menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Countdown Fico, Farinetti: 'Bologna è stata veloce, tutto in soli 5 anni'

"E' ora di creare infrastrutture in Italia e cercare di raddoppiare l'esportazione arrivando a 100 milioni di euro. Grazie a Bologna per le sue politiche veloci: l'idea è stata messa sul tavolo nel 2012"

Fino a ieri lo potevamo solo immaginare: oggi sappiamo cos'è questo FICO di cui tanto si parla e che dalla settimana prossima potrebbe diventare un punto di riferimento internazionale, la meta per i turisti in arrivo da ogni parte del mondo con la voglia e la curiosità di scoprire tutto quello che c'è da sapere sul cibo "partendo dall'inizio e non dalla fine, ovvero da allevamenti e coltivazioni per poi arrivare alla mano dello chef...".    

"Se ci pensate, abbiamo fatto tutto questo in tempi record: sono passati solo 5 anni da quando l'agroeconomista Andrea Segrè è venuto da me per proporrre il progetto ed oggi eccoci qui". Queste le parole con cui Oscar Farinetti ha tagliato metaforicamente il nastro di FICO durante la conferenza stampa e l'anteprima per i giornalisti del parco agroalimentare italiano che sarà visitabile a partire dal 15 novembre, cioè mercoledì prossimo (dalle 16.30).

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Cosa si fa? A FICO naturalmente si mangia, si visitano le fabbriche contadine, si frequentano corsi e tour (anche laboratori per bambini), si conoscono gli allevamenti e le coltivazioni che occupano l'area esterna, si fa l'esperienza delle "giostre" educative che raccontano il rapporto tra l’uomo e il fuoco, l’uomo e la terra, l’uomo e i tre principali liquidi da lui creati (il vino, l'olio e la  birra) l’uomo e il mare, l’uomo e gli animali, l’uomo e il futuro; si acquistano i prodotti in vendita al 'bazar". Naturalmente esiste anche un folto programma di attività didattiche dedicate alle scuole. 

"L'Amministrazione Pubblica ha reagito in tempi rapidissimi, neppure negli USA avremmo potuto immaginare tempistiche così strette. In fondo trovare una destinazione e un senso a uno dei sei milioni di edifici inutilizzati in Italia, di cui due milioni di proprietà statale, è una cosa molto sensata e anche vantaggiosa per chi la 'presta': il Comune ci può solo guadagnare. Ed è ciò che è accaduto con il Caab felsineo. Qui si affronta il tema del cibo in modo banale, ma originale: lo si affronta dall'inizio. Siamo andati all'estero, ebbene adesso è ora di creare infrastrutture in Italia e cercare di raddoppiare l'esportazione arrivando a 100 milioni di euro, bisogna pensare in grande".    

Non sarà troppo grande? Ecco la domanda che molti si fanno. Domanda alla quale Oscar Farinetti risponde con semplicità: "La stazione centrale di Milano all'epoca della sua realizzazione (1930) fu criticata per la sua grandezza: enorme rispetto alle persone chi vi transitavano al tempo. Eppure oggi, all'ora di punta non ci si muove per quanto è affollata. Menomale che i nostr nonni hanno pensato in grande! Lasciamo da parte le critiche e speriamo che il successo che auspichiamo arrivi, è un bene di tutti e porta ricchezza a tutti. Non abbiamo certezze, ma il rischio è opportunità". 

COME E' FATTO FICO. La Fabbrica Italiana Contadina ha mostrato così per la prima volta dal vivo i sui 100.000 metri quadrati dedicati alla biodiversità e all’arte della trasformazione del cibo italiano, progettati dall’architetto Thomas Bartoli:  2 ettari di campi e stalle all’aria aperta, con 200 animali e 2.000 cultivar, per raccontare la varietà e la bellezza dell’agricoltura e l’allevamento nazionali; 8 ettari coperti con 40 fabbriche di alimentari in funzione, che hanno prodotto tutti gli ingredienti più celebri della tavola italiana; oltre 40 luoghi ristoro allestiti e animati, dai bar fino ai chioschi di cibo di strada ed ai ristoranti stellati, che hanno offerto assaggi, degustazioni e brindisi di squisitezze dolci e salate, vini, birra, liquori; 9.000 metri quadrati di botteghe e mercato con il meglio dei prodotti e del design per la buona tavola; le aree dedicate allo sport, ai bimbi, alla lettura e ai servizi; le 6 aule didattiche e le 6 grandi “giostre” educative in funzione, per far sperimentare e conoscere i segreti del fuoco, della terra, del mare, degli animali, delle bevande e del futuro; il centro congressi modulabile da 50 a 1.000 persone, con spazi per teatro e cinema; i corsi e gli eventi che animeranno tutti gli spazi di FICO.  

