Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna, eletti i nuovi vertici

L’associazione dei dirigenti ha all’attivo oltre 3.200 iscritti nelle tre province

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Dopo le elezioni avvenute per via informatica la scorsa primavera in pieno lockdown e la ratifica dell’Assemblea ordinaria, riunita a Bologna presso la Biblioteca San Domenico il 10 settembre scorso, Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna ha rinnovato gli organi sociali per il triennio 2020/2023: Consiglio direttivo, Collegio dei Probiviri e Collegio dei Revisori dei Conti. Nel corso della prima convocazione il nuovo Consiglio direttivo il 17 settembre ha confermato alla presidenza Andrea Molza. I vicepresidenti nominati: Eliana Grossi (vicario), Giorgio Merlante (con delega per il territorio di Ferrara), Alberto Montanari e Antonio Zangaglia (con delega per il territorio di Ravenna). Il Tesoriere è Anna Mattioli mentre Sergio Menarini viene confermato quale Segretario. Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna è la sede territoriale di Federmanager, organizzazione costituita nel 1945 che rappresenta e tutela in Italia 180.000 dirigenti in servizio e in pensione delle imprese produttrici di beni e di servizi. Gli associati sono dirigenti di piccole, medie e grandi imprese, operano in tutti i settori dell’industria privata e a partecipazione statale, compresi gli enti pubblici economici, nonché nelle attività ausiliarie e complementari dell’industria. Assemblea e Consiglio direttivo sono stati l’occasione, per il presidente Andrea Molza, per ricordare i passaggi salienti del 2019, a partire dall’unione con Ferrara, che arriva a tre anni di distanza da quella con Ravenna: il 31 dicembre 2019 Federmanager Ferrara si è sciolta e dal 1 gennaio 2020 i suoi associati sono confluiti nella “nuova” Federmanager Bologna – Ferrara - Ravenna. All’associazione dei dirigenti delle tre provincie aderiscono oltre 3.200 iscritti, che dal 1° gennaio possono rivolgersi alle tre strutture operative (Ferrara, Bologna e Ravenna) senza alcuna distinzione. Sottolinea Molza: “La nuova compagine diventa per numeri e strutture un hub di riferimento per i manager di Bologna, Ferrara e Ravenna e con i suoi 3.228 associati – il dato è aggiornato al 31 agosto - va a costituire una massa critica tale da costituire un rappresentativo interlocutore politico-istituzionale nell’ambito del sistema industriale territoriale.” In continua crescita il trend delle iscrizioni: i numeri del 2019 fanno registrare + 137 nuovi associati nell’anno, il più alto degli ultimi vent’anni. Nei primi 8 mesi del 2020 il saldo positivo è di ben 189 nuove adesioni, alle quali vanno sommati i nuovi entrati grazie a Ferrara (238). “I cambiamenti geopolitici, economici e ambientali nonché i mercati aperti e collegati – ha dichiarato Andrea Molza - hanno creato effetti domino poco prevedibili. La chiave di lettura di questi fenomeni deve avere un occhio sull’oggi e uno sul lungo periodo, mentre la chiave per superare l’incertezza è per ognuno di noi un mix di rapido adattamento: resilienza e un robusto riferimento a valori etici e solidali.” “Solo insieme al gruppo – ha proseguito - l’individuo ritrova la sua armonia e il suo ruolo. Federmanager deve consapevolmente operare nel valorizzare il valore di Gruppo.” “Una scelta che stiamo perseguendo da tempo e anche l’unione con Ravenna prima e Ferrara poi ne è una dimostrazione: l’obiettivo è quello di avere una rappresentanza forte che consenta a Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna di contribuire a creare un progetto territoriale di medio-lungo periodo.” Agli eletti e a tutti gli iscritti è giunto il messaggio del presidente di Federmanager nazionale Stefano Cuzzilla: “A Federmanager Bologna – Ferrara - Ravenna il compito di porsi come attore decisivo in un processo di aggregazione delle forze migliori della regione: istituzioni, università, aziende e business community per un progetto di rilancio economico e produttivo del territorio, che dia priorità ai temi del turismo, settore strategico per l’economia regionale, che è stato uno dei più colpiti dagli effetti dell’epidemia da coronavirus, insieme alle manifatture e al settore della cultura e dei saperi.” “Il mondo del lavoro, ancor più in Emilia-Romagna – ha sottolineato - ha bisogno di nuovi modelli organizzativi, di nuove figure professionali ad alta specializzazione che interagiscano costantemente con tecnologie e innovazione per lo sviluppo economico e sociale locale.”

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