto il dialogo anche con i grandi marchi perché siano partner delle Pmi della filiera”.

“Serve un racconto nuovo- ha concluso Colla-: dobbiamo posizionarci sul livello alto della sostenibilità ambientale e della sostenibilità del lavoro”.

L’assessore ha quindi espresso soddisfazione per il progetto sperimentale “Moda riciclare conviene” di Confcommercio-Ascom per il ritiro degli abiti usati nei negozi associati, da estendere a livello regionale.

Ha inoltre assicurato l’interesse della Regione per la prosecuzione del progetto nel polo Aimag a Carpi per l’impianto di recupero dei rifiuti tessili finanziato con risorse Pnrr per oltre 4,8 milioni, destinato al trattamento sia degli scarti pre-consumo sia di quelli post consumo. Così come del progetto Garc Ambiente di Carpi finanziato con la Legge 14, e i due laboratori su “economia circolare nella moda” a Carpi e a San Mauro Pascoli, che hanno sperimentato l’applicazione di un tool per la misurazione della circolarità delle imprese (investimento complessivo di 160mia euro sul biennio 2022-2023).

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