LA MAPPA di FICO

La GUIDA PER FICO

INAUGURAZIONE: CHI C'ERA. Al tavolo della conferenza stampa il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri Vincenzo De Luca; Gianni Bastianelli, direttore di ENIT, Agenzia Nazionale del Turismo, il sindaco di Bologna Virginio Merola, il fondatore di Eataly Oscar Farinetti, l’amministratore delegato di FICO Eataly World  Tiziana Primori, ill presidente della Fondazione FICO Andrea Segrè, il direttore generale del CAAB Alessandro Bonfiglioli, il direttore generale di Prelios Sgr, Andrea Cornetti. 

LA STORIA DI FICO. Tutto è cominciato nell’estate 2012, quando l’agroeconomista Andrea Segrè, da poco nominato alla presidenza del CAAB – Centro Agroalimentare di Bologna, insieme al direttore generale CAAB Alessandro Bonfiglioli elaborarono il primo concept di un grande Parco agroalimentare, ideato quale opportunità di risanamento dell’ente e rinnovamento della sua mission istituzionale. Il progetto di una "cittadella del cibo e della sostenibilità", presentato al sindaco di Bologna Virginio Merola e al vicesindaco Silvia Giannini, ottenne l'immediato via libera del primo cittadino. Il successivo incontro dei vertici CAAB con Oscar Farinetti di Eataly (30 novembre 2012) innescò il percorso che si sta oggi concretizzando in FICO, la Fabbrica Italiana Contadina così battezzata da Farinetti.

Alcuni mesi dopo, il primo luglio 2013, toccò al Consiglio Comunale di Bologna approvare formalmente la proposta di realizzazione di FICO nell’area CAAB: il Centro Agroalimentare di Bologna è infatti una società all’80% partecipata dal Comune. Il passaggio istituzionale si è poi perfezionato il 13 settembre 2013 con la firma del Protocollo di Intesa per FICO fra CAAB, Comune di Bologna, Provincia di Bologna e Regione Emilia Romagna.

La realizzazione di FICO doveva naturalmente prevedere un'adeguata copertura economica: per questo CAAB ha nel frattempo avviato un’azione capillare di fundraising privato a sostegno del progetto, che non doveva costare un centesimo ai cittadini: questo il presupposto alla base di Fabbrica Italiana Contadina. Pressoché immediato il riscontro a favore della start up di FICO, accolta in pochi mesi dal sostegno di una trentina di investitori che hanno conferito il capitale necessario a garantire l’avvio del progetto (40 milioni di euro). Il 7 dicembre 2013 è avvenuta la presentazione del progetto alla città e il 19 dicembre 2013 la società Prelios Sgr ha vinto la gara indetta per la gestione del Fondo PAI, Parchi Agroalimentari Italiani, costituito il 4 febbraio 2014 con capitale di 96 milioni di cui 55,5 milioni di euro per l’apporto CAAB e 40,5 milioni di euro di impegni di sottoscrizione irrevocabili da parte di investitori qualificati privati. Nell’ottobre 2014 si è quindi costituita la Società di Gestione Eataly World, guidata dall’Amministratore Delegato Tiziana Primori, con il compito di elaborare, realizzare e promuovere il progetto del Parco Agroalimentare di Bologna, rappresentazione permanente delle eccellenze della filiera del cibo dai campi alla tavola.

Passaggio determinante per la realizzazione di FICO è stato lo spostamento del mercato ortofrutticolo di CAAB. Nella primavera 2015, con la sottoscrizione dell’accordo di trasferimento da parte dei grossisti e operatori del mercato, hanno preso il via i lavori per la realizzazione della Nuova Area Mercatale, inaugurata
il 4 aprile 2016 alla presenza dei Ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martini e dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Da questo momento il cantiere per la realizzazione di FICO è entrato nel vivo dei lavori. Nel giugno 2016 si è infine costituita la Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla Sostenibilità, presieduta da Andrea Segrè: l’anima scientifico-divulgativa di FICO istituita per promuovere l’educazione alimentare e il consumo consapevole attraverso la ricerca scientifica e la formazione. Un'iniziativa realizzata in partnership con il Ministero dell’Ambiente, il CREA e quattro Università italiane.
Il 15 novembre 2017 è la data ufficiale di apertura al pubblico del Parco Agroalimentare FICO Eataly World.

ENIT, AGENZIA NAZIONALE DEL TURISMO. L’ENIT ha il compito, tra gli altri, di promuovere l’Italia del turismo; curare la promozione all'estero dell'immagine turistica italiana e delle varie tipologie dell'offerta integrata nazionale e regionale; promuovere i prodotti enogastronomici, tipici e artigianali; realizzare le strategie promozionali a livello nazionale ed internazionale e di informazione all'estero, di sostegno alle imprese per la commercializzazione dei prodotti turistici italiani.

Lo scorso febbraio, l’Agenzia ha stretto un Accordo di Collaborazione con EATALYWORLD per la promozione del progetto "FICO", riconoscendo l’efficacia strategica di una collaborazione congiunta per attrarre milioni di visitatori attraverso la realizzazione di azioni promozionali in Italia e all'estero e contestualmente la valorizzazione della cultura enogastronomica del nostro Paese.

COMUNE DI BOLOGNA E CAAB. Il Comune di Bologna è promotore del progetto FICO Eataly World, il grande Parco agroalimentare che si inaugura nell’area del CAAB, società partecipata all'80% dal Comune, di cui sono parte anche la Camera di Commercio di Bologna, la Regione Emilia Romagna e Città Metropolitana.   Per la realizzazione di FICO il Centro agroalimentare di Bologna ha spostato in sede contigua gli spazi del mercato e ha predisposto la Nuova Area Mercatale, operativa dall’aprile 2016 e divenuta il centro più innovativo ed efficiente in Europa sul piano della commercializzazione agroalimentare. NAM è il riferimento operativo per 15 concessionari grossisti, per Agribologna, il consorzio che raggruppa 135 aziende agricole, e per 50 produttori intorno ai quali operano 28 attività commerciali e di servizio, 6 aziende di logistica e facchinaggio, nonché un punto vendita di ortofrutta al consumo e uno stand di prodotti ittici.   Qualità, sostenibilità e sicurezza sono il criterio ispiratore della Nuova Area Mercatale: CAAB realizza oltre 100mila analisi annue sui principi attivi e micro-organismi di frutta e verdura, è stata la prima struttura in Europa a vantare una certificazione ISO 9000 ed è ancora l’unica ad avere una certificazione di prodotto. Oltre 2.400.000 i quintali di ortofrutta annualmente commercializzati, mentre l'ecosostenibilità energetica è garantita dall’impianto fotovoltaico su tetto più vasto d’Europa, oltre 100.000 mq per 15 milioni di Kwh: alimenterà Fico con la sua energia pulita.  

FONDAZIONE FICO. Una fondazione per promuovere l’educazione alimentare ed i saperi del cibo, il consumo consapevole, la produzione sostenibile, mettendo in rete le più importanti realtà della cultura agroalimentare e della sostenibilità. È la Fondazione FICO, operativa all’interno della Fabbrica Italiana Contadina: presieduta dall’agroeconomista Andrea Segré, l’anima scientifica e divulgativa di FICO. Ai soci fondatori CAAB – Centro Agroalimentare Bologna, CoopFond, Enpam (Ente nazionale Previdenza e Assistenza Medici), Enpav (Ente nazionale Previdenza e Assistenza Veterinari), Enpab (Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Biologi), Fondazione ENPAIA Periti Agrari (Ente Nazionale Previdenza Addetti e Impiegati in Agricoltura) e Azienda Sanitaria USL Bologna si sono uniti alcuni dei più importanti atenei e istituzioni nazionali di ricerca sul cibo: l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, l’Università di Trento, l’Università Suor Orsola Benincasa, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e il Future Food Institute. Fondazione FICO promuove la dieta mediterranea e il suo benefico portato per la salute, valorizza i modelli di produzione agricola e consumo alimentare sostenibili dal punto di vista economico, ambientale, energetico e sociale; collabora, fra gli altri enti, con il Ministero dell’Ambiente e con il CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura attraverso specifici Protocolli di intesa. Uno straordinario impatto in chiave divulgativa arriverà con il frutteto della biodiversità, un’area di 300 mq già piantumata a FICO con esemplari che rappresentano frutti dimenticati e piante biodiverse.

PRELIOS. Prelios SGR è la società di gestione del risparmio del Gruppo Prelios che nel 2014 ha istituto e gestisce il Fondo PAI-Parchi Agroalimentari Italiani per la realizzazione del progetto FICO Eataly World. Prelios Sgr è attiva nella istituzione, promozione e gestione di fondi comuni d’investimento immobiliare e di separate account e nell'advisory per conto di primari investitori istituzionali, nazionali ed internazionali, che affianca come partner nella definizione delle strategie di investimento immobiliare. Avviata nel 2003, Prelios SGR ha nel tempo acquisito una specializzazione nella strutturazione, gestione e valorizzazione di progetti dai contenuti innovativi, in grado di perseguire finalità sociali, di sostenibilità ambientale e di sostegno alla crescita del Paese attraverso lo sviluppo di fondi dedicati a settori specifici. Con 32 fondi in gestione, di cui due multicomparto, e un patrimonio gestito al 30 giugno 2017 pari a circa Euro 4 miliardi di AUM (Asset Under Management), Prelios SGR è una delle SGR immobiliari leader in Italia.

Allegati

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Arredare

Come trasformare una finestra in un piccolo balcone

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BolognaToday è in caricamento